Poesia

La mia vita

di Auselius

stanza

Quattro pareti bianche

la mia vita

e una finestra in alto

da cui

mai mi sporsi,

per paura della novità

o della verità,

non saprei dire,

non ebbi coraggio.

 

Un dipinto per ogni stagione:

della pioggia

del sole

del vento

dell’amore,

uno, in bianconero

per le mezze stagioni d’ognuno,

quando ogni cosa è

pausa di colori.

 

Una porta chiusa

sulla via dei desideri,

come speranza

vagheggiata in notti tarde

e sigillo a stanze intime

ove l’anima suona il cuore

e il pensiero

è

fuoco in attesa,

nubi di burrasca.

 

Lo sguardo al cielo bianco,

non v’è un dio che porga la mano,

è mio il destino di un essere vuoto,

incapace di elevarsi

tra gli sguardi delle stelle,

e al miraggio d’infinito

nel silenzio d’abisso,

l’immortalità è speranza

e la paura sopisce.

 

Sento il canto del passero

libero

e la musica del vento in primavera.

Vedo la pausa degli autunni umani

e il vigore delle estati giovani,

e,

al freddo dell’inverno,

quando tutto sembra morto,

il seme,

nella terra,

germoglia di vita.

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