Racconti, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Tre pennellate da un romanzo inedito

di Tiziana Pedone

santo emiliano grande - De Donno
‘Sant’Emiliano’, 60×90, acrilico su tela, tecnica mista – 2016

Dopo essermi infilata in un vecchio paio di jeans e una maglietta lisa dall’usura, ho tirato fuori dall’armadio una piccola tela vergine. Ho preso i pennelli e i colori che avevo riposti in un cassetto e ho cominciato a dare le prime pennellate. Una rossa, una verde, una azzurra. Sorrido dentro di me. So che questi colori hanno un significato ben preciso e non sono per nulla casuali.

Non appena sarà possibile mi prenderò qualche giorno di vacanza. Ho bisogno di sentire il profumo del mare che batte selvaggio sulla costa rocciosa dell’Orte, ho voglia di toccare i tronchi contorti degli ulivi e di camminare sulla terra rossa che palpita di vita. Sento impellente la necessità di ritrovare le mie radici, la mia casa. E, all’improvviso, mi manca il piacere assoluto di guardare lontano, oltre l’orizzonte azzurro. “Fino a che finisce il mare e comincia il cielo”. Sono queste le parole che dicevo a mia madre, quando, nelle giornate più limpide, mi portava a guardare le montagne dell’Albania dal grande faro bianco della Palascia. E mi sembrava immenso.

*** *** ***

Mi lavo e mi vesto quasi di corsa, lascio sul tavolo della cucina due righe per Maria, scritte su un pezzetto di carta, e in mezz’ora sono già fuori. Casanna alle spalle, davanti a me il sole, gli ulivi, i muretti a secco e i piccoli sentieri in terra battuta, che amo percorrere nei momenti più dolci e liberi delle mie giornate.

È sempre piacevole ascoltare i suoni che arrivano dalla campagna e assaporare il calore della terra. Solo la natura fa simili regali a un mondo che sembra fatto su misura per ciascuno di noi. In lontananza sento un cane che abbaia, un pastore che lo chiama e le onde che si infrangono sulle rocce selvagge dell’Orte. Adoro questi percorsi dell’anima, attraverso un paesaggio quasi irreale, dove i colori e i profumi si fondono, nella luce brillante di una giornata di tramontana, con le torri saracene che si stagliano nel blu del cielo.

“Solo in questo luogo magico riesco a ritrovarmi, ascoltare il cuore e la voce dei fantasmi”. Ricordo quelle parole di zia Anna, una mattina d’estate, quando insieme avevamo percorso quegli stessi sentieri in terra battuta, fino agli strapiombi appuntiti delle rocce a picco sul mare, affascinate dal movimento magnetico delle onde e dal colore verde smeraldo, che sembrava volessero attirarci dentro, tra i flutti spumeggianti. “Di quali fantasmi parli zia?”. Ricordo di averle fatto quella domanda, senza distogliere gli occhi dalla profondità trasparente. “I fantasmi di Otranto, quelli da cui non riesco, o forse non voglio, scappare”. Mi aveva risposto lei, con un sorrisetto indecifrabile. Non avevo voluto approfondire, per paura di qualcosa che non volevo sapere.

*** *** ***

La luce del sole irrompe e si irradia ovunque nella stanza, insieme al profumo del mare, che arriva fino a lambire il mio viso. Mi lascio coccolare dalle sensazioni, quelle che so fan bene alla mia anima. A volte mi domando cosa sarebbe stato della mia vita, e quella di mia figlia, se non ci fosse stata Casanna. Non riesco a immaginare le mie giornate senza la luce e il calore della terra. Le passeggiate in solitudine, l’orizzonte del mare che si allinea sulle coste dell’Albania, le rocce aspre che affondano nell’acqua smeraldo e il profumo di rucola selvatica e di origano.

Sono molto affezionata a un quadro, che aveva dipinto zia Anna. Una pennellata cobalto, una azzurra, una macchia scura e una rossa, punteggiata di verde. Con pochi colori, essenziali, aveva dato l’idea della natura che la circondava. E della felicità che la avvolgeva. Il lago di bauxite, che lei ha dipinto con tanto amore, è il quadro che tengo appeso nella mia camera, di fronte al letto. L’ultima cosa che guardo, prima di chiudere gli occhi alla fine della giornata.

 

 

 

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9 pensieri riguardo “Tre pennellate da un romanzo inedito”

  1. Quelle onde del mare ,il profumo della rucola e dell origano giungono anche qui da me .Bella lettura ,piacevole .scatena sensazioni ed emozioni che vanno dritte all’anima e la accarezzano.Complimenti.

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  2. Estrapolare qualche riga da un romanzo e licenziarla è impresa ostica ed irta di trappole. Ma la freschezza espositiva, la capacità evocativa e la scorrevolezza delle immagini proprie di Tiziana Pedone fanno di questi tre brevi estratti una prova di piacevole lettura e di solida abilità!

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  3. Belle queste pennellate, un’anteprima che fa pregustare una storia in cui tanti di noi, suppongo, ritroveranno una comune “matrice” con l’autrice e, i più ricettivi e sensibili, esperienze e sensazioni già provate. Queste parole mi toccano come se qualcuno avesse rovistato, di soppiatto, nei miei ricordi e nei miei appunti, o abbia avuto accesso alla “cascia” del corredo di casa. Aspetto il romanzo…

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  4. quanto calore e sensibilita’ in queste poche righe, un’immersione dolcissima di emozioni di luoghi e di affetti. Parole che arrivano immediatamente al cuore.

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