Poesia, Poesie

Notturno da marciapiede

Ernesto De Donno: Franite

di Maria Cezza


E nelle bocche
delle finestre
l’ugola d’oro
di qualche luce,
dietro la prigionia dentata
delle ringhiere.
Penso a chi vi abita
a chi le ha accese,
a quale estraneo,
lì dentro,
possa assomigliarci.
Penso alle pigrizie delle stanze,
agli assoli dei letti,
all’orizzontalità delle abitudini.
Al ristagno,
nelle camere,
dei sogni.
Penso alla vita che
si cerca e non si raggiunge,
e per questo si sconfigge;
a qualcuno
che,
di fronte a una mezzanotte,
intona silenzioso
e inascoltato
il tuo stesso canto.

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