Poesie, Scrittori salentini

INEZIE

di Maria Cezza

Otto Modersohn, Brughiere, 1903
Otto Modersohn, Brughiere, 1903

Mi disinteresso

alle corti,

ai circoli d’artisti

al giro noioso degli stessi,

alle cotonature

sopra le teste,

ai nomi composti.

Mi disinteresso agli scambi.

Ai consensi interessati

agli sbadigli nascosti.

Mi disinteresso

alle piazze

concentrate di gente

ma disattente.

Agli involucri delle parole

senza cuore,

viscere,

testa.

Alle avversioni semplici

e agli scontati gradimenti.

Non sono adatta

a scorbacchiare

né agli accivettarsi.

Mi disinteresso agli inchini,

alle sudditanze,

ai finti maestri.

Alle corone vistose.

Alle firme importanti

senza autorevolezza.

Alle strade con indicazioni

troppo precise

nette,

intransigenti;

che falsano l’orizzonte.

Mi disinteresso

alle affabilità

che fanno acquisti.

Ai pifferai

con séguiti vasti.

Ai sonagli,

in realtà tintinnaboli

che annunciano

il sacrificio

di te stesso.

Agli specchi,

agli occhiolini,

ai finti bronci,

mi disinteresso.

A me stessa

quanto basta.

O mai abbastanza.

Mi azzittisco volentieri

di fronte a un pensiero,

a una domanda

limpida

e agitata,

a chi si racconta.

Senza imporsi.

Mi disinteresso

alla regalità

del portamento

con grettezza

del gesto,

alle pietre preziose

su un’ineleganza.

Mi disinteresso

a ingombrare

il mondo.

A una vita parietale.

Ad una circolarità

ruffiana

senza altezza.

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