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Archive for ottobre 2016

tumulazione

Il Vittoriano in una foto del 4 novembre 1921. Sepoltura del Milite Ignoto italiano

La memoria collettiva dei caduti

L’Europa, indistintamente per tutti i Paesi coinvolti nel Primo conflitto mondiale, ricevette un’eredità di morte mai vista prima d’allora. Migliaia di uomini comuni, precettati alle armi, dovettero lasciare le proprie famiglie, il lavoro e ogni interesse per gettarsi nelle più dure e sanguinose battaglie di fronte. Migliaia furono i dispersi, altrettanti i periti sul campo mai ritornati nelle terre patrie, i malati che contrassero le peggiori infezioni o l’insanità mentale e i corpi dei trucidati le cui condizioni ne impedirono il riconoscimento. (altro…)

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di Franco Melissano

quotid

Nicola Pucci, “Lettura quotidiana” – olio su tela – cm 190×160 – 2014

Giurni arretu ssettatu an tribbunale

tra vai e vveni, vuci e confussione,

cercava cu mme leggu lu giurnale

spettandu contruparte e testimone, (altro…)

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© Silvia Recchia: I colori dell'anima (olio su tela 110x160)

© Silvia Recchia: I colori dell’anima (olio su tela 110×160)

C’era una volta un tenero bimbo sognatore, che voleva travasare con un secchiello tutta l’acqua del mare in una buca nella sabbia e ci provò per un intero giorno, dall’alba al tramonto. Non ci riuscì. Il bambino rimase molto deluso e la sera, indispettito, decise di smettere di essere un tenero sognatore e, con un ghigno malvagio, rinchiuse tutte le stelle del cielo nella gelida cella del frigorifero di casa. Ne restò di fuori solo una, la più piccina, ma ormai era stanco e non riuscì a portare a termine la sua impresa. (altro…)

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copertina-domenica-del-corriere

C’era una volta l’Italia: era il giugno del 1946, si stava tornando a camminare dopo una lunghissima paralisi sociale, iniziavano a riaprirsi le finestre, si riprendeva a pensare al domani. Stanchi, affranti, orfani, invalidi, invecchiati, deportati e poveri. Più che mai. (altro…)

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di Cesare Minutello

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)

© Giuseppe Diso: Estate (olio su tela)

Da quando Antonio Riccardi, editor interno della collana Lo Specchio, ha forzatamente annunciato, nel 2015, l’uscita dalla Mondadori, si sono aperti vari dibattiti sullo stato di salute della poesia, sulla sua compatibilità con la cultura del Whats App, insomma  se è da considerarsi ancora in vita, moribonda o addirittura morta, almeno nelle sue espressioni più alte. (altro…)

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A te che urlavi in silenzio

A te che urlavi in silenzio,
Deliziosa fanciulla
Dalle timide labbra,
Sulle quali più non sorgeva
Quel radioso, solare,
Sfavillante sorriso. (altro…)

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