Poesia, Poesie

A te che urlavi in silenzio

A te che urlavi in silenzio,
Deliziosa fanciulla
Dalle timide labbra,
Sulle quali più non sorgeva
Quel radioso, solare,
Sfavillante sorriso.
A te che piangevi in silenzio,
Nascosta nel buio,
Confusa e protetta
Dal tumultuoso vociare
Dell’alternarsi
Di lievi ricordi
E dolorosi rimpianti.
A te, generosa fanciulla,
Le cui dita fusate
Sostenevano
Con amorevole
Cautela la testolina
Glabra del bimbo.
A te, la cui dolcezza
M’apparve all’improvviso
Come la sacra immagine
Della Madre santissima.
A te, malinconica fanciulla,
Che hai scambiato
Le cause con gli effetti:
Non è il tempo uggioso
A renderti triste,
Ma la tua mestizia
A far piangere
Gli abitanti del Cielo.
A te che urlavi in silenzio,
Ma che oggi illumini
A giorno, con il tuo sguardo,
La mia notte più cupa.

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