Racconti, Scrittori salentini

Il vecchio e la stellina

© Silvia Recchia: I colori dell'anima (olio su tela 110x160)
© Silvia Recchia: I colori dell’anima (olio su tela 110×160)

C’era una volta un tenero bimbo sognatore, che voleva travasare con un secchiello tutta l’acqua del mare in una buca nella sabbia e ci provò per un intero giorno, dall’alba al tramonto. Non ci riuscì. Il bambino rimase molto deluso e la sera, indispettito, decise di smettere di essere un tenero sognatore e, con un ghigno malvagio, rinchiuse tutte le stelle del cielo nella gelida cella del frigorifero di casa. Ne restò di fuori solo una, la più piccina, ma ormai era stanco e non riuscì a portare a termine la sua impresa.
Quel bambino diventò adulto e dimenticò del tutto i suoi sogni infantili, inaridendosi sempre di più: con il suo cuore di ghiaccio apriva ogni giorno, sul far della sera, la porta del frigo e lasciava scongelare una stella, sorbendone la luce, per poi rinchiuderla nella cella e ricominciare con un’altra la sera successiva.
Passarono gli anni ed, in età ormai avanzata, stanco e deluso, non aspettava altro che la fine, quando, in un uggioso pomeriggio d’inverno, si recò sul molo e vide magicamente comparire, tra il mare e il cielo, all’orizzonte, un bellissimo arcobaleno. Irresistibilmente attratto da quel luminoso semicerchio multicolore, si mise a remare in un minuscolo guscio di noce e, giunto nei pressi del pilastro prossimale dell’arcobaleno, cominciò a salire lentamente verso il cielo. Giunto sull’apice del ponte di luce, riuscì a scorgere, in mezzo alla coltre di minacciosi nuvoloni, un’unica umile stellina sorridente e scintillante ed i ricordi gli affiorarono nitidi alla mente; prese così coscienza dei suoi teneri sogni infantili e di lei, unica stella rimasta fuori dal gelo del frigo, dove aveva rinchiuso tutte le altre. Tornò a casa a liberare tutte le stelle, perché potessero tornare ad illuminare il cielo della notte, e corse con il cuore in gola incontro a quella stellina, che era rimasta per tanti anni fuori dal frigo in attesa di illuminargli l’anima e di riscaldargli il cuore per tutto il resto dei suoi giorni.

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