Poesia, Poesie

Oltre la morte

Pasquale Urso: “I coniugi”

Fasci di luce obliqua
Filtrarono dai serramenti
E fransero l’oscurità,
Squarciando le tenebre.
Era notte, ma non dormivo:
Perché avrei dovuto?
Nel passato avevi vissuto
Solo nei miei sogni,
Nel presente mi eri accanto
In ogni giorno, ora, minuto.
Perché sprecare tempo?
La magia della realtà
Aveva superato l’illusione
Delle infantili speranze,
Rendendo inutili le ombre
E le paraeidolie della mente.
Il mare era in tempesta,
Ma restare in porto
Non mi avrebbe aiutato:
Non avrei salvato niente.
E levai l’ancora
E dispiegai le vele.
Raggiunsi l’isola arcana
Nella quale brillava,
Dolce come il miele,
Il tuo sorriso.
In indistinti istanti
Gli istiganti istinti
Il vento travolse fremente,
Frusciando fra le fronde
Con impeto indulgente,
A costruire le note, rotonde,
D’un lento valzer inglese
Che ballai con te.
E unimmo i nostri respiri,
I tuoi sorrisi e le lacrime mie.
E pur se il crepuscolo
Oggi mi riporta nel buio,
Verso l’Ade dello sgomento,
Manterrò in eterno unite
Le nostre strade,
In un’unica, comune sorte,
Come spirali infinite,
Strette in un sentimento,
Che pulserà ben oltre la morte.

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4 pensieri riguardo “Oltre la morte”

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