Arte, Storia

LA MADONNINA DEL GRAPPA

di Lucio Causo


 

Nel 1938 il dott. Cesare Vergine, medico-soldato di Tuglie, riunì i reduci, combattenti, mutilati, madri e vedove della Grande Guerra per progettare la costruzione della chiesa di Montegrappa sulla collina di Tuglie (Lecce). La chiesa a forma di sacello fu costruita nel 1940 senza il campanile dall’impresa De Salve Vincenzo. Il campanile, su progetto del geom. Ernesto Gatto, fu costruito, dal 1951 al 1953, dall’impresa Toma Elio fu Pietro ed inaugurato nell’agosto del 1954. La chiesa fu definita Santuario di Montegrappa, per le finalità storiche e religiose che rappresentava, nel Bollettino Ufficiale della Diocesi di Nardò nel Novembre del 1953.

La chiesa si trova al centro del grande piazzale appositamente realizzato sulla collina di Montegrappa. All’interno è custodita la statua della Madonna che rappresenta Maria Ausiliatrice la Grande Mutilata, protettrice della collina. E’ la copia della statua che durante la Grande Guerra si trovava sul Sacello di Monte Grappa. Durante la guerra, a seguito di un furioso combattimento sulla cima del Grappa, la statua venne colpita da una granata austriaca scoppiata lì nei pressi e rimase mutilata e squarciata sul fianco sinistro. Era il14 gennaio 1918.

Va premesso che, alla fine dell’800, l’Episcopato italiano propose di consacrare a Cristo Redentore le cime delle più alte montagne; per il Veneto fu scelto il Grappa, e il Patriarca Giuseppe Sarto (divenuto Papa Pio X e poi proclamato Santo) propose che in luogo della croce – come per le altre montagne – venisse elevato sul Grappa un sacello con la statua della Vergine. La Cappella venne costruita in pietra rossa del Grappa (in quanto la mancanza di strade non consentiva il trasporto di materiali dal piano) ma la roccia del monte non si prestava a realizzare anche la statua. Fu Don Sebastiano Favero a trovare a Lione una statua della Madonna col Bambino benedicente, in ghisa bronzata, vuota e costituita da tre separabili elementi che potevano venire trasportati a dorso di mulo. L’immagine della Madonna giunse a Borso dalla Francia nel novembre del 1900 restandovi custodita in canonica fino al successivo luglio. Il Sacello e l’Immagine vennero benedetti il 4 agosto 1901 dal Patriarca Giuseppe Sarto, salito per l’occasione a dorso di una muletta bianca.

Il 4 agosto di ogni anno a Tuglie si celebrano i festeggiamenti in onore della Madonna di Monte Grappa, venerata dai cittadini tugliesi e dei paesi vicini. Il Santuario di Montegrappa, per l’occasione, viene addobbato con fiori e luci tanti colori e sul piazzale che lo circonda si accendono le luminarie che creano un’atmosfera di luce particolare, il concerto bandistico suona inni patriottici e la sera della vigilia lungo i viali alberati di Montegrappa si svolge la processione con la statua della Madonna Mutilata illuminata dalle torce. Alla fine della festa si sparano bellissimi fuochi d’artificio che illuminano il cielo di stelle colorate.

Poco più giù della chiesa, all’interno del Parco delle Rimembranze, nel 1948 fu costruito tra il verde dei pini il Sacrario in onore dei tugliesi caduti in guerra, con la gradinata centrale e le quattordici edicole votive della Via Crucis. La statua in legno della Madonna del Grappa, scolpita nel 1958 dall’artista Franz Senoner della Val Gardena, è conservata nella nicchia dell’altare del Santuario di Montegrappa. Sostituisce la statua di cartapesta realizzata nel 1936 dall’artista leccese Raffaele Caretta, custodita nella chiesa di S. Maria Goretti dopo il suo restauro.

Il Monte Grappa è la principale cima dell’omonimo gruppo montuoso localizzato nelle prealpi venete tra il Brenta, la valle del Piave e Feltrino, alta 1.775 metri sul livello del mare. E’ stato teatro di battaglie decisive nel corso della Grande Guerra, ed è conosciuto per il Sacrario Militare che custodisce i resti di militari italiani e austroungarici assieme al Museo della Grande Guerra. Famoso è anche il Sacello della Madonna Ausiliatrice inaugurato il 4 agosto 1901 dal Cardinale Giuseppe Sarto (poi Papa Pio X). La statua del sacello fu mutilata da una granata austriaca durante il primo conflitto mondiale, ma venne poi ricostruita e ricollocata nel 1921 al suo posto. Alla Madonna del Grappa è dedicata l’Opera Assistenziale fondata subito dopo la guerra da don Giulio Facibeni.

Nella prima guerra mondiale, dopo la ritirata dell’esercito italiano da Caporetto, il Monte Grappa diventò il perno della difesa italiana, tanto che gli austriaci tentarono inutilmente e più volte di conquistarlo, per poi avere accesso alla pianura Veneta. A difesa del Monte Grappa vennero chiamati i resti della IV Armata che aveva combattuto sulle Tofane e sul Col di Lana.

Sulla cima più elevata del monte sorge il Sacrario Militare progettato dall’arch. Giovanni Greppi con la collaborazione dello scultore Gianni Castiglioni, inaugurato il 22 settembre 1935. Nel corpo centrale del monumento sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 sono ignoti. Nella sommità sorge il santuario della Madonnina del Grappa.

Il 14 gennaio 1918 è la data della distruzione del sacello e della “mutilazione” della Madonna di Cima Grappa. Il 4 agosto 1921 è la data della ricollocazione della statua della Madonna “riparata” all’interno della nuova chiesa.

Il 4 agosto 1901 è la data di inaugurazione del sacello con la statua della Madonna e della benedizione impartita da mons. Giuseppe Sarto, Patriarca di Venezia, che poi diventerà san Pio X.

Sul Monte Grappa nel 1918 tanti soldati italiani combattevano accanitamente per respingere il nemico che voleva occupare la nostra terra. Nel frastuono delle bombe tutti si raccomandavano l’anima alla Madonna del Grappa, Madre di Misericordia. Un giorno del rigido inverno di quell’anno, mentre sul Monte Grappa continuavano i bombardamenti dell’artiglieria nemica, improvvisamente lo scoppio fortissimo di una grossa granata austriaca distruggeva il sacello e danneggiava la statua della Madonna col Bambino Gesù in braccio. Colpita da una scheggia, era caduta dal piedistallo con una grande lacerazione al petto, dalla parte del cuore. Un soldato semplice di nome Vittorio era stato investito dall’esplosione e scagliato a terra dallo spostamento d’aria mezzo intontito. Poiché si trovava a non più di cinque o sei metri dal sacello colpito e distrutto dalla granata, avrebbe dovuto subire delle ferite da schegge di ferro o di pietre, ma non vi risultarono né schegge né ferite né strappi alla divisa. Scampato dalla morte per un vero miracolo, il soldato italiano attese la sua VITTORIA sino al 4 novembre 1918.

Il 14 gennaio 1918 lo scoppio della grossa granata austriaca aveva scaraventato a terra la Madonnina dal suo piedistallo con il fianco sinistro frantumato. I soldati la portarono giù alla Chiesa di Crespano e sul monte rimasero il sacello distrutto e la fede di tanti soldati italiani.

La Madonnina era veramente la forza e il presidio dei valorosi soldati del Generale Gaetano Giardino, prode Comandante dell’Armata che combatteva sul Monte Grappa… i così detti “soldatini” del Grappa appartenenti alle ultime leve.

Il 4 agosto 1921 la Madonnina risaliva fino alla cima del suo Monte, entrava rinnovata nel suo Sacello ricostruito ed alla presenza dei Comandanti dei Corpi d’Armata del Grappa si celebrò l’evento. Il 4 agosto di ogni anno si celebra la rievocazione della cerimonia ed il rinnovamento della fede. La 4^ Armata del Generale Giardino passò alla storia come l’Armata del Grappa.

Il poeta Renato Simoni scrisse la poesia “La Madonnina blu” che conclude “…Monte Grappa tu sei la mia patria…”

Nei momenti di tregua dei combattimenti sul Monte Grappa, i soldati italiani, stanchi e sfiduciati si riunivano intorno al sacello della Madonna per riposarsi e pregare. Quel giorno di fuoco lo scoppio della granata nemica spaventò tutti quelli che erano vicini, provocando la distruzione del sacello e la caduta dal piedistallo della statua della Vergine Ausiliatrice che rimase danneggiata. Per miracolo restarono incolumi i soldati che pregavano ai suoi piedi. Da quel momento il legame tra i soldati italiani del Grappa e la Madonnina Ausiliatrice Mutilata, diventò indissolubile.

Testimoni di quell’evento furono anche alcuni soldati di Tuglie che dopo la guerra, tornati alle loro case e alle loro famiglie, vollero ricordare per sempre la Madonna protettrice del Monte Grappa e l’eroismo di tanti soldati italiani che furono con loro nelle trincee e in combattimento su quelle rocce rosse di sangue, ma che non tornarono più al loro paese e alle loro case.

Per questo il dott. Cesare Vergine, ufficiale di fanteria delle truppe combattenti sul Grappa, volle creare, con l’aiuto dei suoi collaboratori, l’OPERA MADONNA DEL GRAPPA per la costruzione del Sacello della Vergine mutilata, sulla collina di Montegrappa, per devozione alla Madonna e per ricordare i caduti e i combattenti della Grande Guerra.

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