Arte, Recensioni

La passione di costruire velieri in miniatura

 di Lucio Causo

Fernando Pino, artigiano in pensione di Tuglie (Lecce), non è più tra noi; non costruirà più velieri in miniatura. Dopo una lunga malattia ci ha lasciati, per sempre, con la sua bontà, la sua modestia, e il suo mite sorriso di persona sofferente e bisognosa di aiuto.

Puntuale, alle mostre di artigianato locale, prima di farsi intervistare, scandiva perfettamente il suo nome e cognome. Si vedeva subito che la precisione faceva parte della sua natura di infaticabile lavoratore. Grazie a questa indole, gli vennero conferiti, giustamente, i titoli di Cavaliere dell’Ordine della Repubblica nei primi anni Ottanta e di Maestro del Lavoro nel 1986.

Fernando Pino era molto conosciuto a Tuglie e nei paesi vicini perché costruiva meravigliosi modellini di velieri antichi. Una passione che aveva radici lontane! Fernando aveva sette anni quando per la prima volta intagliò un modellino di nave in legno e si trovava in colonia, al mare, con altri bambini bisognosi di aria e di sole come lui. Con un temperino aveva realizzato un piccolo veliero. La maestra lo vide e gli chiese se poteva regalarglielo. Molti anni più tardi, Fernando, dopo aver lavorato vent’anni a Torino ed essersi trasferito a Lecce, ritrovò la maestra e scoprì con grande piacere che conservava ancora il suo piccolo veliero. Da allora, sono passati tanti anni; una lunga vita, durante la quale Fernando era passato da operaio specializzato a impiegato senza mai tralasciare la passione per i velieri in miniatura.

Nel 1954 dovette lasciare il suo paese natio, Tuglie, per trasferirsi a Torino. Qui incominciò a lavorare presso gli stabilimenti delle Costruzioni Impianti di Mirafiori come operaio specializzato. Tre anni dopo si sposò ed ebbe due figli. Nel 1972 tornò a Lecce per andare a lavorare come impiegato tecnico alla Fiat Macchine Movimento Terra di quella città. Ma fu a Torino che realizzò il suo primo modellino di nave, seguendo uno schema acquistato in un negozio specializzato. Si trattava del disegno della Santa Maria, una delle tre caravelle che Cristoforo Colombo utilizzò nella traversata oceanica. Fernando impiegò circa sei mesi per costruirla.

Aveva costruito una cinquantina di modellini, forse anche di più, una ventina dei quali li aveva regalati. Gli altri non volle venderli perché li aveva promessi ai figli e ai nipoti.

Il modello più grande è quello della “Sovereign of the Seas”, lungo due metri e venti. Fernando Pino costruiva tutto da solo, qualche volta lo aiutava la moglie, sarta, che cuciva le vele: dal tagliare e piegare il fasciame dello scafo, al sartiame, alle statuine dei marinai che si vedono a bordo dei modellini. Ore ed ore dedicate a questa sua passione; erano poche quando lavorava in fabbrica o in ufficio, intere giornate da quando era in pensione. Fernando si rinchiudeva nella sua cantina e lavorava ai suoi modellini ascoltando la radio.

La “Sovereign of the Seas” (Regina dei Mari), era la più grande nave da guerra dell’epoca. Varata nel 1637 da Carlo I d’Inghilterra, fu anche la nave più decorata del suo tempo: costata 66 mila sterline, ce ne vollero sei mila solo per realizzare armamenti ed abbellimenti. La nave, che imbarcava 860 uomini, era lunga 71 metri e pesava 1.540 tonnellate. Portava 24 cannoni sul ponte inferiore, 20 sul ponte di coperta, più un gran numero di cannoni leggeri sul castello di prora e sul cassero di poppa. La “Sovereign of the Seas” finì bruciata in un incendio nel 1699.

Una delle ultime opere di Fernando Pino è il “Bucintoro”, l’antica nave del Doge di Venezia. Questo modello è lungo un metro e settanta. E’ davvero un’opera meravigliosa. Fernando aveva girato per più di 35 anni intorno a questo progetto. Del “Bucintoro” non esistevano disegni precisi, ma solo descrizioni. Alla fine trovò quello che gli serviva per costruirlo in miniatura e fu felice quando portò a termine questo lavoro dopo più di quattro anni d’impegno assoluto.

Il “Bucintoro” era la nave che ogni anno, all’Ascensione, il Doge di Venezia usava per celebrare le simboliche nozze tra la città e il mare. Un lavoro di grande precisione fatto di intagli, dorature e velluti. A Venezia furono costruiti quattro esemplari di “Bucintoro”. Il primo risale al 1311, l’ultimo al 1728. Era lungo quasi 35 metri ed era mosso da 168 rematori, quattro per remo. Era governato da tre Ammiragli con 40 marinai. I rematori stavano nella parte inferiore, le Autorità si fermavano a quella superiore. Questa parte era coperta da un baldacchino che formava una grande sala rivestita in velluto rosso con 90 sedili e 48 finestre e culminava a poppa con il fastoso trono del Doge.

Del “Bucintoro” oggi rimangono solo presunti frammenti conservati nel Museo Correr di Venezia e un pezzo d’asta di bandiera conservato nel Museo Storico Navale dell’Arsenale di Venezia.

Un 1° Maggio, festa dei lavoratori, Fernando Pino fu premiato dai suoi concittadini in Piazza Garibaldi per il lodevole lavoro svolto in tanti anni alle dipendenze della Fiat e per i suoi magnifici modelli di antiche navi che hanno fatto la storia dell’uomo e del mare.

 Tuglie, 16.9.2017

 

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Un pensiero riguardo “La passione di costruire velieri in miniatura”

  1. Ho sempre ammirato questi velieri, caro zio, e soprattutto la cura che vi dedicavi con un’arte unica e speciale. Sei sempre con noi.
    Mariella

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