Poesia, Poesie

Verso il Paradiso

© Giuseppe Diso: Masseria, (olio su cartone telato, 2007 – coll. priv. Lorenzo De Donno)

Cumuli di pensieri fuggiaschi
Muti s’avvitano nel vento,
Generando mulinelli d’idee
Dove, aggirato il pomposo castello
Dal ponte levatoio di metallo,
Ricurva la strada plana
Ad abbracciare il mare.
Tenue, danza, la pioggia,
Sui ciarlieri ciottoli del selciato,
Formando ruscelli senza argini,
Mentre, mesto, il livido sole
Mi tramonta alle spalle
E tra le spume dello scirocco,
In una coltre di grossi cirri a fiocco,
Lontani intravedo i profili
Delle irte cime d’Epiro
In un cinereo vespro di febbraio
Che m’accorcia il respiro.
Sul crinale l’anziano nauta,
Dal fornello di trinciato spento
E la lunga cannuccia che dondola
Tra le tremule labbra,
È immerso tra le memorie
Di miti, leggende e fantasmi
D’eroiche gesta marinare
E spaventose tempeste.
Percorro inerte il tempo,
Lo sguardo fisso nel nulla,
Immaginando riti pagani
Fra i fragorosi flutti
Che s’infrangono sul gozzo
Ben oltre il bagnasciuga.
Il giovanile sogno incontra
Delle piazze il crescente clamore
E il lontano profumo d’un fiore
Per anni agognato e mai raccolto.
Gli scogli conoscono l’umore
Della follia delle folle,
Dei falliti e dei fallaci,
Dei sobri e degli ubriachi,
Dei vincitori e degli sconfitti,
Di chi fa lo gnorri come Bertoldo,
Di chi, auriga di porci e derelitti,
Svende l’onore per meno d’un soldo,
Ma di chi, pure, impavido s’affanna
A cercare di notte la sua stella.
Vola una vile vela di bolina,
In una vana gara col gabbiano,
Mentre il senno s’è perso in sentina
E la ragione ci sfugge di mano.
Il cielo è grigio, basso e cupo
E in alto lo incontra la marea,
Che all’orizzonte suscita
Vaghi moti d’arcobaleno.
Da lì la vedo scendere,
Candida sulla riva,
Lei, angelo del Signore,
Timida e furtiva,
Messaggera d’amore.
Un bimbo col pallone,
Una fanciulla con l’aquilone.
L’angelo li guarda clemente,
Poi li accarezza con un sorriso:
In questo radioso, divino frangente,
Non siamo distanti dal Paradiso.
Non ci serve arringare le masse,
Noi dobbiamo cercar le virtù:
Dischiudi le tue ali, angelo dolce,
E portami con te, fino a lassù.

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