Scienza

La tavola delle genti e la genomica


Mentre la biologia avanza lentamente nella sua conquista della verità attraverso lo studio dei genomi, dei reperti fossili, del vaglio di tante teorie suffragate da fatti e leggi naturali, c’è chi ancora  ascrive al racconto biblico le differenze razziali che caratterizzano la nostra specie e giustifica con racconti fantasiosi e moralmente inaccettabili, le grandi ingiustizie dell’Umanità che in alcune regioni del mondo ancora permangono per la nostra vergogna. Così per la schiavitù che ha consentito per secoli l’oppressione dell’uomo sull’uomo, il racconto biblico trova in Genesi IX la sua giustificazione nella cosiddetta “Maledizione di Canaan”, reo di essere figlio di Cam, a sua volta reo di aver visto il padre Noè giacere ubriaco ed ignudo ed averlo deriso. Egli chiama anche i fratelli  per vedere l’indecoroso spettacolo ma, non avendo provveduto a coprire le sue nudità come invece fanno i fratelli, si tira addosso la maledizione del padre,  che condannerà tutta la sua progenie ad essere schiava  nei secoli della popolazione di pelle bianca

Nella bibbia e precisamente in Genesi X, si menziona la cosiddetta “TAVOLA DELLE GENTI” una  sorta di albero genealogico: Noè, il capostipite con i suoi tre figli: SEM, CAM, JAPHET  dai quali deriverebbero, per mezzo delle generazioni successive, tutti i popoli della terra!  La tavola delle genti è una sorta di carta geografica redatta intorno al 550 a.c., tempo in cui  fu scritta la Bibbia, ma è anche una carta etnografica perché intende anche  presentare come i vari popoli si siano dislocati sulla terra. Essi sono suddivisi in TRE grandi famiglie, quelle dei CAMITI, dei SEMITI e dei GIAPETITI in armonia coi nomi dei tre figli di Noè.  È una suddivisione usata ancor oggi, specie per le lingue, definite ancor oggi di ceppo “camitico”, “semitico” o “indoeuropeo”.

I Semiti sono, ovviamente, i discendenti di Sem ed il termine “antisemita” è troppo noto per specificare quale sia il suo ceppo originario. Essi vivevano nelle zone mediorientali del mediterraneo e le lingue tipicamente semitiche sono l’ebraico, l’arabo ed il fenicio. I Camiti,  nipoti di Cam, abitavano il Nordafrica e l’Etiopia e le loro lingue erano  il copto, e l’amarico parlato in Etiopia. Su di essi, che hanno la pelle nera, cade la maledizione biblica per  l’episodio che ho già ricordato. Quanto ai Giapetiti, discesi da Japhet, essi abitavano le regioni settentrionali del mondo allora conosciuto e cioè l’Europa, la Turchia, la Persia  e l’India. Per questo motivo sono detti anche Indoeuropei. Sono indoeuropee le lingue romanze come l’italiano, quelle sassoni come l’inglese, quelle slave come il russo, oltre al greco, all’albanese, al persiano e alle lingue indiane. Anche il latino era ovviamente indoeuropeo. Chi però vuole sapere  come stanno veramente  le cose, deve armarsi di pazienza e sottoporsi allo studio della biologia, dell’etnologia,  dell’antropologia ed io ho qui voluto solo sottolineare  come   non si possa leggere la Bibbia ritenendo davvero che sia stata “dettata” da Dio. Io ho di Dio un concetto molto più alto, molto più  rispettoso, molto più contemplativo di chi si ostina a “dettare “ canoni etici fondandosi su quella che, al più, io potrei  considerare  come una bella favola se non fosse   carica di violenza, ignoranza scientifica e palese immoralità.

Che cosa ci dice invece la biologia? Ci dice che le razze non esistono e non ce lo dice con una definizione opinabile  e soggettiva   ma con la rigida analisi della scienza che si base sui recenti studi della genetica, che oggi è arrivata a codificare il DNA fino a sequenziare nel giusto ordine  tre miliardi e trecento milioni di basi azotate che caratterizzano il genoma umano.

Vediamo cosa dicono in proposito gli esperti del settore, dai quali come biologo appassionato di epigenetica  attingo giornalmente. Essi si basano  su dati di fatto che cercherò di illustrarvi senza addentrarmi troppo  nelle teorie ormai accettate universalmente nel mondo scientifico e sintetizzate, per esempio, nella  rivista di divulgazione scientifica “Nautilus”:

L’articolo “What Both the Left and Right Get Wrong About Race”che tradotto, ci suggerisce “dove sbagliano sia la sinistra che la destra quando parlano di etnie”, ci spiega che per  capire  perché le razze non esistono,  sia necessario conoscere almeno i primi rudimenti di genetica che io cercherò di sintetizzare per voi, facilitando al massimo il compito di accostarsi ad essa  anche se non la si  sia mai studiata a fondo:

all’interno dei nuclei delle cellule di tutti gli  esseri viventi, animali e piante,  c’è una sostanza chiamata DNA,  responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari da una generazione di individui all’altra. Il DNA è formato da  strutture chiamate cromosomi, il cui numero varia nelle diverse specie animali: negli esseri umani sono 46, 23 di origine paterna e 23 di origine materna. All’interno di un singolo cromosoma umano si trovano centinaia di geni  che determinano le caratteristiche di un singolo individuo come, per esempio il colore degli occhi, l’altezza, il colore della pelle e così via. Nella mescolanza fra i geni paterni e materni, che in questo caso sarebbe più corretto chiamare alleli,   quelli dominanti avranno avuto la meglio sui recessivi per cui l’individuo che si otterrà dalla loro unione,  apparirà in una forma che  è chiamata “fenotipo”, mentre i caratteri che non si vedono,  che cioè comprende anche gli alleli recessivi che non vengono espressi ma che si trasmetteranno eventualmente alla  successiva generazione, formano il “genotipo”. Attenzione: molte caratteristiche umane, come il colore della pelle, l’altezza e il colore degli occhi, non dipendono da un’unica coppia di alleli, ma da diversi geni. In questo caso si parla di eredità poligenica.

Tutti noi umani abbiamo  lo stesso genoma per il 99,9 per cento mentre per il 98 per cento è simile a quello degli scimpanzé.

Un’altra cosa che ci racconta  la genetica,   è che ci possono essere più differenze nel DNA di persone che fanno parte dello stesso gruppo etnico, rispetto al numero di differenze che esistono tra diversi gruppi etnici. Le persone di origine europea e asiatica derivano da un unico gruppo di persone che migrarono dall’Africa, per questo tra loro ci sono meno differenze genetiche di quelle che ci sono tra varie etnie africane. Questo è dovuto al fatto che l’evoluzione non dipende soltanto dalla selezione naturale dove sopravvivono solo i più adatti all’ambiente, ma anche dal caso (deriva genetica). Ma senza addentrarci troppo in studi specialistici, si pensi che tra un uomo con la pelle scura e un bianco, ci sono un’infinità di gradazioni che vanno dal pallore degli svedesi fino alla pelle  scura degli etiopi passando attraverso il colorito degli italiani, siriani, egiziani, sudanesi, kenioti e così via, tanto per fare alcuni esempi. Ma analizziamo  un altro dato che ci dimostra come siamo tutti parenti. Se ognuno di noi ha 2 genitori, 4 nonni, otto bisnonni. 16 trisavoli,  32 quadrisavoli e così via, risalendo fino al tempo delle crociate arriveremmo ad avere 30.000 antenati e, andando ancora più indietro fino all’età del bronzo, arriveremmo ad avere tanti miliardi di miliardi di antenati che neanche l’intero Universo riuscirebbe a contenerli.

Calcoli abbastanza accurati ci suggeriscono invece  che il numero degli abitanti della terra non supera  gli 80 miliardi contando quelli vissuti negli ultimi 600.000 anni! L’evidente antinomia è facilmente sperabile se pensiamo che la maggior parte di questi antenati l’abbiamo in comune con i nostri simili. Ne deriva di conseguenza che siamo  tutti parenti!

Ora  voglio raccontarvi come circa 10.000 anni fa vi fu una glaciazione tale che 17 persone riuscirono ad attraversare via terra lo stretto di Bering raggiungendo le coste dell’America. Ora studi recentissimi di genetica ci dimostrano come tutti i nativi americani, dai pellirossa del nord ai Maia, dagli Aztechi e gli Inca discendono tutti da quelle 17 persone. Tale è la potenza esplorativa della genomica!

Spero che vi siate convinti che le razze non esistono, ma se i mie argomenti non vi convincono, andate   a cercarvi  almeno alcune delle fonti  da cui ho tratto queste brevi righe  e che vi elenco:

Chiacchierata radiofonica con Giovanni Destro Bisol, biologo e antropologo;

“Storia e geografia dei geni umani”, testo di Luigi L. Cavalli Sforza, Paolo Menozzi e Alberto Piazza;

“Intelligenza e pregiudizio. Contro i fondamenti scientifici del razzismo” di Stephen Jay Gould;

“Viaggi nella Scienza” di Piero Angela;

Lezioni di genetica di Pier  Paolo di Fiore;

Wikipedia;

i miei vecchi testi di genetica dei tempi universitari.

Dino Licci

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