cultura meridionale, Saggio

Alcmeone di Crotone: Il primo fisiologo della storia di Medicina

di  Apostolos Apostolou

Alcmeone da Crotone

Nous è il termine che in greco designa, a partire da Omero, la facoltà di comprendere di rendersi conto di una situazione, di un evento o delle reali intenzioni di qualcuno.

In origine riguarda atti di riconoscimento immediato, direttamente associati alla vista (Illiade xv 422) ma è uno sguardo diverso dalla percezione visiva, che non si affida a organi di senso, ed è per lo più che umano. Aristotele ne condensa la natura nell’opposizione tra pensiero noetico o comprensione diretta dei principi del sapere e pensiero, dianoetico, che è il processo discorsivo del ragionamento a partire dai principi di una scienza.  Alcmeone di Crotone (Alcmeone di Crotone in greco antico: Ἀλκμαίων, Alkmàion; Crotone, 516 a.C. – … è stato un medico e filosofo greco antico del V secolo a.C. Aristotele riferisce che Alcmeone filosofo e medico Pitagorico, (era giovane quando Pitagora era vecchio), fu il primo a dire che il cervello fosse l’organo più importante e da qui, proviene il nous[1].Fu il primo a rispondere che era il cervello, avanzando così un’ ipotesi enfalocentrica.Generalmente si era creduto che l’organo fondamentale fosse il fegato o il cuore, mentre il cervello non fu mai preso in considerazione perché è un organo insensibile[2]. E’ interessante notare come Aristotele credesse che il cervello fosse un organo di raffreddamento e fu sostenitore della teoria cardiocentrica. Alcmeone fece accurati esperimenti su animali e scoprì i nervi che collegavano il cervello ad altri organi vitali (per esempio agli occhi) e ipotizzò che svolgesse la funzione di coordinamento delle mansioni sensitive. Così Alcmeone fu il primo a dire che il cervello fosse l’organo più importante.

 

Gli uomini con il nous non possono avere la sapheneia (in greco, σαφήνεια) solo il tekmairestai. [3] La conoscenza degli Dei viene definita sapheneia e comporta un legame stretto con la chiarezza : perfino le cose invisibili non sono in realtà tali per gli dei. La conoscenza umana sta tutta nel tekmairestai, ossia nello sfruttare gli indizi per tentare di comprendere ciò che non è immediatamente carpibile con i sensi.[4] Alcmeone dice che gli uomini sono un gradino al di sotto degli dei, ma che essi sono comunque un gradino al di sopra degli animali. Sia gli uomini sia gli animali conoscono ciò che appare loro, ma gli uomini riescono a comprendere, a connettere i dati sensibili in ragionamenti: vi è proprio l’idea dello xuniemi, del comprendere visto come “prendere assieme”. [5]

 

Alcmeone vede la fisiologia dell’uomo come sistema e funzionalismo. «Tra quelli che non credono che la percezione nasca da simiglianza è Alcmeone. Il quale prima di tutto definisce la differenza tra uomo ed animali: l’uomo, egli dice, si distingue dagli altri animali perché capisce, mentre gli altri animali percepiscono ma non capiscono; per lui, infatti, percepire e capire sono due attività diverse, e non, come credeva Empedocle, una sola e medesima attività. Poi parla delle singole percezioni. Dice che udiamo con le orecchie perché in esse è il vuoto: questo, dice, vibra, e cioè emette un suono con la cavità, e l’aria ripete la vibrazione. Gli odori li percepiamo col naso, conducendo al cervello l’aria mediante l’inspirazione. Distinguiamo i sapori con la lingua, perché essa. essendo calda e molle, col calore disfa, e mediante la rarefazione dovuta alla sua morbidezza accoglie e distribuisce i sapori. Gli occhi vedono mediante l’umidità che li circonda. L’occhio, dice, contiene fuoco, com’è mostrato dal fatto che manda scintille quando è colpito. Vede dunque mediante la parte ignea e la parte trasparente, e tanto meglio vede quanto più è puro. Tutte le percezioni, dice, giungono al cervello e lì s’accordano: ed è appunto per questo che anche s’ottundono quando il cervello si muove e cambia di posto: perché in tal modo ostruisce i canali attraverso i quali passano le sensazioni. Del tatto non dice né come né con che cosa si abbia. Questo dunque disse Alcmeone.» (G. Giannantoni. Elenchos Rivista di Studi sul Pensiero Antico).

Manoscritto di Simplicio che parla di Alcmeone di Crotone

Vede anche che la conoscenza umana non si esaurisce nella ricezione percettiva della realtà esterna ma richiede un ulteriore processo di elaborazione mentale. «Il metodo tipico della conoscenza umana consiste, per Alcmeone, nel «tekmairesthai», qui Alcmeone pone le basi dell’epistemologia, che cosa sappiamo di ciò che esiste, anche le condizioni tramite le quali possiamo ottenere conoscenza scientifica. E come credevano alcuni filosofi  con Alcmeone «si apriva una nuova via verso il sapere, una via che passava pur sempre attraverso l’osservazione.»  (M. Vegetti, Opere di Ippocrate Torino, Utet, Ed, 1976 op. cit., p. 21.)

 

Maurizio Marin nel suo studio dal titolo “Alcmeone di Crotone: anima e cervello” scrive: «Alcmeone afferma che il corpo umano è composto da tre sistemi collegati: il cervello e i nervi, responsabili dei pensieri e sensazioni; il cuore e le arterie, che danno la vita; e il fegato con le vene, che sono collegati alla nutrizione e la crescita. Alcmeone  era  anche il fondatore della fisiologia sperimentale. Da una testimonianza riportata da Aezio risulta che Alcmeone collegava al cervello anche la formazione dello sperma, anzi una sua parte (meérov) Censorino, un erudito del terzo secolo d.C.,aggiunge che per Alcmeone, in questo caso come fu sostenuto poi anche da Parmenide, Empedocle ed Epicuro contro la tesi di Ippone e degli stoici, i figli sono generati non solo dal seme del padre ma anche dal concorso del seme della madre. Come poi Anassagora e Democrito, Alcmeone ritiene che il seme non proviene dal midollo perché i maschi dopo la monta sono impoveriti non solo di midollo ma anche di grasso e di molta carne. Nei riguardi del feto, invece, Censorino precisa che Alcmeone non si riteneva in grado di dire nulla di preciso, per cui non era in grado di dire quale fosse la parte del corpo che si forma per prima, ma Aezio precisa che si tratta della testa perché sta in essa il principio direttivo, in altre parole anche nella formazione del feto si conferma il primato del cervello. La spiegazione sulla determinazione della differenza sessuale del nascituro ribadisce l’uguaglianza tra seme maschile e seme femminile: il sesso del nascituro dipende da chi ha ricevuto seme più abbondante, se dal padre nasce maschio, se dalla madre nasce femmina. Diels accoglie da Aezio come frammento originale anche l’osservazione sulla sterilità dei muli: i maschi per la scarsità e freddezza del seme, le femmine per la ristrettezza dell’utero. Sempre tenendo presente che il seme è ritenuto parte del cervello, sebbene questa tesi non sia condivisa da Aristotele, lo stagirita riporta l’osservazione di Alcmeone sulla maturazione sessuale nell’uomo: paragona la peluria della pubertà al fiorire delle piante, che per il ragazzo è intorno ai quattordici anni, cioè due volte sette…Le osservazioni fisiologiche di Alcmeone si sono estese anche al fenomeno del sonno che il crotoniate ha collegato alla circolazione del sangue, la spiegazione formulata è davvero singolare al punto da influenzare nel quarto – terzo secolo a.C. il grande medico Erasistrato che fondò una scuola di anatomia ad Alessandria d’Egitto e distinse con chiarezza tra vene e arterie. Nella testimonianza di Aezio si dice che Alcmeone spiegava il sonno come effetto del ritirarsi del sangue dalle arterie nelle vene, il risveglio come il loro rifluire in esse e la morte come il ritiro definitivo del sangue dalle arterie. La circolazione del sangue nel corpo richiama in qualche modo la circolazione degli astri nel cielo, però mentre quello è continuo, invece questo del sangue non dura in modo continuo, per Alcmeone, neppure durante tutta la vita, infatti il sonno è anche in questo aspetto, e non solo nel venire meno delle sensazioni, un anticipo parziale della morte. L’armonia pitagorica tra le coppie di contrari emerge nella concezione della salute fisica: Ciò che mantiene la salute è l’equilibrio delle potenze (την ισονομία των δυνάμεων).»

 

Jean Fernel (1497-1558), un medico francese, ha introdotto per primo il termine “Fisiologia”; ma il padre della Fisiologia era Alcmeone di Crotone.  Alceone (anche Ippocrate) ha detto, che Epilessia era “ipotesi encefalo centrica”. Maggiore originalità presenta il suo pensiero medico – naturale (fisiologia), ad Alcmeone di Crotone, viene attribuita la scoperta dei nervi ottici della tromba di Eustachio, e soprattutto l’aver posto nel cervello e non nel cuore, la sede dell’intelletto. Anche Alcmeone di Crotone si riferisce sull’importanza che il suono e la musica rivestono nella salute dell’uomo. Queste informazioni di Alcmeone forniscono le basi per la comprensione dell’utilizzo del suono e della musica in ambito neurologico. Anche come neurologo Alcmeone di Crotone, ha dimostrato l’attività elaborativa del cervello. Anche le riflessioni epistemologica  (e insieme le origini della psicologia)   ebbe inizio con Alcmeone quando sosteneva che esiste un mondo esterno che per essere capito va recepito attraverso i sensi ed il cervello che elabora con congetture la conoscenza faticosamente. Era il primo fisiologo, epistemologo, [6] e ingegnere del corpo, cioè filosofo. Perché scienza senza filosofia è la rovina dell’anima.

 

Apostolos Apostolou

(Docente di Filosofia)

 

 


Note:

[1] Aristotele. Fisica VIII,8,261,b.

«ἕτεροι δὲ τῶν αὐτῶν τούτων τὰς ἀρχὰς δέκα λέγουσιν εἶναι τὰς κατὰ συστοιχίαν λεγομένας, πέρας [καὶ] ἄπειρον, περιττὸν [καὶ] ἄρτιον, ἓν [καὶ] πλῆθος, δεξιὸν [καὶ] ἀριστερόν, ἄρρεν [καὶ] θῆλυ, ἠρεμοῦν [καὶ] κινούμενον, εὐθὺ [καὶ] καμπύλον, φῶς [καὶ] σκότος, ἀγαθὸν [καὶ] κακόν, τετράγωνον [καὶ] ἑτερόμηκες· ὅνπερ τρόπον ἔοικε καὶ Ἀλκμαίων ὁ Κροτωνιάτης ὑπολαβεῖν, καὶ ἤτοι οὗτος παρ’ ἐκείνων ἢ ἐκεῖνοι παρὰ τούτου παρέλαβον τὸν λόγον τοῦτον· καὶ γὰρ [ἐγένετο τὴν ἡλικίαν] Ἀλκμαίων [ἐπὶ γέροντι Πυθαγόρᾳ,] ἀπεφήνατο [δὲ] παραπλησίως τούτοις· φησὶ γὰρ εἶναι δύο τὰ πολλὰ τῶν ἀνθρωπίνων, λέγων τὰς ἐναντιότητας οὐχ ὥσπερ οὗτοι διωρισμένας ἀλλὰ τὰς τυχούσας, οἷον λευκὸν μέλαν, γλυκὺ πικρόν, ἀγαθὸν κακόν, μέγα μικρόν. οὗτος μὲν οὖν ἀδιορίστως ἀπέρριψε περὶ τῶν λοιπῶν, οἱ δὲ Πυθαγόρειοι καὶ πόσαι καὶ τίνες αἱ ἐναντιώσεις ἀπεφήναντο».

 

[2] Huffman, Carl A., Ph.D., Research Professor and Senior Professor of Classical Studie

«Alcmaeon» , The Stanford Encyclopedia of Philosophy (Summer 2003 Edition), Edward N. Zalta

Huffman, Carl, «Alcmaeon», The Stanford Encyclopedia of Philosophy (Summer 2013 Edition), Edward N. Zalta (ed.), URL http://plato.stanford.edu/archives/sum2013/entries/alcmaeon/

 

[3] Demonax Hellenic Library. Ancilla to the Pre-Socratic Philosophers. A complete translation of the Fragments in Diels, Fragmente der Vorsokratiker by Kathleen Freeman. Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press [1948] This text is in the public domain in the US because its copyright was not renewed in a timely fashion as required by law at the time. The chapters are numbered as in the Fifth Edition of Diels, Fragmente der Vorsokratiker. The numbers in brackets are those of the Fourth Edition.

 

[4] «His [Alcmaeon´s] medical interests can be best seen in his theory of health, which deserves quotation at length, even though its wording may not be entirely his own: What preserves health is the equal distribution of its forces – moist, dry, cold, hot, bitter, sweet, etc., – and the domination of any one of them creates disease: for the dominance of any is destructive. Disease comes about on the one hand through an excess of heat or cold: on the other hand through surfeit or lack of nutriment; its location is the blood, marrow or brain. Disease may also sometimes come about from external causes, from the quality of the water, local environment, overwork, hardship or something similar. Health, by contrast, is a harmonious blending of the qualities.[reference to: Aetius. On the Opinions of the Philosophers 5, 30, 1 = Alcmaeon DK]». Vivian Nutton, Ancient Medicine.

«The earliest known genuine student of anatomy appears to have been Alcmaeon of Crotona, who lived in southern Italy, c. 500 B.C. Only the slightest fragments of his writing remain, but from these it does appear that he was the first to make dissections of animals, probably goats, and although almost nothing is known of the results, he did make the very important declaration that the brain is the central organ of intelligence».Andreas Vesalius’s biographer, C. D. O’Malley, credits Alcmaeon as the earliest known “genuine student of anatomy”.

 

[5] Prof. Dr. M. Laura Gemelli Marciano Mythology and Folklore, Comparative Religion, Historical Anthropology University of Zurich.

In his general introduction to his translation of the works of Hippocrates and his disciples, W. H. S. Jones suggests that:

«The first philosophers to take a serious interest in medicine were the Pythagoreans. Alcmaeon of Croton, although perhaps not strictly a Pythagorean, was closely connected with the sect, and appears to have exercised considerable influence upon the Hippocratic school. The founder of empirical psychology and a student of astronomy, he held that health consists of a state of balance between certain » opposites,» and disease an undue preponderance of one of them….The Treatise on Seven, with its marked Pythagorean characteristics, proves, if indeed it is as early as Roscher would have us believe, that even before Hippocrates disease was considered due to a disturbance in the balance of the humours, and health to a » coction » of them…»

«Equipped with present scientific understanding, the fact that thought and conscious experience depend upon the brain is now an automatic and almost universal assumption. Little heed is paid to the fact that this relation proceeds without the slightest subjective experience of location as to the origin of thought per se. While the neuroscientist in reading these lines can contemplate the ensuing multimillion cellular processes involved: photon capture, elaborated through ionic/cellular cascades, digitally propelled into a dedal tangle of fatty threads that, over countable milliseconds, parse the signals within the intricacies of the cerebral cortex, neither scientist nor savage perceives a source from which the attendant perceptions and deductions emanate. The locus of mind is not betrayed and, until the epochal discovery of Alkmaion (Alcmaeon, ca. 500 BC) in the city of Kroton in Magna Graecia, humanity was free to assign thought and mental experience to whatever entity they chose, anatomical or otherwise». Robert W. Doty Advertisements

 

[6] Concerning things that are not perceptible [concerning mortal things] the gods have clarity, but insofar as it is possible for human beings to judge (tekmairesthai) … (DK, B1)

 

 

 

 

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