Cultura salentina, Poesia, Poesie

Sulla strada

di Daniela De Pascalis

Foto di Carlo De Pascalis

Rilasso le mie tempie tra le dita di cielo e di mare..per un dolore agli occhi, che mi porta sempre qui. A contemplarti. A leggerti. Ad amarti. Basta sempre il riguardo della parola. Che sa dirsi. Senza offendersi. Che sa dirmi. Senza offendermi. Disintegro con una trivella questo meteorite di anima. Che mi ritrovo. Una scia di luce che lascia, mentre piange le sue lacrime di grazia. Non mi va cosí. Non va. Il cielo blu scuro. Non mi va.
Un arcobaleno, dopo la pioggia. Questo vorrei. Le goccioline che dissetano la mia foglia che sta, che sta fragile. Il petalo di un fiore che non vuole mai schiudere. Vorrei un po’ di atmosfera entro cui fluttuare. Morbida in tempesta di gioia. La letterale finestra che si apre nella tua stanza. Che lancia cascate di luce. La lealtà delle cose profonde. Che sanno vivere la propria bellezza. Che sanno concedersi il diritto. Vorrei la pelle sul pavimento, fresco, in estate. Vorrei il lago d’acqua nel giardino, come quello di quando ero bambina, nel giardino di mia nonna. Vorrei saltare in quel lago. Far saltare all’aria le catene. Riprendere tra le mani il gessetto bianco. Vorrei disegnare ancora sulla lavagna di scuola col gessetto spigoloso, che fa il rumore suo irritante. Vorrei concedermi la libertà di sporcare degnamente una lavagna. Di lasciarmi infastidire dall’oltraggio del gesso per le mie orecchie. Vorrei cadere rotolando sul pallone di cuoio. Inciampare..e sbucciarmi mezzo corpo, fracassandomi le ossa per terra. Non sentire dolore. Per anestesia da gioia. Alzarmi ridendo, dissanguata, esanime. Dall’asfalto.
Sbriciolarmi. Ma rialzarmi. Ridendo. Dissanguata. Esanime. Dall’asfalto. Sulla strada.

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Un pensiero riguardo “Sulla strada”

  1. Una forma poetica netta, drammaticamente stagliantesi contro la luce della sofferenza che appartiene alla vita come alla gioia.
    Un’emozione, la lettura di questi versi, che sta tra il mare e il cielo del vissuto interiore, profondo, nascosto ai più.
    Un grazie assoluto per la rivelazione di questa bellezza.

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