Poesia

Cremisi

di Alfredo Zumini

                                   “Ascolta tu pure: è il Verbo stesso

                                   che ti grida di tornare…” – Agostino,

                                   Confessioni IV, 11-16

 

Egidio Marullo: “Sangue di Quella Terra”, 30 marzo 2018 (Acquerello)

Nel catino di un tramonto

dai lingotti cremisi

in bilico tra rosai immaginari

e pietraie vere

eravamo i soli ad ascoltare

venti siderali dalle conchiglie

nel bel mezzo

di una sordità tombale

 

di speme si udì strepitare

l’andata afferrata dai tramagli

del caldo pane degli abbracci:  

lei avvicinò la sua guancia

solare alla mia:

in fondo al rupicolo riarso

spumeggiò

il parco lilla azzurro

di una campanula versicolor

girandola di biondezza

che il capolinea sfidava

e la sua spenta frontiera

di filo gelato

e stavo per dire

“non torneremo più”

non ti ricordi?

 

Il tempo sempre aperto

è senza chiavi e non trattiene:

nel retrovisore si perde

non più nostra la Colchide

quasi derelitte

sbandano infine

stinte le sortite

con le truppe a capo chino

verso nessuna eternità

 

 “non torneremo” disse

chiudendo la pagina

con una lacrima in dono

 

20.06.2016

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