Cronaca locale

Personaggi di Uggiano la Chiesa: Emilio Pignataro

Fino al giorno in cui non incontrammo Emilio Pignataro, non avevamo mai sentito parlare di scautismo e del suo fondatore Lord Robert Baden Powell. La parola “scautismo” fu scelta dal suo fondatore pensando ai molteplici orizzonti che i ragazzi  potevano scoprire vivendo a contatto e nel rispetto della natura, ma anche mettendoli   in grado di cavarsela da soli nelle situazioni più svariate cui la vita li avrebbe esposti.

Emilio Pignataro sposò questa tesi e, dotato di grande carisma,  non ci si mise molto a conquistare il nostro affetto, la nostra fiducia e l’entusiasmo per tutto ciò che lo scautismo ci proponeva. Passammo (io avevo 12 o 13 anni, altri più grandicelli di me  ma di poco), dalla noia dell’azione cattolica dove al più si giocava a dama, alle scampagnate all’aria aperta  fra l’odore del mirto, dell’origano, del rosmarino, delle ginestre. Ho ancora nelle nari quel profumo di questi arbusti calpestati  durante le nostre escursioni dove le diverse squadriglie si misuravano in destrezza stimolando cosi lo spirito agonistico che albergava, allo stato latente, in ciascuno di noi. Poi ci fu il fascino della divisa che anch’egli indossava e qui devo aprire una parentesi perché insieme con la divisa, Emilio c’insegnò una preghiera che ancora oggi si adatta al mio razionale laicismo e  alla quale scrupolosamente mi attengo:

“Fa , o Signore, che io abbia le mani pure, pura la lingua e puro il pensiero. Aiutami a comportarmi, quando tu solo mi vedi, come se tutto il mondo potesse vedermi”

Quel fazzoletto colorato col nodo che si poteva sciogliere solo dopo aver fatto la buona azione quotidiana o lo stesso saluto, rimangono segni indelebili che marcano  per sempre, con l’imprinting, le plasmabili menti  dei giovani “esploratori”:

quando gli scout si salutano, sollevano la mano destra con le tre dita del mezzo tese ed il pollice che si piega sul mignolo. Il gesto  del saluto che risale  a circa 100 anni fa,  ci  ricorda che il pollice sul mignolo significa la protezione del più debole, un modo suggestivo per significare l’amore universale verso il prossimo.

Emilio Pignataro in una rara immagine9

Emilio ci insegnò a simulare battaglie fra singoli, come la lotta allo scalpo che consisteva nel cercare di strappare il fazzoletto (lo scalpo) all’avversario o battaglie tra squadriglie effettuate soprattutto all’alba sotto le querce secolari di un boschetto detto “Riu” che ancora ricordo con nostalgia. Scorreva in questo posto un rigagnolo d’acqua purissima che talmente ho impresso nella memoria, che non posso fare a meno di evocarlo quando i canti della “pastorale” di Beethoven mi portano a  immaginare un luogo ameno e incontaminato.

In una casetta  a due piani, poco più che un bugigattolo, ci fece impiantare la nostra sede dove le due squadriglie,  delle Aquile e dei Cervi, avevano i loro angoli con gli sgabelli fatti da noi stessi e abbelliti da suppellettili che ricordavano le tende dei pellirossa. Ognuno di noi aveva un bastone intarsiano a mano e variamente dipinto. Qui Emilio c’insegnò giochi che stimolavano i  nostri sensi o, fuori sede, a rispettare il codice della strada simulando di stare in macchina come futuri automobilisti. Ma le cose più belle erano le escursioni, piantare le piccole tende canadesi, un lungo, meraviglioso campeggio a Torre dell’Orso quando,in questo posto  c’era una sola casetta di fronte alla torre diroccata. Imparammo a cucinare, a lavarci i panni, a costruirci ripari improvvisati, a fare la guardia ai viveri durante la notte che significava prova di coraggio e responsabilità:

Lo Scout considera suo onore meritare fiducia

Una frase che condensa in sé  significati etici profondi!

E ci insegnò a meditare quando la sera, riuniti intorno al fuoco di bivacco, dopo esserci auto accusati di qualche eventuale, piccola dimenticanza, chiudevamo la giornata levando canti al cielo  sentendoci puliti e parte integrante della natura  che ci circondava.

E poi Emilio Pignataro era un amante della cultura greca . Molto spesso, leggendo Platone, incappo in frasi che mi ricordano il suo elegante eloquio . Insieme con me, fu anche consigliere di minoranza del nostro comune , Uggiano la Chiesa, che non dovrebbe essere ricordato solo come “Vigiliarum ecclesiae” ma anche come fucina di menti eccelse come Antonio De  Viti De Marco o  Riccardo Rubrichi per citare, fra i tanti, solo quelli che sono finiti sui libri di Storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...