Racconti, Scrittori salentini

Marta e il recupero delle antiche arti muliebri

di Lucio Causo

Giuseppe Amisani: Dolore, olio su tela

Marta è nata nell’estate del 1963 in Irpinia. Dopo varie esposizioni nel suo paese e in quelli vicini, ha voluto partecipare all’Esposizione presso il Castello Ducale di Bisaccia dell’8 marzo 2015 con le creazioni manuali realizzate all’uncinetto e chiacchierino, ma soprattutto col suo motto:Di fiore in fiore … l’artigianato può rifiorire”. Marta si è sposata ancora giovane ed ha avuto tre figlie che  sono tuttora la sua felicità perché ha potuto trasmettere a loro la sua manualità per le arti, quali cucito, ricamo, uncinetto e chiacchierino; arti di cui, da sempre, è stata appassionata grazie alla sua mamma che, nonostante i tanti lavori di allora, trovava il tempo per insegnarle queste cose.  Marta, oltre alle arti manuali, ha potuto trasmettere alle figlie il suo amore, avendo vissuto la sua felicità giorno per giorno, nel vedere affiorare tra le loro mani una creazione nuova. Proprio l’amore da parte loro, che per prime si sono innamorate dei bracciali e dei segnalibri, l’ha fatta appassionare sempre di più. Marta lo dice sempre che gli artigiani e le artigiane hanno bisogno di essere incoraggiati, di sentirsi dire: bravo! … brava! Mi piace quello che fai!

Il percorso di Marta è cominciato in questo modo. Un giorno, di qualche anno fa, alcuni amici di famiglia sempre attenti alle tradizioni culturali del paese, avevano organizzato una mostra di creatività presso una bottega. Marta accolse finalmente l’invito che più volte aveva rifiutato, perché, secondo lei, non era facile portare allo scoperto una propria attitudine; secondo lei  sembra di dare fastidio  a qualcuno e per questo è sempre molto difficile!

A Marta venne l’idea di mettere insieme come in un piccolo puzzle tutte le “mostre delle trinette” della sua mamma, per far notare la trasformazione del suo lavoro reinventato e da dove fosse partito. Raccolse al volo tutte le creazioni sparse per casa e partecipò alla mostra. A fine serata tornò alla sua dimora carica di entusiasmo per avere condiviso la bellezza dei suoi oggetti con tante persone amiche. Subito maturò l’idea di fare dell’altro. La mattina dopo si mise all’opera e preparò tre quadri che raccontavano il lavoro delle nonne, delle mamme e delle amiche. Fu un’esplosione di colori. Istintivamente pensò di donare quei quadri al Museo Etnografico del suo paese per omaggiare la Arti degli Avi che nel corso degli anni stavano scomparendo. Così si recò al Museo dove riferì la sua idea al direttore che accolse piacevolmente il suo dono ed oggi Marta quando visita qel Museo è contenta di ritrovare l’impronta della sua nonna, della sua mamma e la sua. Marta, con l’occasione diceva che ognuno di loro, con poco, poteva dare il proprio contributo alla vita!

Nell’estate del 2013 Marta si ritrovò ad esporre le sue opere al Museo del suo paese vivendo un’esperienza molto bella! Incontrare, incrociare, confrontare le idee di persone nuove che visitavano ogni giorni il Museo fu un arricchimento interiore di grande spessore! Vedere la meraviglia dei bambini nell’ammirare cose che forse vedevano per la prima volta, vedere lo stupore di persone anziane nel ritrovare la loro arte manuale trasformata ma non del tutto abbandonata, fu una grande emozione da cui ha avuto origine tutto il susseguirsi del suo percorso. Non senza difficoltà, si fece coraggio e si portò alla prima Fiera di Artigianato organizzata presso una città vicina, dove si trovò ad esporre i suoi oggetti accanto ad un vecchio artigiano del paese, l’unica persona che da sempre aveva avuto la tenacia di portare allo scoperto la sua arte di intrecci. Nelle altre fiere successive, insieme, acquisirono più sicurezza e a loro si aggiunsero altri amici ed amiche che prima non osavano mettersi in mostra. L’unione fa la forza! Diceva Marta. Il difficile sta nell’iniziare! incoraggiava gli amici e le amiche. Seguì la partecipazione alla “Festa del grano” e all’evento “Città itineranti!” che furono per tutti una ulteriore crescita.  La terza tappa magica fu donata a Marta dalla partecipazione allo “Sponz Fest Calitri”, ove, all’interno delle iniziative, si svolse “L’evento delle Catenelle” una manifestazione molto importante. A Borgo Castello la festa si era trasformata per Marta in un sogno visualizzato nella sua mente e … come per magia si era realizzato, facendole credere che qualcosa nell’Universo esisteva! Tante persone che sapevano del sogno di Marta ne furono testimoni. Ancora oggi si meravigliano di come il suo percorso si sia evoluto e guidato da tanti fili conduttori.

Il tassello più recente, davvero molto importante per il percorso artistico di Marta, si è realizzato presso il Castello Ducale di Bisaccia, ove nel corso dell’esposizione ha incontrato l’espressione della creatività femminile irpina nelle più svariate sfumature. E’ stato in questo luogo che Marta si è convinta sempre di più che sono i luoghi storici della terra in cui vive che reclamano la ricrescita delle Arti del Sud d’Italia.

Tuglie, 13 settembre 2018                                                                           Lucio Causo

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