Ambiente, Archeologia, Scrivere il Salento

La pagghiara col ciuffo

Ci passavo da anni e là, su un rilievo appena accennato, su via Roggerone, a pochi passi dalla rotonda per Torre Chianca, una bellissima pagghiara ha la particolarità di avere in testa un ciuffo verde che nella bella stagione diventa particolarmente folto. Un fico è cresciuto sulla sua sommità e ora contribuisce a connotare il paesaggio circostante in maniera curiosa.Lo sguardo vi si posa facile tutte le volte, è una di quelle icone del paesaggio che il mio occhio distorto dalla vocazione fotografica identifica immediatamente come importante e, al contempo, la mia testa tenta di elaborare il modo migliore per catturare al meglio la sua bellezza. Quasi sempre scarto subito tutte le ipotesi perchè una foto eccezionale è composta da un mix di componenti di cui la bravura e l’esperienza costituiscono una percentuale residuale rispetto ad altre ben più importanti; per fare una foto speciale ci vuole la giusta luce, la giusta prospettiva e uno strumento all’altezza dell’opera.

Ma ieri pomeriggio, complice un tempo brumoso, tipicamente novembrino, e la possibilità di scattare foto dall’alto ho voluto provare.

La diversa prospettiva ha riservato una sorpresa, accanto alla vetusta costruzione ecco stagliarsi, ancora più interessante, quasi stupefacente, una vasta area tondeggiante, un cerchio di pietre dal diametro di almeno 40 metri, evocativa di antichi manufatti che la lunga, lenta, operosa attività umana ha voluto creare per un ben preciso scopo.

© Gianfranco Budano: Pagghiara di via Roggerone, Lecce, 3 novembre 2018

Cosa sia non possiamo saperlo al momento, ma delle ipotesi certo si possono fare; il sito come vi raccontavo è in rilievo, circa 5, forse 10 metri rispetto al percorso stradale che lo sfiora, tanto basta per renderlo interessante per i nostri avi che da lì potevano controllare il territorio per chilometri. La lunga frequentazione umana è certa, l’uso un po’ meno chiaro in assenza di ricerche mirate. Ci piacerebbe pensarvi un antico sito militare, una fortificazione, o chissà magari solo un luogo di lavoro, una semplice aia.

Di certo la quasi perfetta circonferenza del rilievo ci indica che la mano dell’uomo ha lasciato il suo segno. E’ incredibile come il mondo si lasci interpretare in maniera profondamente diversa solo spostando di poco il punto di osservazione. Lascio ai miei amici storici e archeologi ulteriori proposte di interpretazione, sono sicuro non mancheranno.

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