Scrittori salentini

Il presule

di Antonio Sagredo

Traggo questa pagina da un mio racconto picaresco (non edito) del 1987 dove sono recitate e raccontate decine di eventi in contrade salentine con un linguaggio simbolico-mitico-magico, ecc. Spero che piacerà ai lettori salentini, poiché fu un omaggio privato che allora manifestai in uno stato mio mentale davvero esaltante.

Peltasta trace

Il presule, ch’era pure un illustre erotografo fu colpito da esicasmo galoppante e… e alla sventura non poté reagire che travestendosi da peltasta, ingiungendo ai seminaristi di mascherarsi da bardassi: qualcosa di osceno intuiva nelle intenzioni di quelli e doveva saperlo… e non s’accorse che si tirò dietro tutte le bande musicali dei rioni e delle contrade più lontane, i quali riconosciutolo obbedirono ad una sua vecchia, arbitraria, e gratuita disposizione: di seguirlo dovunque andasse.

Stavolta non era il caso, e s’infuriò contro se stesso e la sua ordinanza, e contro i musicanti scagliò quei sette pugnali mariani che il chierico segugio e bello a uno a uno gli passava, ridacchiando.

Era inevitabile che tale scena sarebbe stata eternata dai pennelli dello Zimbalo e del Tiso, ma il giurista e l’alcamo s’opposero poi che contraria allo stile dei due colorieri: costoro s’arrangiassero a pitturare la statua dell’Immacolata sulla colonna angolare, immaginando cosa con quegli occhi di fata avrebbe potuto vedere e ascoltare.

E ascoltare con gli occhi è attributo unico e singolare di chi è sempre, difetto o eccesso, in Concenzione con se stesso.

I più contenti furono il fondichiere e il credenziere del sale di Palazzo Palumbo a cui la statuina apparteneva, nono ostante i soldati, dei muffosi sculdasci stanziati nel Palazzo Massa-Dattilo, avessero più volte tentato di rubarla per poi deporla nella loro sala di convegno, e qui infine per eleggerla reginetta di in-concepita bellezza dalla commissione contro il brigantaggio.

…voglio mutare amante finché muoio
ed il destino me muterà in vermi…

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