Scrittori salentini

Consigli per combattere scientificamente la sfiga nel 2019

Opera di Johan Heinrich Fussli

Una doverosa premessa, consiglio la consultazione della grande enciclopedia online, la nota Wikipedia (questa precisazione vale come indicazione delle fonti bibliografiche alle quali mi sono rifatto).

Tutti conoscono, ne sono certo, la famosa “Legge di Murphy”; a chi intendesse approfondire l’argomento, consiglio la lettura dello stupendo e ironico testo di Arthur Block, La Legge di Murphy e altri motivi per cui le cose vanno a rovescio!.

Le origini della suddetta legge si fanno risalire all’ingegnere dell’U.S. Army Air Corps Edward Murphy, anche se l’attuale formulazione è dovuta al medico militare John Paul Stapp. Edward Murphy era uno degli ingegneri dello staff degli esperimenti con “razzo-su-rotaia” compiuti dalla USAF nel 1949 per verificare la tolleranza del corpo umano alle violente accelerazioni (USAF project MX981). La prima parte dell’esperimento prevedeva che un gruppo di 16 accelerometri fossero montati su diverse parti del corpo del soggetto. Le possibilità di aggancio di ciascun sensore al proprio supporto erano solo due, ma sistematicamente i tecnici li montavano tutti e 16 nella maniera sbagliata. A quel punto il buon Murphy, colto da un profondo senso di prostrazione, pronunciò la sua storica frase “If anything can go wrong, it will”, ovvero “Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può provocare una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”.

Da quel giorno, tutti coloro che si sentivano perseguitati dal ripetersi di eventi sfavorevoli applicarono la legge di Murphy a migliaia di situazioni, una delle quali, assai arguta, è nota come “Corollario della fetta imburrata alla legge di Murphy”. Il suddetto corollario recita testualmente: “Una fetta di pane cade quasi sempre sul tappeto dal lato imburrato, ma questa già elevata probabilità si approssima alla certezza in ragione direttamente proporzionale al quadrato del valore affettivo e del costo del tappeto”.

A questo punto, invece di ricorrere ad amuleti, filtri e sfere magiche, prodigiosi tocchi di metalli, di cornetti o di “nobili” organi anatomici maschili, i grandi uomini di scienza e di cultura si posero il problema se si potesse porre un freno alla sfiga in modo scientifico e, per semplicità, presero in esame proprio l’evento avverso previsto dal corollario.

I risultati dei vari esperimenti “riparativi”, tuttavia, non furono mai coronati da successo, al punto che l’economista e filosofo O’Toole così chiosò sulla famosa legge dell’ingegnere spaziale: “Avendo studiato a fondo le teorie di Murphy, ho concluso che il nostro ingegnere era un inguaribile ottimista”.

A tal fine riportiamo sinteticamente le conclusioni tratte dall’analisi dei vari esperimenti:

1. Legge di Jones: colui che sorride quando le cose vanno male, ha già trovato a chi dare la colpa.

2. Legge della Terza Repubblica o Terza legge del dottor Babbarabbà (25 dicembre 2018): il livello culturale e la capacità di coniugare in modo corretto i congiuntivi sono inversamente proporzionali alla possibilità di accedere a posizioni di prestigio in campo politico.   

3. Legge di Gumperson: la probabilità che un evento si verifichi (la caduta della fetta dalla parte non imburrata) sono inversamente proporzionali al quadrato della sua auspicabilità, ovvero all’intensità del desiderio della sua realizzazione.

4. Legge della perversione della natura: non si può mai assolutamente prevedere con successo quale lato del pane sarebbe meglio imburrare.

5. Paradosso del gatto imburrato (The buttered cat paradox, John Freeze, 1993): questo meraviglioso paradosso è il risultato dell’effetto combinato di due “leggi”: una fetta di pane cade sempre dal lato imburrato (corollario della legge di Murphy) e un gatto cade sempre in piedi, cioè sulle zampe; nella stesura originale, il suddetto paradosso recita così: “Se lasciamo cadere un gatto con una fetta di pane applicata sulla schiena, nessuno dei due cadrà mai per primo e si avrà un fenomeno di moto perpetuo, ovvero un rarissimo caso di inerzia assoluta permanente”.

In realtà, dopo anni e anni di studio e migliaia di esperimenti andati miseramente a male (con gravi litigi familiari ed enormi costi di tintoria), una soluzione di successo contro la sfiga, in termini di esperimento scientifico riproducibile e concretamente applicabile nella vita quotidiana, è stata trovata, modestamente, dal sottoscritto, che ha così esposto, nella magica serata di quel magnifico venerdì 26 febbraio 2016, la sua geniale teoria, nota come “Legge dell’imburramento sul tappeto o prima legge del dottor Babbarabbà”: ogni fetta di pane deve essere imburrata direttamente sul tappeto steso sul pavimento, perché, come afferma la Legge di Paul, dal pavimento essa (come qualsiasi altro oggetto) non potrà mai cadere.

A distanza di quasi tre anni (oggi è martedì 25 dicembre 2018, il giorno del SantioNatale) dalla sua formulazione, tuttavia, dopo il ciclico, sistematico ripetersi di eventi avversi caratterizzati dalla sistematica (ripetizione voluta, con significato rafforzativo!) caduta della fetta di pane dalla parte imburrata, una volta sollevata dal tappeto, sono stato costretto ad aggiungere il “Corollario alla legge dell’imburramento sul tappeto”: dopo aver imburrato la fetta di pane, occorre spostarla lentamente di lato e portarla fuori della superficie del tappeto, in modo da sollevarla direttamente dalle piastrelle (o dalle lastre di marmo o dal parquet) del pavimento.

Qualcuno, con la puzza sotto al naso e con fare naif, mi ha obiettato che il problema potrebbe essere risolto anche con un altro metodo, molto spartano: eliminare dalla propria casa tutti i tappeti, ma – ditemi, amici – come si fa a rimuovere per sempre dal pavimento quello splendido pezzo di artigianato salentino, un prezioso regalo di nozze tessuto al telaio dalle tremule, ma esperte mani della cara nunna Chicchina?… E poi, come se non bastasse, dove potremmo mai nascondere la polvere del salotto quando si ha fretta?…

Da quanto sopra esposto, si evince che la sfiga in realtà non esiste ed è solo un angoscioso spettro, un’illusione, una grande, enorme mistificazione.

Dopo questa ottimistica conclusione, dettata da criteri assolutamente scientifici, rinnovo gli auguri di buon anno nuovo a tutti gli sfigati della terra (e siamo in tanti, credetemi!).

 

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