Racconti, Scrittori salentini

Capodanno altro

di Isaura d’Aulide

Un altro Capodanno al fondo di un altro anno, un altro anniversario, un altro lavarsi le mani con la commedia dei brindisi e degli abbracci. Brulicano gli auguri, i baci posticci, le strette di mano sudaticce e la farsa di un buonismo compiaciuto. Sono verità il luccichio delle poltrone per gli acuminati glutei d’oro, lo squallore dimenticato delle periferie, le macerie insanguinate delle distruzioni,  i taglienti rituali del profitto e dei soprusi, i sorrisi negati, le pigre e colpevoli acquiescenze, i conti che non tornano e non torneranno mai. Proteggiamo il caro dalle nefandezze, dall’aria che ci tocca respirare: impugniamo la penna come una falce, mitra per affrontare lo scandalo insostenibile della storia. Senza un tetto resto ad aspettare. E’ ancora altro il cammino, ancora altro l’avanti. Ho preparato un catino di parole per un colpo di timone: potrai lì lavare i mea culpa. E unirti a me. Impugneremo le vele d’Omero. L’irreparabile ci sarà risparmiato.

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