Scrittori salentini, Territorio

La prima accademia rurale italiana nasce in un borgo irpino

di Lucio Causo

Foto Disalvomatteo: Il Parco Archeologico di Carbonara (antica Aquilonia) – da Wikipedia

Nasce nel borgo irpino, ormai abbandonato, di Aquilonia, in provincia di Avellino, la prima accademia di Design Rurale d’Italia. I cinquanta partecipanti alla manifestazione, provenienti da tutta Italia, hanno ascoltato e tradotto il territorio, integrato fattivamente da contadini e artigiani del luogo. Quindici progetti di design rurale che reinterpretano antiche sapienze contadine attraverso processi creativi e opere concettuali di riflessione sul territorio. E’ questo il risultato più evidente delle “traduzioni” territoriali tenutesi ad Aquilonia.

L’iniziativa proseguirà con la realizzazione del primo catalogo di design rurale che si baserà sui progetti già presentati.
I lavori della manifestazione sono stati ispirati dalle suggestioni del Museo della Civiltà Contadina di Aquilonia, e sono stati incentrati su “traduzioni” che hanno dato vita ad una interessante esposizione di attaccapanni ricavati da antichi strumenti di lavoro in ferro, di vasi in ceramica, di bisacce ceste e cestini in ferro o plastica, realizzati con l’antico metodo dell’intreccio. Ed ancora sono stati esposti utensili da cucina e nuove trafile per la pasta, ma anche librerie modulabili che declinano in nuove sperimentazioni, antiche sapienze contadine usate per variare l’intensità di cottura dei prodotti agricoli locali. E poi cartoline che intrecciano storia e contemporaneità e rielaborazioni di antichi giochi, con una valenza che va ben oltre l’aspetto ludico.
Anche per Napoli il design va a vivere in campagna. Il progetto di recupero e di rinnovamento delle vecchie case e stalle abbandonate nel mezzo di campagne incolte, non si riconosce nella triste e sconcertante propaganda denigratoria esistente in Terra di Lavoro, che vuole mostrare all’opinione pubblica che tutti gli abitanti di quella terra sono uguali alla minoranza criminale di cui non si nega l’esistenza.
La realtà viene così ripensata, studiata, riproposta, grazie a un coraggioso progetto che costituisce un’autentica pietra miliare di qualcosa che sarà più esaltante o di un futuro in cerca di riscatto. Di una nuova idea del vivere bello, con gioia. E’ la rinascita finale che avverrà dopo l’oblio del passato e dei morti ammazzati, dopo l’inquinamento e il degrado, i dispiaceri sociali e indicibili frustrazioni. E’ la cultura della vita, non più della morte!
E’ quello che pensa Ermanno Di Sandro, scrittore e critico d’arte napoletano. Laurea in Architettura con lode presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel 1987. Esercita la libera professione di Design urbano e urbanistica. Topografo di valore, nel 1983 ha effettuato una interessante campagna di scavi in un’area del centro di Napoli.
E’ quello che pensa anche Cristina Flaviano, raffinata ed originale pittrice di origini sannite, che fa parte del Movimento Artistico Letterario denominato Muro Bianco, che esalta il ritorno dei valori, del sentimentalismo nei vari campi delle arti visive ed espressive, facendo prevalere emozioni forti, sentimenti, impressioni, espressività. Cristina Flaviano ha scritto sull’argomento un e-book molto condiviso: “La rinascita del bello e della gioia”. Una nuova visione artistica del linguaggio e della passione di quella zona che era tristemente conosciuta , come la terra dei fuochi.
E per finire, non bisogna dimenticare un altro e-book importante per il movimento di rinnovamento artistico e culturale, intitolato Rosso Casalese di Antonello Scaramello, pittore, scultore e fotografo napoletano, originale ed estroso; un’opera inusuale, innovativa e coraggiosa, di cui Ermanno Di Sandro, autore dei testi, si onora si essere stato il recensore e critico d’arte.
Progetto ambizioso e audace per Napoli e la provincia di Caserta. Bellezza, armonia, cuore, costanza, azione, voglia di mostrarsi e di proiettarsi in un futuro nuovo. Ecco le esigenze di un gruppo di professionisti e di artisti pronti a mettersi in gioco in un’epoca nella quale la comunicazione è eccessiva, confonde e crea quasi sempre angoscia.
Rosso Casalese, vuole essere il primo tassello, la prima opera di questo progetto che sarà esteso nell’intero territorio napoletano. Il rosso è il cromatismo sempre presente fra i colori utilizzati con impeto per la passione. E’ la visione negativa del coltello e della morte, che riporta gli abitanti di quel territorio all’ultimo retaggio di una terra che ha conosciuto nel passato il vilipendio, l’ingiuria e la disistima di pochi criminali a danno di tanti incolpevoli: una intera generazione della popolazione locale. Area che desidera chiudere con il passato per dare inizio ad una nuova epoca.

Tuglie, 5 dicembre 2018 Lucio Causo

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