Scrittori salentini

Una serata in apnea

di Daniela De Pascalis

Edward Hopper: Sera a Cape Cod (1939)

Una serata in apnea questa qui per me. Come tutte le volte in cui perdiamo qualcosa che vorremmo invece tirarci accanto per tutta la vita. La verità é che la paura più grande che abbiamo non é la nostra sofferenza, ma quella di chi amiamo. Quando mi accorgo e sento forte l’assenza di chi ho amato e da cui so di essere stata in un modo o nell’altro amata, il respiro si blocca, salgono potenti le lacrime da dentro e mi segnano le guance col sale. Mi piace sentire sulla lingua il loro sapore, é come se fermassi il tempo cosí intorno a un tavolo o sul divano o nel giardino e sulle tue mani sul manubrio della bici. L’ennesima perdita ci segna ed ogni mancanza ha segnato la fine di un’epoca per una brevità di vita che ci viene concessa. Mi capita però di volervi ancora qui tutti quanti, sentirmi piccola di fronte ai vostri consigli e alla vostra saggezza che ora mi manca. Vorrei sedermi intorno a quel tavolo, sentirmi dire “figlia mia” da chi sente che devi crescere tanto. Poi ad un certo punto manca tutto il superfluo di ieri. Che scioccamente credevamo eterno. Quando vi penso è come se volessi cancellare la palpebra semichiusa di chi saluta e va via, le labbra di un ultimo sorriso, gli ultimi occhi che inspirano i nostri volti. Allora vado in apnea e apro tutto e queste gocce qui mi bagnano di nuovo dal cielo. Credo sia la voce che mi manca di piú e il profumo di ogni vostra pelle.

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