Poesia

Scrive la pelle

di Maria Grazia Anglano

Hopper: Summer interior

Non mandarmi
via dall’Eden del mio giardino.
Non cucire
la lettera -A- sul mio petto.
Non ardere
il peccato della tua lussuria
insieme alle mie bianche carni.
Non dannare
la mia anima che a tuo dire
non ho.

Non ripudiarmi
come moglie per il mio ventre sterile.
Non obbligate
la veste nera della mia vocazione.
Non sussurrate
voi borgo: città paese periferia
per l’amore che vendo
al prezzo del vostro disprezzo.

Non irarti
se non prometto
l’erede maschio.
Non negare
il fitto ricamo del tempo
sul mio viso, nelle stanze buie
del tuo non amore.

-Tu Madre Sorella Figlia
tu Anima dell’Universo-

Ogni dolore scritto sulla pelle
della storia è anche mio.
Sarò la tua voce tarpata
da secoli macigno.
E ancora soffro la pelle
che arde, che brucia.
Il gelo dell’abbandono
e i fiumi di rosso versati.

-Vieni sorella hai casa
nel mio cuore, tutto questo dolore
si è fatto luce abbagliante d’amore.
Indomita fiaccola d’eterno-

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