Cultura salentina, Poesie, Scrittori salentini

Piangere tanto…

di Daniela De Pascalis

Piangere tanto
ridere dopo e prima e in mezzo
perdere il respiro
e poi riprendermelo
così sarebbe servito poteva bastare
lasciarsi andare
prendersi in pieno in faccia
darsi tutta questa schiena scoperta
non si è compreso il mare
la pioggia libera sulle guance che ridevano negli occhi
non si è fermato il tempo sulle dita lunghe
giuste sui violini
i suoni essenziali che parevano niente.
Ero in apnea
in attesa perenne o spalle ai muri sempre bianchi
lo spazio teso verso il buco nero
il vento su un corpo romantico per il tormento
di orizzonti invisibili negati
il blu cobalto il piombo nel cielo
le mani senza presa
l’anestesia sulle lingue
il buio negli occhi
è calato abbastanza un sipario bordeaux sempre come il mio sangue
l’odore del legno il segno la riga sul palco il rumore del gesso non cambia nulla
è tutto immobile come la mano ferma sul petto nel confesso
lo sguardo obliquo
la vena blu
le poche lentiggini sparse che sanno di pointillisme di realtà scoperte
di quel piccolo diamante che disegnai sulle labbra.

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