Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Turista insopportabile

di Lorenzo De Donno

La scena si svolge in un supermercato di Otranto, alle 9 del mattino, nella settimana di ferragosto.
Al banco del pane c’è una coda molto lunga. E’ il turno di una turista settentrionale di età indefinita, assomiglia un po’ a Ornella Vanoni, alta e magra e con i capelli rossi e riccioluti. E’ vestita con un camicione bianco e, di fianco, ha un marito silenzioso e apparentemente assente.
– Cosa le do? – chiede la commessa.
– Un attimo solo…- risponde la cliente, e si consulta sottovoce con il marito (nel senso che dice qualcosa al marito senza attenderne la risposta…). Poi continua:
– Cos’è quel pane che c’è qui davanti? Nooo! Non quello, quell’altro!- parla con un tono seccato e perentorio, proprio simile a quello di Mariangela Melato in “Travolti da un insolito destino….”
– E’ pane di grano! – risponde la commessa, educatamente.
– Hoibò! A questo ci arrivavo anch’io!- risponde la turista –
– Cotto nel forno di pietra… – aggiunge la commessa un po’ intimidita, sperando di aver dato l’informazione giusta.
– E quanto pesa? – la incalza la turista.
– Abbiamo il pezzo da mezzo chilo e da un chilo…
– E’ troppo! È troppo!.. Se ne può avere una metà?-
Intanto la coda aumenta, ci saranno almeno quindici persone ad attendere il loro turno.
La commessa si consulta con gli occhi con il salumiere, che è responsabile del reparto, poi taglia in due un pane da mezzo chilo, lo imbusta e lo porge alla cliente.
-Ancora un attimo!!…Non ho mica finito! Mi servono altri due panini, croccanti ma non bruciati e senza tanta mollica dentro, eh!-
La commessa fa vedere delle ciabatte di semola…

– Nooo! Troppo grandi, non ne ha di più piccole?- e bisbiglia nell’orecchio del marito con una smorfia del viso. Qualcosa mi dice che stia facendo qualche battuta contro la commessa che invece, armata di pazienza, si mette a rovistare nel sacco del pane per trovare due ciabatte venute più piccole. Finalmente le trova e, dopo aver raccolto l’approvazione della cliente, le imbusta nel sacchetto di carta.

E ancora: – E questo pane con le verdure… che verdure ci sono? E quanto costa? Ah!….non lo regalate mica, eh? –

La commessa ha la fronte imperlata ed è rossa dalla tensione…

La coda, intanto, rumoreggia… C’è chi la lasciato moglie e figli sotto il sole in macchina, chi non regge più la mano al bambino che si è portato dietro, chi ha iniziato a sfogliare il giornale appena comprato.

La prima della coda, una signora di Otranto, bella tonda e rubiconda , ricorda la classica “massaia salentina” di terracotta che si acquista come souvenir nei negozi del corso, prende l’iniziativa, e l’apostrofa:
– Ehi!? Beddha mia…. Ca nui imu sccire a mmare!!! Damme quuai dieci panini, COMU SUNTU..SUNTU!…

( traduzione da parte della redazione delle ultime due righe: “!Ehi!? Mia cara…Sappi che noi abbiamo fretta di recarci al mare!!! Dammi subito dieci panini, di qualsiasi genere!…” )

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