Cultura salentina, Poesie, Scrittori salentini

Corianu e lli Turchi (parte quarta)

di Franco Melissano

VII

Ce strata s’à ppijare?

“Lu Turcu s’ave spasu a ttutte parti,
nun c’è ciuveddhi ca ne po’ iutare,
nu ggìovane surtite e mmancu assarti,
addha è la strata ca s’ave truvare.” Continua a leggere “Corianu e lli Turchi (parte quarta)”

Recensioni

Ho atteso il domani (la poetica di Francesco Pasca)

di Rocco Aldo Corina

Eppur così non può essere, ma così è, forse. Nessuno si meravigli se, leggendo Francesco Pasca, penso a Turoldo. «Ieri un Vecchio segnato dal tempo ricorda di un/ giovane tempo che ha smarrito quel tempo». Così si esprime Francesco, non certo desiderando l’oscurità della triste sera. La passata giovinezza non gli permette infatti d’avvertir la quiete per quel tempo che purtroppo, ahimè, non c’è più. E Turoldo? «Fa’ – dice – che la notte finisca» presto, basta con il «pianto che ora trasuda dai nostri rami gonfi d’allegri sogni soavi», «fammi piena la bocca di profumo». E il nuovo giorno ci sarà? Continua a leggere “Ho atteso il domani (la poetica di Francesco Pasca)”

Cultura salentina, Recensioni

Franco Gelli, o poesia o follia

di Francesco Aprile

Francesca Mele: Olio su tavola

Franco Gelli, nato nel 1930 a Parabita (Le), dopo studi classici si trasferisce a Venezia dove studia Architettura e inizia a dipingere. Espone per la prima volta un’opera a Venezia presso la galleria Bevilacqua la Masa. Opere del periodo veneziano vanno dal 1950 al 1955. Segue un periodo “informale” e su questo tracciato espone a Milano nel 1961 presso la galleria Spotorno. La mostra è presentata da un intervento di Umbro Apollonio. Seguono mostre personali e collettive a Zurigo, l’Aja, Jmuiden, Amsterdam. Dal 1962 al ’66 vive a Firenze dove con il “Set di numero” passa sul versante dell’arte programmata, senza comunque abbandonare l’informale. Continua l’attività espositiva, fra personali e collettive, a Roma, Bari, Molfetta, Praga, Bratislava, Brno, Napoli. Continua a leggere “Franco Gelli, o poesia o follia”

Cultura salentina, Recensioni

“Il ragazzo fortissimo. Cosa mio figlio e io abbiamo imparato dal cancro”, di Mirella Borgocroce

di Elena Tamborrino

Questo libro narra una vicenda vera che riguarda un ragazzino, Rocco, che si è appena affacciato all’età adolescenziale con tutti i fenomeni psicofisici che questo comporta e la sua malattia, affrontata e vinta; è la sua mamma, Mirella Borgocroce, a raccontarcela. Continua a leggere ““Il ragazzo fortissimo. Cosa mio figlio e io abbiamo imparato dal cancro”, di Mirella Borgocroce”

Cultura salentina, Poesie, Scrittori salentini

Corianu e lli Turchi (parte terza)

di Franco Melissano

 

 

V

Cunsiju su llu pratu

Quandu vitte lu mundu marparatu
chiamàu lu Pascià quattr’uffiggiali
intra nna tenda, a llocu riparatu,
cu pparla te le cose cchiù ssenziali. Continua a leggere “Corianu e lli Turchi (parte terza)”

Cultura salentina, Poesie, Scrittori salentini

A che ora…

di Daniela De Pascalis

Mario Sampieri: ‘Pomeriggio d’autunno’ – (acquerello 18×24)

A che ora
ci siamo guardati la prima volta
era un sorriso
o una corsa di occhiate
strane
un po’ incredule
per quello che si portavano al cuore Continua a leggere “A che ora…”

Cultura salentina, Racconti, Saggio, Scrittori salentini, Scrivere il Salento

La leggenda del piccolo Chicchi Bacchetta e della perfida comare Lucetta

maresciallo d’alloggio capo dell’Arma dei Carabinieri Reali, Chicchi Bacchetta, con la moglie Francesca Stefano e le due figlie Maria (1923-2002) e Mafalda (1924-1930), deceduta per tetano

Ambientazione

Questa è una storia particolare tra le tante storie di streghe salentine; più note come macàre, il cui etimo è comune con l’italiano “megera”, sono verosimilmente riconducibili alla figura mitologica di Μέγαιρα, nata dal sangue di Urano evirato da Crono, che con le sorelle gemelle Aletto e Tisifone componeva il terribile trio delle ErinniFurie.

Come la Μέγαιρα della tradizione greca, la macàra salentina impersona la figura di un malvagio giustiziere, che ha il compito di vendicare chi colpisce la propria famiglia e parentela. La macàra è una potentissima strega, che oltre alla capacità di preparare pozioni magiche (per usi benefici o malefici), di fare fatture o malocchi e di spostare oggetti o di trasportare persone a distanza, è in grado di trasformarsi in varie forme di animali (generalmente in un rettile, in un uccello rapace o in un gatto nero), cospargendosi il corpo con un magico unguento, il cosiddetto olio macàro (o masciàro).

Il Salento, perciò, è terra di macàre e Uggiano La Chiesa è uno dei paesi più intensamente interessati da una lunga tradizione di stregoneria; infatti, Uggiano, probabilmente per la sua funzione di difesa della Chiesa (non a caso, il suo nome latino è Vigiliarium Ecclesiae), ben rappresentata dalla grande Chiesa Matrice e dalla Torre dell’Angelo, fu al centro di una costante aggressione da parte delle milizie del Maligno.

La vicenda della macàra Lucetta narra di un tipico caso di ailurantropia (trasformazione della strega in gatto nero) e della perfida vendetta da costei, come macàra mùscia (strega trasformata in gatta), contro i genitori di un innocente neonato, colpevoli di non essersi affidati alle sue cure di levatrice. Continua a leggere “La leggenda del piccolo Chicchi Bacchetta e della perfida comare Lucetta”