Antropologia culturale

I persuasori occulti e la folla

di Dino Licci

 

Lucian Freud: The Self-Portraits at the Royal Academy of Arts

 

Nel loro bel saggio  “ Lungo viaggio al centro del cervello” , Renato e Rosellina Balbi ci spiegano in modo gradevole ma scientificamente rigoroso, come funziona il nostro cervello che loro vedono composto di più strati secondo un processo evoluivo che è il sostrato delle teoria darwiniana. Ciò premesso, mi sembra molto interessante riportare ciò che essi ci raccontano a pag. 93 di questo prezioso volumetto,   e cioè come  esistano i persuasori più o meno occulti che agiscono sulla folla, facendone regredire i componenti a uno stato più arcaico della loro evoluzione cerebrale.

Per Folla dobbiamo intendere l’uomo massa, il cui  comportamento non sarà più  controllato dai centri superiori, ma dai  centri arcaici come ci ha ben spiegato anche Freud. I messaggi, che oserei definire subliminali, agiscono sulla folla inconsapevole di essere manovrata artatamente da abili oratori, sia  che si  tratti di semplici venditori, sia che parli di politici che si rivolgono alla folla virtuale di un’intera nazione.

 Il vero intenditore di tale fenomeno fu Gustave le Bond , il cui testo, “La psicologia delle folle” è un capolavoro di psicologia oratoria perché spiega in modo scientifico come dominare e persuadere la folla impedendo ai suoi singoli componenti di agire secondo la propria razionalità.

Apprendo che a  leggere il suo libro con meticolosità, furono Lenin, Stalin, Hitler e per ultimo Mussolini che la definì “un’opera capitale”.

Bisogna rendersi conto che la folla non è necessariamente  un numero immenso di persone riunite nello stesso luogo, ma è piuttosto uno stato d’animo comune, sul quale l’oratore agisce in modo tale che l’intelligenza individuale si abbassi fino a un grado intellettivo minore e i sentimenti e le emozioni vengono instradati  verso un punto preciso e uguale per tutti e che agisce direttamente sui suoi centri arcaico, (l’Es freudiano), bypassando il controllo razionale dell’Io e del Superio.

Il buon oratore, secondo Gustave Le Bon, non userà mai un linguaggio logico e scientifico, né tantomeno del buon senso, ma  invece le espressioni più assurde quanto  sbalorditive,  esclamazioni violente che  provochino una reazione emotiva forte e siano  in grado di tenere “la folla” sempre in uno stato di forte tensione emotiva e paura, anche quand’essa sia del tutto immotivata. Tutto si gioca necessariamente su questo piano, attraverso una serie di passaggi, tra cui quello che Le Bon definisce il contagio mentale, ovvero il fatto che un’idea sia in grado di trasmettersi con grande rapidità e inconsapevolmente tra gli individui che compongono la “folla”, ossia l’uditorio soprattutto mediatico. E queste idee si trasmettono in modo tale che ogni membro della folla è in grado di agire anche contro i propri interessi. Opporsi all’effetto folla o “effetto gregge”, significa fermarsi ad analizzare razionalmente e sapientemente ogni singola frase dei “persuasori”, valutando gli effetti reali immediati e futuri che essa avrà sulla nostra economia, sulla nostra vita di relazione e sulla nostra coscienza se  ancora ne abbiamo una, in questo momento di caos estremo che caratterizza la nostra società odierna. Dino Licci

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