Cultura salentina, Pensiero meridionale

Cosa resterà?

di Elena Tamborrino

Cosa resterà?

Cosa resterà di treni mai più presi, di aerei che non sono decollati, di baci mancati, di abbracci slegati, di mani slacciate?
Cosa resterà delle parole che non abbiamo detto, dei pensieri sfuggiti, delle carezze non date?

Cosa saremo, cosa diventeremo dopo questo tempo dilatato di giornate chiuse, come ci sentiremo quando la vita riprenderà il suo ritmo, quando riusciremo a contare i battiti del cuore libero di nuovo, ora che invece è stretto?

Come saranno i nostri nuovi respiri nel respiro dell’altro, i nostri sorrisi sulle teste dei bambini e dei vecchi?
Dove si poseranno i nostri sguardi, fin dove riusciremo a vedere, supereremo il limite delle nostre mura o finiremo col costruire nuovi muri?

Come sarà quando potremo di nuovo affondare negli occhi dell’altro? Supereremo nuove timidezze e imbarazzi? Sarà come iniziare tutto da capo? Perderemo la memoria di quello che siamo stati?

Parleremo ancora la stessa lingua, ci capiremo ancora senza aprir bocca, gli occhi continueranno a dire l’amore?

Stiamo camminando scalzi, le scarpe ci andranno strette, come alla fine dell’estate.

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