Cultura salentina, Recensioni

“Le notti blu” di Chiara Marchelli

di Elena Tamborrino

Mi capita di avere un ebook su tablet o ereader e quasi dimenticarmene, non sono mai abbastanza sul pezzo, non leggo nulla prima che esca sul mercato, in anteprima, i libri si accumulano acquistati sull’onda di un momento e poi, se non li leggo nell’impellenza, per un po’ restano a sonnecchiare, tanto nessuno mi insegue.
Così, durante un breve viaggio, mi sono ritrovata a cercare qualcosa da leggere e ho trovato sul mio iPad questo “Le notti blu” di Chiara Marchelli e… qual sorpresa, quelle merveille!
In breve: sopravvivere a un figlio è contronatura, non fa parte, nel nostro immaginario, di quello che è umanamente possibile sopportare, eppure accade. Michele e Larissa sono una coppia di lungo corso, a loro è accaduto di perdere un figlio, ormai adulto, morto suicida nonostante una vita apparentemente serena. Sono passati cinque anni e la giovane vedova di Mirko li contatta: ha trovato una lettera in cui si parla di un figlio di Mirko, un figlio che lui avrebbe avuto otto anni prima da una donna sconosciuta. Questo fatto irrompe nella vita di Larissa, Michele e Caterina come una tempesta che si abbatte su di loro, provocando reazioni diverse, opposte addirittura. Ovviamente non dico qui come le tre persone importanti della vita di Mirko affrontano questa novità sconvolgente, ma quello che sicuramente posso dire è che questa è una narrazione fatta di piani diversi, quelli dei fatti che accadono e quelli dei dialoghi, quelli delle note scientifiche che riguardano il lavoro di Michele, che fa il docente universitario a New York dove si è trasferito da anni con la moglie e dove ha cresciuto il figlio – note scientifiche che si svolgono semplicemente come un racconto impossibile da non comprendere -, quelli dei personaggi che si affacciano o restano sullo sfondo, come Francisco, il barman che riserva a Michele un momento settimanale concentrato in un bicchiere di distillato pregiatissimo di cui conosce tutte le sfumature di gusto.
In questo romanzo c’è una semplicità di fondo e allo stesso tempo una sottile e raffinata capacità di indagare nei sentimenti e nelle emozioni che si riverberano nelle movenze e nelle posture, di Michele, ma soprattutto di Larissa, tanto che sembra di vederli che si muovono nel loro appartamento di New York, mentre bevono il caffè o mentre mangiano, oppure nelle loro passeggiate al parco, o nel loro modo di vestirsi o riavviarsi i capelli, nei gesti minimi e nei discorsi che fanno, pare di sentirli, davvero. Cercavo un aggettivo giorni fa, pensando a questo libro, e mi veniva in mente verace, che se non fosse che poi lo associo a una nota passata di pomodoro di una notissima azienda italiana, ecco forse andrebbe bene, più che realista o verosimile. O forse mi piace solo il suono. Ma il senso comunque è quello, qui si parla di veri sentimenti, di pensieri che contengono verità scomode e difficili da decifrare.
Da leggere, sì, da leggere. E meno male che, durante un volo aereo, me lo sono ritrovato sull’iPad.
Chiara Marchelli, “Le notti blu”, Perrone editore, 2017 €15,00, ePub €7,99

-contributo già apparso nella pagine IoEPepeLibri di Elena Tamborrino su Facebook. Si pubblica su concessione dell’Autrice.-

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