Cultura salentina, Tradizioni

Credenze sul ritorno dei defunti

di Franco Albani

Edward Hopper: Hotel lobby. Dipinto a olio del 1943

Era convinzione di molti che i morti ritornassero sulla terra o per visitare i parenti e chiedere loro suffragi, o per rimproverarmi per la loro ingratitudine.
La fantasia popolare vedeva dappertutto spiriti che irrequieti si aggiravano durante la notte e facevano sentire la loro voce lamentevole o minacciosa.
Un cane che ululava o un gatto che ti fissava con i suoi occhi fosforescenti nelle tenebre della notte, poteva nascondere l’anima reincarnata di un defunto. La farfalla che girava intorno al lume poteva essere un’anima inquieta che chiedeva una preghiera.
Si credeva che le anime tornassero sulla terra vestite di bianco, portando una lampada in mano, specialmente la notte del 2 novembre quando, recitando preghiere, giravano per le vie di campagna sino all’alba.
Chi sognava verso l’alba un estinto dall’aspetto florido pensava che egli godesse pace eterna; se era triste e macilento, voleva dire che il suo spirito soffriva e aveva bisogno di preghiere.
Era poi cattivo augurio sognare di essere baciato da un trapassato: si temeva che presto qualche familiare potesse seguirlo nell’altro mondo.

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