Cultura salentina, Saggio

I dialoghi del silenzio -la poesia di Bruna Malinzi Caroli-

di Mimì Mastria

-pagina a cura dell’Osservatorio Poetico Salentino-

Pasquale Urso: Colori e sapori (olio su tela)

A prima vista l’opera di Bruna Caroli si presenta come un prosimetro che alterna pensieri di riflessione a testi poetici. Di fatto, in una sorta di Zibaldone, l’autrice raccoglie e dipana il proprio pensiero attraverso “percorsi tematici” facenti capo a singole voci (Vita e Morte – Giudizio – Perdono …) che accompagnano la sua poesia, o meglio, il suo canto, frutto ed espressione profonda del suo sentire.

Una poesia che nasce dalla ricerca di sé, e sulla base anche della esperienza dei suoi viaggi in India, l’avvicinamento alle dottrine orientali, da novella Siddharta, inizia quel processo di conoscenza della sua interiorità per superare le debolezze e le fragilità tipiche di ogni uomo e di ogni donna per conquistare quell’equilibrio che le permette di superare il contingente ed avvicinarsi empaticamente all’altro, a tutti gli altri individui, per diventare parte del tutto. A guidare la poetessa nella sua ricerca si palesa anche una voce più profonda che lei chiama “Maestro”, e la incalza, la sprona a non arrendersi, la sostiene, risponde a suoi dubbi di fronte alle difficoltà nel decifrare il senso della vita.
“Lasciare andare le resistenze, vivere l’attimo come un dono unico e prezioso, guardare al giorno con rinnovata gioia, istante per istante, penso che questo sia il senso della vita”. Ne consegue che tutte le domande che tutti gli uomini di sempre si sono fatti, continuano a farsi e si faranno per spiegarsi il perchè della Morte, perché soffriamo per la perdita di una persona cara, Bruna Caroli ci suggerisce delle risposte per affrontare questo momento di “stop” spiegando che “ciò che ci fa soffrire non è la morte in sé, ma l’attaccamento, la dipendenza … La perdita di una persona cara, quindi, è perdita di se stessi, di parte delle proprie memorie, dei nostri vissuti, del nostro “sé”. – Così le riflessioni sull’Amore – causa, motore, fine fisico e metafisico – prorompono in una poesia di gioia, eros, natura : “La tua gioia m’è cara/come può esserlo il canto di un’allodola/o il suono consolante/della risacca dell’onda sulla spiaggia assolata,/ che lascia frammenti di conchiglie/ e verdi fresche odorose alghe.” E ancora riflette: “Cos’è l’amore se non dono di sé”. La sua ricerca continua sul tema del Giudizio che rende l’individuo sempre fallace, poiché ognuno di noi ha il proprio metro di valutazione, secondo la propria cultura, il proprio credo religioso, le sue usanze. “Tribunali mentali” li chiama Bruna Caroli: “Nel tribunale mentale non esistono avvocati di difesa … Tutto si consuma nel silenzio della nostra mente, senza appello … Così false parole, false frasi, falsi sorrisi si scambiano, mentre la nostra mente macina giudizi e condanne …” E il Perdono , parte integrante dell’Amore, diventa una chiave che apre all’altro, nella sua totale accettazione.
Il perdono è un valore sicuramente del mondo cristiano, ma è un valore morale che aiuta l’individuo a superare il dolore, il tradimento, la solitudine, e a ritrovare il senso della Vita apprezzando tutto ciò che Dio gli dona, guardando con occhi diversi il mondo che lo circonda: “Luce, luce, luce,/ nell’universo mio non v’è altro che Luce!/Canta, trionfa, in arabeschi dorati e incantati silenzi./Mondi di luce si scontrano, universi si fondono./ Nella più pura luce Amore si risveglia./ Luce, luce tutt’intorno l’universo canta./ E’ il mattino della Creazione!”.
“Andare in profondità” è il modo di scoprire se stessi. “Conosci te stesso” ci ricorda Bruna Caroli, era l’ammonimento scritto sul tempio di Apollo a Delfi. E come sostenevano gli antichi filosofi, da Socrate a Seneca, dalla ricerca più profonda nell’animo umano e dalla consapevolezza del proprio essere , si scopre la vera libertà, che è equilibrio, armonia, accettazione della finitezza del contingente e superamento metafisico. E Bruna Caroli, in questo processo di conoscenza ci parla: “Fare i conti con ciò che c’è di “oscuro” in noi è difficile, spossante, quasi crudele. Eppure, chi può lavare il nostro passato se non noi stessi?”
Da questa finitezza governata più dalla paura che dall’amore, in cui lo spazio e il tempo sono solo espressione dell’illusione, di un sogno, occorre Risvegliarsi per approdare, finalmente, “nell’unico punto possibile e Vero: l’infinito presente, Dio che siamo”. Nel momento in cui percepiamo il nostro Sé, diventiamo parte del Tutto. L’Uno diventa parte integrante del Tutto: “Armonizzarsi è essenzialmente risintonizzarsi con noi stessi, con la nostra più profonda essenza, con quell’istanza che ci viene dal profondo e che, sappiamo con tutti noi stessi, è la sola che possa darci gioia duratura”. E la voce di dentro, al voce del Maestro, indica la via per giungere alla meta. E “il Silenzio diventa la dimensione nella quale possiamo incontrare noi stessi”. Proprio attraverso la concentrazione la meditazione, la riflessione, si potrà arrivare alla Verità, all’Amore, al Tutto che è Dio, Uno e Creatore. E come il grande Tagore, che partendo dalla contemplazione della Natura, giunge ad una concezione monistica, all’Uno onnivadente che si trova nell’immensità dei cieli, nella varietà della Natura, nella profondità della coscienza, così Bruna Caroli, si immerge trepidante nell’energia Cosmica, rappresentata anche dal suo mondo, quello del Sud, in cui la luce del Sole, il profumo dei tigli, il geco immoto diventano il respiro del mondo.
Leggere l’opera di questa nostra poetessa, le sue riflessioni e le sue poesie nei cui versi liberi indulge, talvolta, all’uso del verbo tronco, ci concilia con noi stessi e ci spinge a guardare l’altro e la natura con coraggio e umiltà, con gioia e amore.

OGGI

Cristalli di tempo
lacrime versano sulla distanza.
Misuro i passi, colpi nel cuore.
I battiti aprono spazi
che le braccia non sanno contenere.
Così, spersi nel tempo,
ci ritrovammo uniti nell’istante
che il tuo cuore contenne il mio,
e insieme ridisegnammo la storia,
riscrivendo il segno, il significato,
il senso, sempre nel sogno
che avverammo,
oggi!

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