Racconti, Scrittori salentini

Luna

di Titti De Simeis

‘… una coppia: lei ha in braccio un gattino, rosso striato, il pelo lungo e una coda che le avvolge il braccio. Mi fermo e le chiedo se posso accarezzarlo.

– ‘Certo, che puoi’ –

Mi dice che è una femminuccia, ha cinque mesi, è una trovatella e si chiama Luna. Avvicino la mano al suo musetto e comincia ad annusarmi, a leccarmi e a mordicchiarmi, a giocherellare con i miei anelli, a stringere le mie dita tra le sue zampe. È buffa e tenera. Le faccio un grattino sulla fronte.

– ‘Stasera è particolarmente vivace. Siamo stati a cena da amici e ne ha combinate di ogni genere’ –

Le aggiusta il collarino blu di stoffa morbida che si è impigliato nel pelo.

– Ieri, invece, siamo stati al mare ed ha dormito tutto il tempo nel suo cesto di paglia sotto l’ombrellone; non ha dato nessun fastidio. Si è solo avvicinata all’acqua, incuriosita, ma quando un’onda l’ha schizzata è tornata di corsa nella sua tana’ – mi racconta ridendo. Intanto Luna si è acquattata sul suo braccio e con gli occhi socchiusi ha messo in moto le fusa.

– Da quando l’abbiamo trovata ci segue ovunque. Non possiamo lasciarla in casa da sola. All’inizio ci abbiamo provato ma dopo la prima rampa di scale tornavamo su perché la sentivamo miagolare, lamentarsi e non riuscivamo ad andar via. È buona, ha capito che per seguirci si deve un po’ adattare a quello che trova, e lo fa come fosse un essere umano. È un tesoro. Ha sofferto l’abbandono ed ora ha paura di subirlo di nuovo. Noi non sopportiamo che stia male e ce la portiamo dietro, sempre –

E le dà un bacio sulle orecchie. Così, mentre Luna si è appisolata, ci salutiamo. Ecco: nell’indifferenza, odio, rabbia, paura, pregiudizi e vuoto che subiamo tutti i giorni, storie come questa ci insegnano tutto, ci aprono la mente, ci segnano dentro e nutrono respiri. Ci fanno gioia, luce, colore e calore, ci restituiscono al nostro vero posto nel mondo, ad un’armonia e una bellezza che ci siamo strappati di dosso per vestirci delle nostre grandezze, delle nostre illusioni, di una superiorità finta che non abbiamo mai realmente acquisito perchè, evidentemente, non può appartenerci… ‘

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