Racconti, Scrittori salentini

Squarci

di Titti De Simeis

Camille Pissarro, Due giovani contadine (1891-1892); olio su tela, Metropolitan Museum of Art, New York (da Wikipedia)

Ci sono posti che ti seguono ovunque. Che sanno aspettarti, ti tengono testa, non si lasciano dimenticare. E i loro colori ti vestono, ti accolgono. Ci sono posti che non smetti mai di cercare, ogni volta nuovi, veri, familiari come le storie da bambino, come le fiabe della notte. Ci sono strade di passi a memoria, di scalini bianchi e lampioni di luna. Finestre di luci nascoste e balconi di fiori a cascata, porte socchiuse di voci d’interni e radio soffuse, acquattate, di appunti sui tavoli al fresco e sdraio distratte. Ci sono luoghi che ti sanno abitare, richiami gelosi e paterni di nostalgia e desideri, figli di insonnia e pane caldo. I loro profumi nutrono, attirano, festosi come l’estate e identici, ogni volta. Fermi negli angoli, intrusi di vento e segreti nei sensi. Legami inscindibili, eterni. Sguardi che svuotano dentro, deserti di assenze. Radici mai slacciate e fiato corto. Ci sono posti così, che sanno mancare. Ma poi tornano a prenderti, le mani fredde e gli occhi timidi di chi sa ancora di te e ti annusa. Come una madre, che ti copre di scialli e ti accuccia.

 

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