Cultura salentina, Opinioni

La leggerezza

di Titti De Simeis

Una dote per pochi. Non è superficialità, non è un difetto. Essere ‘leggeri’ sa di pregiudizio, di accusa ma, invece, è una delle più belle qualità che si possano condividere. E’ una sorta di ‘agilità mentale’, è la capacità di trasformarsi in modalità ‘colore’. Avere intorno persone che fanno respirare, anziché caricare di sé il mondo vicino, è una ricchezza come poche. Spostare l’attenzione su percorsi alternativi con cui rifocillare la quotidianità è una conquista, un omaggio, sa di musica, allena al ritmo, al passo giusto, all’attesa di un’armonia, alla scoperta del sentirsi necessari. Socchiudere il coperchio per non bollire, guardarsi accanto e cercare spazi, regalare luce ed emozioni. Diventarlo. Essere cercati, non evitati. Avere parole e non silenzi. Essere bonaccia e non maltempo. Immaginare, inventare, scapricciarsi per dare bellezza. Evitare la sufficienza e ricercare la diversità, la semplicità. Andare controvento. Cercare il fondo delle cose senza appesantirle. Abbassare il volume alle note stonate. Ascoltare. E ridere. La leggerezza è un lavoro di fino. Richiede tatto. Ma è un mondo possibile.

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