Storia

STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’

di Giovanni Greco

Che c’azzecca il naufragio di una nave da pesca oceanica di San Benedetto del Tronto con il Salento? E’ la prima domanda che ci si pone avendo tra le mani il volume “Dirò del Rodi” curato da Giuseppe Merlini, in cui sono documentate le vicende legate alla tragedia della “Rodi”, che il 23 dicembre 1970, a 5 miglia dalla costa marchigiana, si capovolse a causa del mare in burrasca mentre, dal porto di Venezia dove era stata per la pulizia della carena, rientrava in quello di San Benedetto del Tronto dopo aver navigato e pescato nelle acque atlantiche della Mauritania, del Senegal e della Liberia. Continua a leggere “STORIA DI UN NAUFRAGIO TRA GIALLO E VERITA’”

Territorio

Quello che ci rimane

di Lorenzo De Donno

ulivi pittori salentini
Salvatore Leone: Ulivo secolare (Olio su tela 100×150)

Sembrerà un sacrilegio, quasi l’ostentazione di un atto di empietà, ma io confesso – in tutta sincerità- di non aver mai amato particolarmente gli uliveti. La spaziatura ideale fra gli alberi, le costanti potature, la pulizia ossessiva intorno a ogni tronco contorto, che disegna cerchi di compasso sulla terra finemente livellata e battuta, mi hanno sempre suscitato rispetto e ammirazione verso l’arte contadina, quello sì, ma non me li hanno mai resi luoghi realmente accoglienti per il fisico, giacché un uliveto è un luogo di lavoro duro e non è mai un’oasi di frescura, né per la mente, che rischia di rimanere soggiogata dalla bicromia del verde argento delle chiome e del rosso della terra. Continua a leggere “Quello che ci rimane”

musica, Personaggi

Il musicista barbone

di Titti De Simeis

Veduta di Piazza Navona, Roma - quadro di Canaletto riproduzione stampata o  copia dipinta a mano e ad olio su tela
Canal Giovanni Antonio Canaletto: Piazza Navona

Piazza Navona. Una mattina come tante, un andirivieni di gente che si ferma, attratta da ‘La strada’ di Nino Rota, suonata da un uomo, da un barbone con il suo flicorno dolcissimo. Il richiamo è irrinunciabile. Sotto quei vestiti arruffati, quei capelli e quella barba confusa potrebbe esserci chiunque. Continua a leggere “Il musicista barbone”

Opinioni

CHE DICE LA GENTE?

di Titti De Simeis

Potrebbe essere un contenuto artistico
G.Diso, “Solitudine “, olio su cartone telato

Tutto. Ed il contrario. La gente sa. Sempre. Dice per dire e per sentito dire. Non si cura se è vero o non lo è, se è giusto oppure no e poi, si scorda. Passa ad altro. Nuovi giri, altre mete, altrettanta curiosità. Alla gente piace sapere: sfruculia, origlia, guarda, spia, non si dà pace. Dietro una finestra, una tenda, al tavolino di un bar: sbircia, aguzza, memorizza e semina. Ovunque e controvento. Continua a leggere “CHE DICE LA GENTE?”

Racconti, Scrittori salentini

Giardini segreti salentini

di Lorenzo De Donno

Com’erano i giardini segreti delle vecchie case salentine? Certamente non avevano prati inglesi, perché l’acqua era preziosa com’è preziosa, ancor di più, adesso. Nei contemporanei, evidentemente, è venuta meno la consapevolezza della sua preziosità. Basta aprire un rubinetto: è facilissimo e l’acqua sgorga a prescindere se è un acquedotto a fornirla o un pozzo, legale o abusivo. Non ci vuol un grande ingegno per capire che pompare acqua dolce dalla falda per irrigare un prato sia un atto che ha poco senso nell’arido Salento, luogo che dovrebbe essere apprezzato per le sue peculiarità naturali e non per l’imitazione di ambientazioni nordeuropee che non gli appartengono. Continua a leggere “Giardini segreti salentini”

Tradizioni

Canne

di Lorenzo De Donno

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Classe elementare, anni ’60

Un nonno, in visita nella casa che mi ospita, rievoca, con l’aiuto dei suoi congiunti, la storia di questi luoghi. Racconta che, ai suoi tempi, si andava a scuola con la canna. Con quella della bicicletta? Nel senso: seduti sulla canna della bicicletta di un adulto? No, ai ragazzini di terza, quarta e quinta elementare che, dalle campagne di Corigliano, si recavano a scuola a Cutrofiano (dopo il biennio frequentato alla Masseria Appidè), veniva data una lunga canna, alla quale si attaccavano tutti, per formare un gruppo compatto. Nessuno, durante il lungo tragitto, era autorizzato a lasciare la presa e ad allontanarsi dagli altri. Ho immaginato una scena da film: la stradina che serpeggia fra i campi, polverosa in primavera e in autunno e piena di fango in inverno, e i bambini che la percorrono come una squadra di soldatini, allineati a destra e a sinistra, tenendosi stretti alla canna. Continua a leggere “Canne”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

I ricordi più vivi…

di Paolo Montefrancesco

Torre Sant’Emiliano – De Donno

I ricordi più vivi sono nell’occhio del luccio, in posizione obliqua all’ombra del salice che si specchiava nella cava azzurra.

Sono nel vago ghirigoro dell’acquilone, dall”argento che ricopriva le uova pasquali. Sono sul campo privo di tetti ricoperto dei millefiori prima del miele.

Sono del sapore dei ciliegi che ci rampicavano al cielo, furtivi.

Continua a leggere “I ricordi più vivi…”
Cultura salentina, Poesie

TRAMONTO

di Titti De Simeis

E. De Donno, Paesaggio marino (2002)

‘… è tutto un cinguettare da ramo in ramo. Il sole cerca l’ombra, indugia in raggi lunghi, arrossati e nuvole imprecise di vento. L’orizzonte attenua le voci e le correnti. Continua a leggere “TRAMONTO”

Pensiero meridionale

Poesia nell’infinito

di Rocco Aldo Corina

Esercizio di Filosofia - Perché Filosofia, oggi? Conferenza pubblicaLa filosofia m’affascina perché m’invita a pensare, a dialogare, a dire. È fitta di grovigli, di inestricabili umani particolarismi e riferimenti a ideali tradizionali venuti meno col subentrare dell’uomo moderno che – per effetto di una logica astratta – lascia cadere nel vuoto il mondo dei supremi valori che considera del tutto superati, movimento «inarrestabile» per Nietzsche, anche perché il filosofo s’affida a una concezione secondo la quale l’uomo «conosce abbastanza per non credere più in nessun valore»1. Per il filosofo, dunque, l’uomo non può non errare in un nulla rovinoso, in un’ebbrezza – insomma – che suscita affanni. Concezione inconcepibile, priva di senso, oltretutto legata a un messaggio sbagliato che purtroppo ovunque trovava accoglimento. Continua a leggere “Poesia nell’infinito”

cultura meridionale, Poesie

l’alba di ROCA

di Carmine Lubrano

© Gianfranco Budano: Adriatico, Marina di Roca

un’alba è un’alba non puoi confonderla

un’alba a Roca è un’alba a Roca

non puoi fingere di essere altrove

o tra i barattoli della nutella

E QUI ABBISOGNA SCACCIARE I TURCHI

Continua a leggere “l’alba di ROCA”

Scrittori salentini, Scrivere il Salento

Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)

di Lorenzo De Donno

©Gianfranco Budano: Santa Maria di Leuca

Il Salento, d’estate, ha odori diversi. Di giorno sa di fumo acre delle pinete che bruciano, di notte di quello delle fritture di pesce scongelato e del grasso di maiale che cola sulle braci. Per ora sono quelle dei ristoranti, perché le sagre sono ancora sospese. “Sagra” era un termine del vocabolario, fino a pochi decenni fa, conosciuto da pochi e che si associava alle ricche regioni del Nord. Non ci apparteneva. I nostri antenati avevano poco da festeggiare, se non le feste comandate, e ancor meno da mangiare: “nuceddhe e scapece” al massimo, o “nna rancata de pittule”, ma solo sotto Natale. Continua a leggere “Vacanza in Salento (primo giorno d’estate)”

Recensioni

Mauro Bortone, “I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore”

di Elena Tamborrino

(il libro sarà presentato il 10 luglio c.a. a Maglie in Villa Tamborino-ndr-)

I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore - Mauro Bortone - Libro  - Augh! - Frecce | IBSQuesto è un appuntamento rimandato, uno di quegli appuntamenti ritardati dalla pandemia che ha cancellato tutte le occasioni pubbliche in cui parlare di libri. Recuperiamo con Mauro Bortone tra una decina di giorni, avremo finalmente modo, grazie alla Fondazione Capece, di presentare a Maglie questo suo nuovo libro, considerandolo appunto nuovo per la strada piena di intralci che ha percorso nell’ultimo anno. Scorrendo la galleria delle immagini del mio smartphone ho ritrovato questa foto, che avevo pubblicato a fine maggio dello scorso anno anche su Instagram, subito dopo aver letto questa raccolta di cinque monologhi “dalla parte del cuore”, uscita due mesi prima, e la ripropongo ora che ho ripreso in mano il libro, che l’ho nuovamente sfogliato, che l’ho riscoperto. Continua a leggere “Mauro Bortone, “I sinistri. Cinque monologhi dalla parte del cuore””