Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

I ricordi più vivi…

di Paolo Montefrancesco

Torre Sant’Emiliano – De Donno

I ricordi più vivi sono nell’occhio del luccio, in posizione obliqua all’ombra del salice che si specchiava nella cava azzurra.

Sono nel vago ghirigoro dell’acquilone, dall”argento che ricopriva le uova pasquali. Sono sul campo privo di tetti ricoperto dei millefiori prima del miele.

Sono del sapore dei ciliegi che ci rampicavano al cielo, furtivi.

Hanno la calma immobile del ramarro tra il rosmarino.

Il salmastro del cefalo imbutato nel vaso, tra la ricotta spalmata sul vetro e posata sul fondo tra gli scogli.

Il marrone della zolla rialzata alla scoperta dei “lampascioni”.

La mentuccia e le polpette predate tra l’argento vivo degli ulivi, all’ombra delle cicale.

Sono tra le risate degli amici, quando costruivamo capanne che sapevano di camomilla, prima di andare a letto dopo il Carosello.

Ed eravamo semplici.

Eravamo veloci.

Curiosi.

Conoscevamo la noia dell’attesa.

La giostra dei sogni.

E avevamo fame e paure, pur non temendo nulla in quello sbuffo di vita.

E remare contro il nulla.

Cadere e rialzarci col rosso sulle ginocchia.

Sapevamo soffiare tra i soffioni, e guardare finché l’ultima spora terminasse il suo viaggio nel vento.

Alcune cadendo tra steli d’erba.

Altre andando lontano, sperdendosi in quei giorni di cui ancora nessuno conosce il mistero.

Ed è giusto così.

Non ancora.

Grato.

 

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