Territorio, Tradizioni

La Madonna delle Grazie (statua lignea del XIV sec.), una devozione che dura da sempre.

di Rita Paiano

La Madonnina di Otranto, con le mani giunte e il bambinello sulle ginocchia, lo sguardo perso in pensieri che forse le offrono la visione di quel figlio che, adulto, esanime, viene adagiato ancora sulle sue ginocchia. Figura di Madre a cui il cuore fu trafitto da spade dolorose, emblema di tutte le madri, emblema di donna forte che volge il dolore in soccorso per chi lo chiede, per chi ha fede.

Questa Madonnina trecentesca piccola ed esile, trasportata a Valona nel 1480 dal turco che la crede prezioso bottino, secondo quanto narrato dal Laggetto (Historia della Guerra di Otranto) e divenuto credenza popolare, diviene oggetto di scambio tra una donna schiava otrantina che la desidera libera e la sogna nella propria città e quel turco stesso, in cambio della vita della moglie in pericolo per problemi legati ad un parto difficile. La donna partorisce, vive insieme al suo bambino. La schiava reclama la Madonnina, convinta che da sola avrebbe rifatto il viaggio di ritorno per mare fino alla sua Otranto, e così avviene. Messa in un vascello la statua compare nelle acque prossime a Otranto. Viene avvistata e l’Arcivescovo, fra’ Serafino da Squillace, il clero, la popolazione, le vanno incontro e la conducono solennemente in Cattedrale. Viene collocata in una nicchia appositamente realizzata sull’altare maggiore, abbellita maggiormente dall’Arcivescovo Pietro Antonio De Capua. Nel 1564 lo stesso Arcivescovo ottiene dal Papa Pio IV la concessione di un giubileo in perpetuo con la remissione di tutti i peccati a chi:

-avesse visitato la Cattedrale dal pomeriggio del 7 settembre al tramonto del giorno 8, festa della natività di Maria SS.;

– si fosse accostato ai sacramenti della Confessione e Comunione;

– avesse pregato secondo le intenzioni del Pontefice e per il trionfo della Chiesa.

Successivamente papa Leone XII estende tale privilegio dal pomeriggio del 7 al tramonto del 16 settembre,

Nel 1704 il Capitolo Vaticano incorona la Madonna con corona d’oro.

Nel 1952 l’Arcivescovo Raffaele Calabria fa eliminare l’altare barocco e la Madonna delle Grazie viene collocata nella Cappella dei Martiri. Qui il pellegrinaggio continuo per venerare i Martiri otrantini e la loro madre, da essi invocata nel momento del sacrificio estremo.

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