Racconti, Scrittori salentini

Hai mai visto le sirene di questo maledetto lembo di terra, Lele?

di Lele Mastroleo

©Nicola Ricchiuto: La darsena del Salento

…erano pensieri di dolore e di rabbia fina, come la nebbia che avvolge le mattine dietro lo scoglio del Mungurune sino alla tagliata della Grotta del Diavolo, quella nebbia che non sa più di terra e di salmastro ma mischia il profumo dell’umidità e della papaverina e si sente per tutta la pianura quell’incedere lento della lumaca e del tarabuso. E si riconoscono finalmente sotto quella coperta inusuale tutte le sfumature macabre delle delusioni, della santa pazienza e del disincanto di quella terra del sale che emana sdegno alle luci dell’alba ma che ricasca nel sonno alla controra quando le ombre rimbalzano nei piatti. Erano pensieri di dolore e di rabbia fina, come le ore nella meridiana della Torre di Mezzo, quando finisce la giornata divorata a sudore e conci, o a sudore e badile o nel ritmo severo in battere delle reti che tagliano le mani e spaccano le braccia, quando finisce la giornata e non ti rimane nemmeno una bestemmia e ti ritrovi qui a scambiare tutti i sogni con dei bicchieri di cantina e mesci ancora tra il sangue vivo quella litania a memoria del nulla eterno e della miseria.

Dove sei Iddio della terra fertile, che ci hai insegnato il ritmo frenetico della taranta e dello scorpione ma ci rimetti nei cassetti i pugni serrati la notte quando fai calare le lunghe ombre e la disperazione? Dove hai messo le mani dei titaniche scolpirono le nostre coste e le riempirono di grotte e di ripari per le rotte delle nostre navi e dove hai nascosto quel vento di libeccio che accompagnò i nostri padri e le nostre madri sino a quest’angolo di mondo tra due mari, sino a renderlo così fertile e ospitale?

Erano pensieri di dolore e di rabbia ed era per questo che mi alzavo dalla sedia dietro al camino spento e giravo leggermente lo sguardo fino ad incrociare quello del Capitano che mi riconosceva e sollevando lievemente le labbra mi chiedeva:

– “ Hai mai visto le sirene di questo maledetto lembo di terra, Lele? Hai mai sentito quanto il loro canto assomigli al nostro dolore, quanto possa assomigliare a tutti i nostri pensieri ? “ …

 

 

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