cultura meridionale, Poesia

INDOVINA CHI INTINGE NEL PIATTO DEL RAGÙ

di Franco Intini

MARC ROTHKO

Premessa:

“Parole che hanno un nucleo instabile, su cui è scritto “FRAGILE”

Viaggiano da un paese all’altro. Piccoli neutroni fermano alle frontiere

Si mostrano gentili, rovistano tra i quark. Nel portabagagli le provviste:

Pacchi di odio legati con lo sputo.

-Tutto in ordine però-, rassicura l’airbag.”

Il sole pascola i suoi pianeti al largo di Andromeda ma un protone si alleva come un pollo.

-Dice l’amministratore delegato dei Tiraemolla-

Poi è difficile distaccarsene, pensare alla fine tragica, alle costruzioni di penne iridescenti.

Il canto mattutino che diventa brace. Che ne sarà delle creste maestose?

L’orrenda bocca che si solleva dal fiero pasto.

La confraternita dei neutroni ha un bel daffare ultimamente viaggia da un continente all’altro

E che fatica con Americio. Tutti quei quark sempre in movimento, a buttar giù un nucleo e piantaci vento.

Senza alcuna referenza con una mossa scritta nel DNA dell’agnello procede il timido rosmarino. -Ci sono anch’io sussurra. Il tegame di patate non è completo se non ci metti l’Austria-Ungheria.

Princip ha portato il forno alla temperatura critica.

La massa è lì che attende, effervescente, lievitata al punto giusto.

Mendelevio da par suo prepara soffritti.

Cosa vuoi che siano due o tre nuclei in meno nell’olio bollente?

I ragazzi si scaldano ogni giorno. L’accademia pullula di pulcini pronti a sacrificare il tramonto dell’occidente, la pasta asciutta, l’ energia cinetica chiusa nelle matrioske.

Il tempo cola dalla pentola, come burro si sciolgono le lancette.

Per ogni clessidra che si perde ci sono dieci meridiane fresche di giornata.

Scappa di mano persino il sale. Da un buffet all’altro viaggia la fragranza dei cingoli. Un barattolo di marmellata venduto al prezzo di un carrarmato. Una pantofola vale più di un missile terra aria. Via di casa dunque l’energia potenziale. La mite acqua partorirà sbarchi di marines. Schiuma da barba e candeggina diventano generali a sei stelle.

Il conto è fatto in entalpia ma bisognerà convertirlo in entropia. Ce la mettono tutta i ragazzi prodigi per la relazione semestrale. Tecnezio e Piombo seguiti da Titanio e Ferro lavorano sodo per tutta la notte ma il risultato finale è sempre lì che sfugge. Un po’ di massa non si converte al nichilismo.

La tavola è imbandita. Ciascun elemento si raccoglie in preghiera.

Un antiuniverso interviene con pallottole antibomba.

Qui si svendono neutroni e grattacieli. Tatuaggi Sioux al comando dei continenti. Il codice civile degli Apaches. I neonati, squartati e bruciati nei teepee governano il mondo.

Si è fieri di essere libri tra bisonti.

Organesson si stringe al petto del Carbonio. Si raccontano grandi cose accadute ai confini dell’universo. Ossigeno fa la sua narrazione di un miliardo di anni. Di quando si esagerava nella produzione dei polmoni. Troppo grandi, ingombranti, feroci.

E gli errori di progettazione. Quei figli nati senza una ragione con la devastazione in corpo.

Ma ora ci sono e bisogna calmarli, amarli, educarli alla vita di caserma.

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