Cultura salentina

La chiesa di S. Domenico a Casarano custodisce la tela di Nicola Porta che ritrae San Giuseppe da Copertino

di Lucio Causo

Tela di Nicola Porta che ritrae San Giuseppe da Copertino (Foto di Francesco Danieli, dal libro Francesco Danieli, “La Pala Capelluti”, Casarano 2011)

Il 17 giugno del 1603 in una stalla nasceva, da una famiglia assai povera, San Giuseppe da Copertino. I suoi genitori, Felice Desa e Franceschina Panaca, vivevano tra ristrettezze economiche che, alle volte, si rivelarono eccessive. La loro unione, celebrata il 27 giugno 1585, fu coronata da sei figli, ultimo dei quali il nostro S. Giuseppe, il “Santo dei Voli”. Il suo carattere era collerico e molto facile all’ira, ma egli lo corresse successivamente con la Grazia di Dio. Non brillava molto per intelligenza, non abbastanza esercitata a causa della mancanza di una educazione regolare; a scuola si distraeva ed estraniava ed era di scarso profitto. Giuseppe cominciò a lavorare come manovale presso il convento dei Cappuccini della Grottella e la vicinanza della Chiesa gli permetteva di ammirare estasiato l’immagine di una mistica Madonna col Bambino rinvenuta nel 1540 in una grotta, probabilmente dipinta dai monaci di rito basiliano. Il non facile carattere e la sua innata pigrizia erano ben noti in paese, specialmente a quelli che gli erano vicini. A 17 anni non faceva nulla, però voleva entrare nella famiglia dei frati di S. Francesco. Nel suddetto convento dimorava un suo zio paterno, Padre Francesco Desa, e Giuseppe pensò bene di rivolgersi a lui per chiedergli di entrare nella famiglia dei frati minori conventuali, ma allo zio non ci volle molto per giudicare la richiesta del nipote almeno umanamente inaccettabile e si rifiutò di accontentarlo. Non si perdette d’animo e bussò, inutilmente, al convento dei Padri Riformati; ancora non si avvilì. Dopo tanta insistenza, finalmente gli si aprirono le porte del Convento dei Frati Cappuccini di Copertino e fu mandato a Martina Franca in qualità di “fratello laico”. Con la sua forte tempra, Giuseppe voleva diventare sacerdote. Ciò, tuttavia, sembrò non essere compreso dai suoi superiori che lo dimisero ritenendolo poco adatto alle esigenze del convento. Giunto a Copertino, tornò a bussare, con maggiore fiducia, alle porte dei Padri Conventuali della Grottella che l’ospitarono per un breve periodo di prova, finché non l’ammisero addirittura fra gli aspiranti al sacerdozio come “converso”. La dolce Madonna della Grottella, che fu la sua ispiratrice, ora lo vedeva novizio sereno sotto il suo patrocinio. Il 30 gennaio 1627 Giuseppe ricevette gli ordini minori, mentre il 20 marzo 1628, dopo un esame brillantemente superato, fu ordinato diacono. Il successivo 28 marzo 1628, all’età di 25 anni, venne consacrato Sacerdote. L’azione sacerdotale di Giuseppe non fu individuale, ma fu comunitaria. Egli si dedicò prevalentemente ai poveri, gli umili, i bambini, i peccatori. Il Signore, a cui egli si era innalzato con lo spirito, volle elevarlo anche nel corpo con i suoi mirabili voli estatici che gli meritarono l’appellativo di “Santo dei Voli”.

Frate Asino, come egli stesso si definiva, ebbe il dono soprannaturale di librarsi in estasi, anche in presenza del Papa Urbano VIII, al quale era stato presentato coma protagonista di fede perseverante. Fu consigliere di Principi e di Re in Polonia, vide la Passione di Cristo, i chiodi, i martelli, le spine e la sua crocefissione, il Santo Ufficio lo fece peregrinare per diverse sedi.

Il beato Giovanni Paolo II fu l’autore di quanto riportato dall’Osservatore Romano del 26 ottobre 2003, dove egli disse che… “San Giuseppe da Copertino ha additato un itinerario di spiritualità, valido per ogni tempo… ha ricordato il primato di Dio e la necessità della preghiera e della contemplazione, l’ardente e fiduciosa adesione a Cristo…”.

Visse francescanamente povero, Spogliò gradatamente il suo cuore per dare posto a Dio e, nello stesso tempo, anche esternamente si privò, alle volte, del necessario.

San Giuseppe morì ad Osimo il 18 settembre del 1663,  e fu canonizzato poi  da Clemente XIII che lo elevò agli onori degli altari il 16 luglio del 1767. Il suo corpo è custodito gelosamente nel Convento dei Frati Minori Conventuali di Osimo, mentre il suo cuore è conservato nella sua città natale di Copertino. La traslazione del cuore da Osimo a Copertino avvenne il 7 aprile 1953.

In ricorrenza del III Centenario della morte di S. Giuseppe da Copertino, 1663 – 18 settembre – 1963, i Frati Minori Conventuali di Puglia organizzarono una peregrinazione del S. Corpo del Santo da Osimo (Ancona), ove sono custodite le sacre spoglie, in alcune Città di Puglia, ove lui visse e operò.

La devozione del Santo Salentino è nota in tutto il mondo, l’aviazione degli Stati Uniti d’America l’ha scelto come Patrono degli Aviatori, le sue reliquie vengono venerate in diversi luoghi e sono custodite anche nelle bacheche della Basilica di Sant’Antonio da Padova.

Nel transetto sinistro della Parrocchia di San Domenico a Casarano è stata collocata la tela di Nicola Porta, pittore di Molfetta (1710-1784), l’allievo prediletto di Corrado Giaquinto, esponente di spicco della pittura del 700 europeo, donata nel 2008 dalla Signorina Eva Ferrari, figlia del Senatore Avvocato Francesco Ferrari e di Maria Teresa Capelluti di Molfetta. Questa tela è del 1765 ed Eva Ferrari ha ricevuto l’acqua lustrale nella Chiesa di San Domenico di Casarano, città dove viveva la famiglia Ferrari.

Nicola Porta, chiamato anche Nicolò Porta, fu molto attivo nel periodo del tardo Barocco. Operò nella città di Molfetta, dov’era nato. Nei primi anni lavorò con il cugino Giuseppe e poi si spostò a Roma dove lavorò per quasi un decennio nella bottega del Giaquinto (1703-1766). Nel 1744 eseguì decorazioni alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Nel 1746 lavorò alla Chiesa di San Nicola dei Lorenesi. Fu un artista prolifico nella pittura di immagini religiose per le chiese di Altamura, Andria, Bari, Bisceglie, Bitonto, Modugno e Nardò (La miracolosa levitazione di San Giuseppe da Copertino).

Il dipinto in questione rappresenta la Madonna con il Bambino ed in esso compaiono Sant’Agostino, San Gaetano, Santa Rita da Cascia e San Giuseppe da Copertino, del quale i casaranesi hanno venerato le reliquie in diverse occasioni, sollecitati anche dal culto del Santo dei Voli effigiato nel capolavoro custodito nella bella Parrocchia di Casarano.

 

Tuglie, 30 luglio 2022

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