Cronaca locale, Personaggi

La pizzeria di Vittorio a Maglie (ciò che un cartello non diceva)

di Umberto Marsella

 

Entravi e te lo trovavi lì davanti, a fianco alle foto appese dei Dik-Dik. Poche righe, semplicemente per ricordarti che da quel 31 dicembre 2008, dopo più di quarant’anni di attività, la pizzeria di Vittorio avrebbe chiuso i battenti. Grazie a tutti. Punto e basta.

 

Nella sua essenzialità l’annuncio non diceva  e non avrebbe mai potuto dire il gusto di quel luogo  attraversato dalle parole, dalle immagini, dalle sensazioni della mia generazione. Quelli che nei giorni appena successivi un po’ speravano, un po’ se lo nascondevano, aggrappandosi, con ostinatezza, a quel luogo del sabato/domenica come ad un elisir di lunga …adolescenza. Vittorio non era una pizzeria era “la pizzeria”, ma non solo. Era il luogo dove si celebravano i riti di consacrazione della vittoria ottenuta sui polverosi campi di calcio delle partite importanti. Chi vinceva riceveva la preziosissima posta in palio: “Pizza e birra da Vittorio”. E lì nel chiacchiericcio festoso fatto di burle, di risate  e toni di scherno si poteva percepire quella formidabile mescolanza di odori di cose buone misto ai sentimenti sempre più veri. Anche quelli legati ai primi amori, regolari o galeotti, dichiarati solo agli amici “riservati” e non ai “cantanti” che avrebbero…spifferato tutto nel giro di pochi minuti. A dire il vero i cantanti famosi e i complessi più in voga negli anni settanta apprezzavano molto la cucina di Vittorio che in quel periodo lavorava sempre in via Roma, ma più avanti, in un locale vicino al Cinema Oriente. Vittorio era sempre presente, misurato, pragmatico, metodico e severo quanto basta a stemperare gli accenti forti, le espressioni forse troppo vivaci di personalità ancora in evoluzione. Non ricordo mai episodi di tensione.

Piuttosto serate  spensierate passate a commentare più che i poveri film il gran daffare del povero Amedeo, indimenticabile maschera del cinema, e i maldestri tentativi  di entrate “portoghesi” negli attesissimi veglioncini o nelle feste organizzate dalle Dame di Carità di Maglie. Momenti meravigliosi! E’ passato il tempo, abbiamo coinvolto mogli e figli ma quell’ alchimia emotiva è rimasta inalterata: una solida regia in una dimensione accogliente e rassicurante di valori solidi come pietanze che hanno sempre lo  stesso colore, lo stesso sapore,  il profumo di… sempre.

Si dissolveranno queste  piccole e forse, per qualcuno, insignificanti “certezze”; ma, nell’epoca dei tanti esercizi vacillanti e asettici e delle passioni tristi,  per un po’ il sapore della pizza ha avuto un retrogusto amaro.

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