Bozzetti di viaggio

Montalto in Oltrepo

di Lorenzo De Donno

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C’è un bel castello, non più visitabile perché la proprietà lo ha chiuso definitivamente dopo che è stato depredato dai ladri, e un paese ridente con doppio affaccio, sulle colline dell’Oltrepo da una parte e sulla Pianura Padana dall’altra. Tutt’intorno c’è un dedalo di sentieri boschivi e rurali, fra i filari delle vigne che rivestono le colline come le coste di un velluto dai colori autunnali. Percorsi battuti da runner, ciclisti e famiglie che fanno passeggiate. Qui nulla è fuori posto. Non c’è una mascherina usata per terra (giusto per rimanere nell’attualità), né una cartaccia, un fazzoletto usato, materiale di cantiere, cocci di bottiglia o altro. Non per nulla è zona di farfalle. Se ne vedono di tutti i tipi e dimensioni, anche a metà settembre.

Al ristorante, i risotti, i piatti tipici di pasta fresca fatta in casa (o ripiena di brasato) costano dieci euro; quindici euro i secondi più elaborati (Punta di vitello cotta a bassa temperatura per dodici ore). Il Bonarda frizzantino locale, poi, mette di buon umore, rinfranca dalla stanchezza dell’escursione e sgrassa tutto. Se fai un pasto completo hai diritto al 15% di sconto sul conto finale. Meditate amici ristoratori, meditate…

Da questa collina si intravede, come una traccia di gessetto bianco sulla lavagna azzurra, il massiccio del Monte Rosa. In mezzo, si dispiega la Pianura Padana e Milano, bene in evidenza, con i suoi grattacieli.

Si mangia insieme a tanti gruppi di persone e ce n’è abbastanza per un’osservazione antropologica. Ci sono famiglie unite che arrivano tutte insieme: papà, mamma, figli e nonni. Poi ci sono i gruppi di sole mamme che arrivano, un po’ affannate, con i figli piccoli. I mariti sopraggiungono dopo perché sono ciclisti che, in gruppo, hanno scalato la collina, si sono cambiati in macchina e sono affamati e assetati. Poi c’è la terza e ultima tipologia di clienti: i gruppi dei cacciatori. Vestiti ancora con le belle tute mimetiche firmate Beretta, forse hanno solo cambiato le scarpe, visto che nessuno le ha sporche o infangate. Fanno tavoli di soli uomini e, per nulla fiaccati dall’alzataccia, mangiano, bevono, scherzano e ridono, staccando dagli altarini pure qualche santo, ogni tanto, giusto per colorire. Forse sono quelli che si divertono più di tutti. Ma qui lo dico e qui lo nego…

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