cultura meridionale, Recensioni

Due parole sulla poesia di Alfonso Guida

di Luca Crastolla

Edward Hopper, 1927

I versi che seguiranno sono di Alfonso Guida e ritengo compongano uno dei suoi testi più complessi e affascinanti; ne faccio occasione per parlare della figura del poeta e della poesia.

Non sono un critico, sono uno che tenta versi nel duplice significato che possiamo rinvenire nel verbo “tentare”: il primo mette al riparo dal prendermi troppo sul serio; il secondo dice della relazione seduttiva che ho con la parola, del tentativo che faccio di portarla dalla mia parte.

Non sono un critico e non posso nemmeno dire che questa poesia l’abbia analiticamente fatta mia (poco male), tuttavia mi accompagna da un po’. Del resto credo che la parola poetica non debba essere una parola di facile consumo ma una parola con cui cimentarsi (se ci ammalia/ammala). Credo che, in questo nostro tempo in cui tutto si consuma in fretta, la poesia debba essere la sospensione, l’arresto, il sabot.

Fatta questa necessaria cornice, dirò quel che attingo dal testo, un testo che sembra avvitarsi con le chiavi dell’espressionismo intorno alla esacerbata sensibilità di cui sono spesso portatori i poeti. Sensibilità che canalizzata nel gesto poetico dovrebbe concedere di accendere un cerino dove sia il buio, ma anche di allertare sugli stravizi della troppa luce.

È una ipersensibilità si direbbe in termini psicologici e negativi, quella di molti poeti (ma tralasceremo di affrontarla da questo punto di vista), un fardello non da poco e per il quale tanto un inizio quanto una fine possono causare il subbuglio, l’indicibile, il capogiro: “maldaurora”,”malcaduco”, dice il poeta.

I poeti vedono un precipizio lì dove altri hanno visto un capello cadere; i poeti sono lenti deformate, sono portatori di punti di vista diversamente possibili. Non c’interessa valutare quanto congrui, quanto ricalchino i tratti della realtà, del mondo esteriore: non c’interessa la giustezza ma l’esatezza, e se riescano o no a mostrarci qualcosa che ci era sfuggito.

Certe sensibilità sono sempre appese (nulla di inedito), a una sorta di esilio-allontanamento dell’altro da sé, di sé dall’altro, di sé da se stessi: “qualcosa si allontana. Il prato. Il campo”, cito dal testo e pur da quella distanza qualcosa non manca di infliggere un dolore, un segno, come non ci fosse riparo per questi modi di sentire, questi modi di stare al mondo. “certi/ contadini mettono un coltello nel

becco del gallo. Giunge fin qua, il grido”, scrive il poeta, e potremmo chiederci chi sia il gallo, di chi sia davvero il becco, se non della poesia stessa, la poesia che non frequentiamo perché non si offre al fast-food, mi soffermerò invece su come sorprenda quel “certi” abilmente usato, messo lì sul bordo finale e acuminato del verso. Denota certezza e al tempo stesso vaghezza. Forse ci dice del poeta come cieco indovino, come Tiresia, materiale conduttore inconsapevole, materia ottusa o poco illuminata, a differenza di quanto nel senso comune si vorrebbe (e di quanto i cattivi poeti vorrebbero fare passare), ma piuttosto preda di un magma.

E questo testo è magmatico, con un esordio confuso da cui si emerge -scrittore e lettore- a fatica. La fatica che non si vuol fare quando abituati alla parola rassicurante, la parola chiara, didascalica, consolante. La parola dei convenevoli.

*

Cosa vuoi dire. Rondine di mare.
Cicala. Null’altro. Non voglio questa
faccia copra la mia cometa. Andare
nell’ostacolo. Piegarsi sull’orlo
dell’acqua. Che la peste brucia. Brucia.
Scarnifica. Ridurre ogni uomo all’osso:
l’Antigone dell’essenzialità.
Quale semplice punto: oggi. domani.
Ieri: le nuvole. Stanotte abbiamo
spaventato i nostri occhi. Per vederci.
Maldaurora, malcaduco: due estremi.
La parola: odio. La parola: specchio.
Qualcosa si allontana. Il prato. Il campo
dove alle sette del mattino certi
contadini mettono un coltello nel
becco del gallo. Giunge fin qua, il grido.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...