Cultura salentina, Personaggi

Cosimo Giannuzzi, il volto buono della cultura

di Vincenzo D’Aurelio

 

Cosimo GIANNUZZI (Maglie, 1949-2023) viveva a Maglie sin dalla nascita. Dopo aver conseguito, nel 1973, la laurea in Sociologia presso l’Università di Trento e dopo l’abilitazione, nel 1979, all’insegnamento di Psicologia sociale e Pubbliche relazioni, ha continuato a ricoprire il ruolo di docente nelle scuole medie superiori della provincia di Lecce, attività già iniziata nel 1975. Persona molto impegnata nelle attività di promozione della cultura, Giannuzzi ha da sempre nutrito diversi interessi e, in particolare, verso il collezionismo la cui predilezione è dettata dallo stimolo a creare collezioni di oggetti con lo scopo di poterne studiare i loro molteplici aspetti e, attraverso di essi, svelare i tratti della psiche, della tradizione e della storia appartenenti a una certa cultura o a una determinata società.
Uno dei suoi primi studi di natura storico-sociologica ha avuto origine dall’analisi di alcuni volantini e giornalini scolastici che erano molto presenti a Maglie negli anni ’60 e ’70. Essi hanno ricoperto un ruolo di primo piano nell’ambito della diffusione tra i giovani del Territorio magliese di quelle stesse idee che animavano i movimenti studenteschi attivi in tutta Italia. I risultati ottenuti dall’esame di questi materiali hanno permesso a Giannuzzi di pubblicare, nel 1978, il saggio Volantini e giornali scolastici magliesi dal 1955 al 1975. In esso l’autore ha contestualizzato la realtà studentesca di Maglie nel clima sociale del tempo mostrandone l’incisiva connotazione politica e l’eterogeneità dei contenuti attinenti ai temi discussi nei diversi Istituti scolastici.
Il punto di partenza di altri e importanti studi di Cosimo Giannuzzi è legato alle sue collezioni. Il volume da lui pubblicato col titolo Saluti da Maglie (1999) nasce, difatti, da una sua raccolta di foto e cartoline raffiguranti la città di Maglie negli anni compresi tra la fine dell’Ottocento e i primi cinquanta del Novecento. Attraverso le immagini l’autore ha narrato gli eventi e le trasformazioni del tessuto urbano mentre le sezioni in cui il libro è diviso aiutano a decodificare ed a comprendere l’evoluzione dello spazio urbano. Giannuzzi, quindi, attraverso la collezione di foto e cartoline è riuscito a produrre un lavoro che non solo ha documentato visivamente le trasformazioni di una città ma, soprattutto, è riuscito a realizzare un vero e proprio strumento di antropologia visiva.
Anche la Preistoria è stata oggetto di suo interesse e in tale ambito egli si è dedicato all’analisi dei simboli visibili nei pittogrammi presenti nella Grotta dei Cervi di Badisco (Otranto). Sulla base degli elementi grafici che caratterizzano un particolare pittogramma qui presente, Giannuzzi ha ipotizzato l’esistenza di una sua correlazione con la sfera del sacro e ciò gli ha permesso di riconoscere in quella pittura la rappresentazione di un’entità divina. Sarà proprio questo il tema che egli tratterà in alcuni dei suoi saggi sull’argomento come, per citare solo i principali, Il dio che danza (1988), La divinità nel santuario preistorico di Porto Badisco (1991; pubblicato anche nel 1993 dalla Società Italiana di Antropologia e Etnologia), e Divinità a Porto Badisco (1996). Sua è pure la compilazione di una bibliografia sugli studi di queste grotte che ha per titolo Orientamenti bibliografici per uno studio della Grotta dei Cervi di Porto Badisco (1990). In tema di simbolismo della preistoria ha pubblicato anche un saggio sulle Veneri di Parabita intitolato Esegesi delle Veneri di Parabita (1990) e un altro, con Maurizio Nocera (1), sulle impronte di mani presenti sempre nelle grotte di Badisco dal titolo Una presenza nel santuario di Badisco: le impronte di mani (1996).
Nel 1976 lo storico locale ed esperto linguista Emilio Panarese (2) pubblicò uno studio dal titolo Maglie da *mal,“altura”. Ma dove sono le alture a Maglie? (3) nel quale affermava che il toponimo “Maglie” fosse un oronimo derivato da mal; termine di origine messapica, e quindi illirica, col significato di “altura”, “colle”, “rialzo”, “monte”. Nonostante l’assenza di alture nel territorio prettamente pianeggiante dove sorge la città di Maglie, lo studioso avvalorava la sua tesi facendo notare che oronimi con la stessa radice etimologica sono anche attestati in molti luoghi ricadenti nel bacino mediterraneo. Proprio l’assenza di un riscontro morfologico indusse Giannuzzi a esitare su quest’attribuzione e, con M. Nocera, firmò un saggio dal titolo Alcuni dubbi sul significato del toponimo “Maglie” (2001). In esso gli autori esposero i motivi per i quali ritenevano debole la tesi formulata da E. Panarese circa l’attestazione orinimica del toponimo. Pur invocando la feconda fantasia degli abitanti di Maglie che, come affermava Panarese a sostegno della sua tesi, avrebbe permesso di percepire un piccolo rialzo come un’altura (così come dimostra il lessico popolare che accosta facilmente il rilievo del terreno al termine munte = monte), l’assenza di ritrovamenti testimoniali sul territorio di Maglie, come materiali archeologici e linguistici del periodo messapico, rendeva comunque dubitativo, per Giannuzzi e Nocera, il percorso seguito dallo studioso nella sua dimostrazione. Le obiezioni mosse da Giannuzzi saranno occasione per alimentare un proficuo dibattito che nel 2002 porterà Emilio Panarese a scrivere due articoli intitolati Stemma e nome non corrispondono e Molise e Mollese falsi storici, e Giannuzzi – Nocera, in risposta, gli articoli Tre anelli o altura, la disputa continua e Tre anelli, non certezze. Solo un metodo di ricerca (4). Il confronto tra questi studiosi, pur non esaurendo il tema discusso, rappresenta tuttora un contributo importante per gli studi di microstoria magliese perché continua a stimolare quella ricerca il cui fine è di porre basi ancor più solide nella definizione dell’origine del nome “Maglie”.
L’antica tradizione di Maglie nella produzione di ricami eseguiti utilizzando la cosiddetta tecnica del “punto reticella”, spinse Cosimo Giannuzzi a ricercarne le origini col fine di tracciare una storia e valutare le sue implicazioni sociali. Su tale argomento, difatti, pubblicherà un primo contributo dal titolo Il punto Maglie “punto ago” (1975) nel quale, basandosi su una convinzione popolare, scrisse che era proprio in Maglie l’origine di questo tipo di ricamo. Dovette però rivedere tale affermazione perché, alla luce di nuovi elementi che emersero nel prosieguo del suo studio, l’origine del ricamo risultò di natura allogena e perciò, nel 2008, pubblicò il saggio dal titolo Origine ed evoluzione del reticello e del “punto in aria” a Maglie spiegandone i motivi. Sull’argomento contribuì ancora con uno studio intitolato Una scrittura dimenticata: il ricamo (1983) nel quale analizzerà questa attività artigianale sotto l’aspetto simbolico e con I ricami a Punto Maglie? All’inizio del novecento nacque una scuola (2000) dove documenterà l’origine novecentesca, quindi non troppo antica, delle produzioni magliesi di ricami a punto reticella.
Attraverso la sua passione a collezionare tavolieri dedicati al Gioco dell’Oca, Giannuzzi entrò in possesso di un manoscritto calligrafico dal titolo Labyrinthus metricus. Composto in latino e vergato nel Settecento dal canonico e storico magliese Oronzo Pasquale Macrì (1738-1827) (5), è un elogio adulatorio dedicato al suo precettore don Paolino Piccinno. Il labirinto condivide con il “gioco dell’oca” il significato di viaggio iniziatico il cui cammino comporta numerose prove positive e negative che facilitano o ostacolano l’arrivo al centro del percorso e cioè laddove termina l’esperienza ludica. Dal punto di vista del genere pertinente a questo tipo di produzione colta, il labirinto metrico è un artificio letterario che si serve dell’arte combinatoria per la costruzione del testo. Quello scritto dal Macrì è una visione onirica in cui sono rappresentate figure mitologiche che evocano vicende ritenute dallo stesso autore significative della sua composizione poetica la quale, a sua volta, trova nel “leporeambo” il riferimento letterario concernente proprio la sua visione onirica. Questo labirinto, inoltre, è particolare perché mostra una scrittura con un andamento a cerchi concentrici che s’intrecciano formando una figura che ricorda i seicenteschi carmi figurati. È proprio lo studio di questo documento che darà a Giannuzzi l’occasione di scrivere Il labirinto metrico di Oronzo Pasquale Macrì (2004); un libro che può essere considerato il suo lavoro più rilevante. L’analisi del manoscritto dalla quale è pervenuta la pubblicazione di questa bella opera di Cosimo Giannuzzi si è avuta coinvolgendo diversi studiosi le cui specifiche competenze hanno permesso un esame approfondito e dettagliato del documento, del testo e dell’autore: Maurizio Nocera ha descritto le circostanze del ritrovamento, Albina Calsolaro (6) ha compilato la biografia del Macrì, Salvatore Tommasi (7) ha sciolto le abbreviazioni e tradotto interamente il testo individuandone il percorso di lettura e svelandone il suo contenuto, Antonio Negro (8) ha spiegato un anagramma che caratterizza il testo e ne ha commentato la sua forma letteraria, Giulia Belgioioso (9) ne ha curato la premessa. Attraverso il coordinamento di tutti questi contributi, Giannuzzi ha potuto poi collocare questa costruzione letteraria nell’ambito del repertorio dei labirinti. Il libro è stato incluso nella bibliografia mondiale degli studi sui labirinti curata dall’associazione inglese “Labirinthos” nella sezione «Studi filosofici» (10). Su questo stesso studio l’autore ha anche pubblicato, nel 2004, il saggio Alle radici della cultura magliese e Poesia visiva. Il labirinto metrico del magliese Oronzo Pasquale Macrì (1738-1827). Inoltre, sempre in merito ai “giochi dell’oca”, egli ha pubblicato uno studio dal titolo Il gioco dell’oca in Puglia (2008) nel quale ha analizzato alcune tavole di questo gioco e altri percorsi dove la “Puglia” è l’elemento che caratterizza il soggetto o il tema o l’autore. Questo lavoro ha ricevuto l’apprezzamento da parte di Luigi Ciompi – uno dei maggiori esperti e collezionisti italiani del genere – che insieme a Adriane Seville lo hanno inserito nella sezione bibliografica di http://www.giochidelloca.it/index.php ovvero nel principale sito specializzato in giochi dell’oca e di percorso e importante punto di riferimento per tutti i collezionisti del settore.
Una particolare produzione di ceramiche inglesi è stata oggetto di un’altra importante collezione di Cosimo Giannuzzi. Essa è costituita da oggetti fittili il cui decoro è la riproduzione di una veduta di Maglie, abbozzata nel 1778 e rifinita nel 1779, dal pittore e architetto francese Jean Louis Despréz (1743-1804) per l’opera in cinque volumi curata, tra il 1781 e il 1786, dall’incisore e disegnatore francese Jean Claude Richard de Saint-Non (1727-1791) e dal titolo Voyage pittoresque ou description des Royaumes de Naples et de Sicilie. Di questa produzione se n’era già avuta notizia negli anni Novanta ma Giannuzzi è riuscito ad ampliare il tema e a documentare la grande varietà di tali fatture che si mostra tale sia in termini di modelli realizzati che di soggetti produttori. Nel 2007, difatti, egli pubblicherà un volumetto dal titolo La veduta settecentesca di Maglie nella ceramica. Dal “Voyage pittoresque” del Saint-Non alla ceramica Ironstone corredato da un vasto apparato fotografico di modelli e marchi di fabbrica. L’autore riuscirà anche a documentare l’origine Ottocentesca della produzione collocandola nella regione inglese di Stoke-on-Trent. Nel 2009 queste ceramiche, anche col supporto di tale studio, rientreranno ufficialmente nelle cosiddette produzioni Ironstone in decorazione flow-blue riconosciute dall’associazione inglese “Friends of Blue” come serie denominate, appunto, “Maglie”.
Nell’ambito degli studi su temi di storia locale, assieme a Roberto Muci (11), ha pubblicato una monografia dal titolo Storia dell’Ospedale “Ignazio Veris delli Ponti” di Scorrano (2005) nella quale è descritta, sin dalle sue origini agli inizi del ‘900, la storia civile e sanitaria del centro ospedaliero di Scorrano; uno fra i più qualificati centri di diagnosi e cura della provincia di Lecce la cui attività ospedaliera serve attualmente un bacino di 150.000 abitanti.
A tre illustri magliesi, inoltre, ha dedicato una biografia. La prima riguarda la duchessa Francesca Capece (1769-1848), baronessa di Maglie nel XIX secolo, che destinò alla Beneficenza della stessa città tutti i suoi beni affinché fosse istituita una scuola per i giovani del luogo. Nella sua dimora, attraverso questa donazione, sorse un Collegio dal quale, poi, nacque l’attuale Liceo Classico di Maglie a lei stessa intitolato. Questo contributo, che ha per titolo La figura di Francesca Capece e l’origine dell’istruzione pubblica a Maglie (2010), Giannuzzi lo ha scritto assieme a Vincenzo D’Aurelio (12) il quale, nell’ambito delle sue ricerche, aveva rinvenuto una farsa dal titolo Il Cieco (1800) che l’originario compositore, il veneziano Pietro Vettor Corner (1777 – ?), dedicò proprio a Francesca Capece perché “sua impareggiabile benefattrice”, la quale, assieme ad altre sue “teatrali sorelle”, avevano messo a nuova “foggia” quel componimento. Col concorso di questo documento e delle notizie già assunte dal Giannuzzi, i due documentarono la predilezione per il teatro nutrita dalla baronessa magliese e ciò concorse a mostrare una sua indole colta al contrario di quanto avevano ritenuto i suoi precedenti biografi che la definirono, invece, “donna ignorante e analfabeta”.
Una seconda biografia, pubblicata col titolo Fernando Lapalorcia: pioniere magliese dello sport (2011), è stata, appunto, quella dedicata a Francesco Pompeo Lapalorcia (1893-1963), atleta sordomuto noto nel panorama sportivo italiano del Novecento per l’attività agonistica svolta nel campo dell’atletica leggera e pesante dove ottenne diversi riconoscimenti importanti e, in particolare, la medaglia d’argento nella lotta greco-romana durante la VI Olimpiade di Stoccolma nel 1912. Lo stesso atleta curò e scrisse diverse monografie riguardanti alcune specialità sportive. La terza biografia è stata, infine, indirizzata alla figura dello statista italiano Aldo Moro (1916-1978) che Cosimo Giannuzzi pubblicherà nel 2013 col titolo Aldo Moro: il dovere di vivere per la democrazia (2013).
Cosimo Giannuzzi ha tratto il suo interesse verso la micrografia dall’analisi di una cartolina micrografica del 1896, opera del calligrafo Nicola D’Urso (1877-1937) da Corigliano d’Otranto (Le) che lo rese famoso in tutto il mondo. In essa è riportato un testo che il D’Urso microscrisse a diciannove anni interamente dedicato al matrimonio tra il futuro re d’Italia Vittorio Emanuele III e la principessa Elena del Montenegro, copiandolo da alcuni articoli apparsi sul numero XXIII, de «L’Illustrazione Italiana» del 30/08/1896. Lo studio approfondito svolto su questo cartoncino è stato pubblicato col titolo Nicola d’Urso da Corigliano d’Otranto, calligrafo, miniaturista, stenografo (2008) nel quale Giannuzzi ha curato sia la biografia di N. D’Urso e sia l’analisi del testo micrografato. Sulla micrografia, in particolare su alcune produzioni di area salentina, per la rivista della Società di Storia Patria per la Puglia (sezione di Maglie-Tuglie-Otranto) è in corso di pubblicazione un saggio dal titolo Due salentini nel mondo della micrografia e del micro testo: Enzo Miglietta e Nicola D’Urso. Dalla microcalligrafia nelle miniature alla microscrittura nella stampa.
L’ultimo suo lavoro, scritto a tre mani con lo studioso di storia locale Vincenzo D’Aurelio e il prof. Antonio Negro, entrambi magliesi e amici fraterni del Giannuzzi, è stato Viaggio nei Giochi dell’Oca e Percorso. Geografia, Storia e Araldica, pubblicato nel 2012 per i tipi della Grifo Editore di Lecce. Uno studio, questo, approfondito e frutto di circa quindici anni di ricerca che ha potuto vedere la luce grazie alla ricchissima raccolta di giochi che Cosimo Giannuzzi custodiva e arricchiva continuamente.
Numerosi altri scritti oltre a recensioni, introduzioni e prefazioni per alcuni lavori di noti autori salentini, sono comparsi in miscellanee, opere monografiche e in varie riviste di cultura e in testate giornalistiche. L’impegno politico, la difesa dei diritti umani, il folklore, le inchieste, sono anch’essi motivo della pubblicistica di Cosimo Giannuzzi.

Vincenzo D’Aurelio

NOTE

(1) MAURIZIO NOCERA, scrittore e poeta nato a Tuglie (Le) nel 1947. Laureato in Sociologia, ha insegnato Filosofia nel Liceo Pedagogico. Ha pubblicato poesie e saggi di argomento storico-letterario, vive a Lecce.

(2) EMILIO PANARESE (Maglie, 1925 – 2014), studioso, scrittore di memorie patrie e linguista. Laureato in Lettere e Filosofia ha insegnato Lettere nella Scuola Media Statale. Ha pubblicato numerosi saggi e diversi volumi in tema di microstoria locale.

(3) Cfr. E. PANARESE, Maglie da *mal-,“altura”. Ma dove sono le alture a Maglie in «Note di storia e cultura salentina», rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. di Maglie, A. III, Maglie 1976, pp. 5-16.

(4) Originariamente pubblicati sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» fra il marzo e l’aprile di quello stesso anno, i contenuti di questi articoli saranno riproposti integralmente in «Nuovo Spazio» n. 2, Maglie 20/05/2002.

(5) Il labirinto metrico fu scritto da Oronzo Pasquale Macrì prima di prendere i voti nel Seminario di Otranto dove divenne dapprima sacerdote e poi insegnante di trigonometria. All’insegnamento di quest’ultima attese anche successivamente presso il Seminario di Gallipoli.

(6) ALBINA CALSOLARO è nata a Nociglia (Le) nel 1944. Laureata in Lettere classiche, ha insegnato materie letterarie nella Scuola Media Statale. Vive a Maglie.

(7) SALVATORE TOMMASI, poeta e linguista nato a Calimera (Le) nel 1950. Laureato in Filosofia ed in Lingue e letterature straniere, dopo un’esperienza di ricercatore presso l’Università Statale di Mosca, ha insegnato Filosofia e Scienze della formazione nelle Scuole Secondarie Superiori. Ha pubblicato poesie e saggi di lingua grìka, vive a Calimera.

(8) ANTONIO NEGRO è nato a Maglie (Le) nel 1950. Laureato in Filosofia, ha insegnato materie letterarie nella Scuola Media Statale. Diplomato in archivistica, paleografia e diplomatica, ha svolto attività di inventariazione e catalogazione degli archivi storici di alcuni comuni della provincia di Lecce e dei fondi storico-archivistici delle scuole medie e della scuola di avviamento professionale di Maglie. Vive a Maglie.

(9) GIULIA BELGIOIOSO, studiosa degli artifici letterari e dell’arte combinatoria nata a Miggiano (Le) nel 1947. Laureata in Filosofia è professore ordinario di Storia della Filosofia e componente della Giunta del Dipartimento di Studi Umanistici presso l’Università del Salento. Specializzata sulla filosofia di Cartesio, è autrice di numerosi volumi, saggi e contributi. Vive a Lecce.

(10) La bibliografia è consultabile at http://www.labyrinthos.net/bibliophilosophical.html

(11) ROBERTO MUCI, sociologo e teologo nato a Maglie (Le) nel 1948. Ha ricoperto l’incarico di Dirigente Scolastico nelle Scuole Secondarie Superiori. È in particolare autore di articoli e libri in tema di “Dottrina Sociale della Chiesa” e “Scienza e Fede”. Vive a Maglie.

(12) VINCENZO D’AURELIO, cultore e studioso di memorie patrie e di araldica nato a Maglie nel 1974. Membro del comitato di redazione nella rivista telematica di pensiero e cultura meridionale http://www.culturasalentina.it/ ha pubblicato articoli, saggi e testi in tema di microstoria e storia salentina. Vive a Maglie.

BIBLIOGRAFIA DEGLI SCRITTI PRINCIPALI

LIBRI

  • Il dio che danza, E.P.T. Lecce (a cura di), Erreci Ed., Maglie 1988.
  • Saluti da Maglie. Dalla fine dell’ottocento agli anni cinquanta, la storia della città raccontata dalle cartoline, Maria Rosaria De Lumè (a cura di), Editrice Salentina, Galatina 1999.
  • Il labirinto metrico di Oronzo Pasquale Macrì, Congedo Ed., Galatina 2004.
  • Storia dell’Ospedale “Ignazio Veris delli Ponti” di Scorrano, Carra Editrice, Casarano 2005.
  • La veduta settecentesca di Maglie nella ceramica. Dal Voyage pittoresque del Saint-Non alla ceramica Ironstone, Erreci Ed., Maglie 2007.

SAGGI E CONTRIBUTI SU RIVISTE

  • Il punto Maglie (punto ago), in «Note e documenti di Storia e cultura salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie, III (1976).
  • Volantini e giornali scolastici magliesi dal 1955 al 1975, in «Studi di storia e cultura salentina». Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie, IV (1978).
  • Una scrittura dimenticata: il ricamo, in «Contributi» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie, a. II, n. 3 (1983).
  • Esegesi delle Veneri di Parabita, in «Nuovi Orientamenti Oggi», n. 119-121, Lecce 1990.
  • Orientamenti bibliografici per uno studio della Grotta dei Cervi di Porto Badisco, in «Nuovi Orientamenti Oggi», n. 122-123, Lecce 1990.
  • La divinità nel santuario preistorico di Porto Badisco, in «Note di Storia e Cultura Salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie-Otranto-Tuglie, V(1991).
  • La divinità nel santuario preistorico di Porto Badisco, in «Archivio per l’Antropologia e la Etnologia» Società Italiana di Antropologia e Etnologia, Vol. CXXIII, Firenze 1993.
  • Una presenza nel santuario di Badisco: le impronte di mani, con M. Nocera in «Note di Storia e Cultura Salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie-Otranto-Tuglie, VIII (1996).
  • Alcuni dubbi sul significato del toponimo “Maglie”, in «Note di Storia e Cultura Salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie-Otranto-Tuglie, XIII(2001).
  • Alle radici della cultura magliese, in «Note di Storia e Cultura Salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Maglie-Otranto-Tuglie, XVI (2004).
  • Poesia visiva. Il labirinto metrico del magliese Oronzo Pasquale Macrì (1738.1827), in «Spicilegia Sallentina» Rivista del caffè letterario di Nardò, 3 (2008).
  • Origine ed evoluzione del reticello e del “punto in aria” a Maglie, in «Spicilegia Sallentina» Rivista del caffè letterario di Nardò, 4 (2008).
  • Il gioco dell’oca in Puglia, in «Spicilegia Sallentina» Rivista del caffè letterario di Nardò, 5 (2008).
  • Nicola d’Urso da Corigliano d’Otranto, calligrafo, miniaturista, stenografo, in «Spicilegia Sallentina» Rivista del caffè letterario di Nardò, 6 (2008).
  • La figura di Francesca Capece e l’origine dell’istruzione pubblica a Maglie, in «Il Regio Liceo-Ginnasio “F. Capece” di Maglie» (Ediz. Monografica dei “Quaderni del Liceo Capece”), Maglie 2010.
  • Aldo Moro: il dovere di vivere per la democrazia, in «Note di Storia e Cultura Salentina» Rivista della Società di Storia Patria per la Puglia sez. Basso Salento, XXIII (2013).

ARTICOLI DI GIORNALE

  • Punto Maglie, (punto ago), “Tempo d’Oggi”, n. 19, Maglie 10/09/1975 e n. 20, Maglie 24/09/1975.
  • Omaggio a Pasolini, “Tempo d’Oggi”, n. 24, Maglie 20/11/1975.
  • C’era una volta il Kursal, “Tempo d’Oggi”, n. 22-23, Maglie nov. 1977.
  • I ricami a Punto Maglie? All’inizio del novecento nacque una scuola, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Lecce 27/07/2000.
  • I primi 100 anni della vecchia signora, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Lecce 24/07/2000.
  • Il “Labirinto metrico” di Oronzo Pasquale Macrì, «Anxa», n. 12, Gallipoli, nov. 2004.
  • La colonna? A Trafalgar Square, “Nuovo Spazio”, n. 19, Maglie 22/12/2007.
  • La figura di Nicola D’Urso, calligrafo, miniaturista e stenografo di Corigliano d’Otranto, «Anxa», n. 1-2, Gallipoli, gen.-feb. 2010.
  • Il sogno della Duchessa, “Città Futura”, n. 1, Maglie, sett. 2010.
  • Fernando Lapalorcia: pioniere magliese dello sport, «Anxa», n. 9-10, Gallipoli, sett.- ott. 2011.
  • Conoscere il Salento giocando, “Città Futura”, n. 4, Maglie dic. 2010.
  • La nostra Maglie adottata dai ceramisti inglesi, “Città Futura”, n. 6, Maglie, giu. 2011.
  • Un ricordo a 34 anni dalla morte. La breve vita e il lungimirante pensiero di Aldo Moro, “Città Futura” (Maglie), n. 5, Maglie, mag. 2012.
  • Le mie civette, “Città Futura”, n.11, Maglie, nov. 2014.
Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...