Poesia

Tra spighe viola pallido 2013-2017

di Anna Cascella Luciani

È uscito nel mese di marzo, per i tipi di Macabor, un mio volume di poesie. Grata all’editore che non è arretrato di fronte ad un libro di molte pagine, qui, dal volume – che ha la prefazione di Giulio Ferrroni – a cui va il mio grazie -, e si chiude con una testimonianza di Marco Corsi – che ringrazio -, trascriviamo la quarta di copertina*, e offriamo alcuni versi alle lettrici, ai lettori, se vorranno. Due parole sull’immagine in copertina: è – trovata in ricerca pittorica tempo dopo la scrittura della poesia -, rimbalzo – oltre che concreta, botanica illustrazione -, di un testo di immaginate fioriture all’Appia Antica – via di immemore fascino e di sorprese (p. 170) -. Continua a leggere “Tra spighe viola pallido 2013-2017”

Ambiente, Architettura, Arte, Cultura salentina, Storia, Territorio

NOTE A MARGINE – La migliore comunicazione “con_tiene” gli opposti

 

 

di Paolo Marzano

L’arte medievale espone una visione cupa, in ombra, torva della natura. Uno dei motivi, con molta probabilità, è da riferire al fatto che proprio la natura fu lo strumento che funzionò come vettore comunicativo facilmente confrontabile, verificabile, riconoscibile, capace di indicare per similitudine quelle connotazioni morali ben codificate; la condizione caduca dell’uomo, l’esistenza vissuta senza cognizione e impegno in un contesto di altalenante moralità, l’esitazione di seguire la retta via nell’incostante ricerca della verità o nel non riuscire ad individuare il limite tra bene e male.

Teniamo comunque presente, per l’appunto, che la maggior parte delle immagini avevano finalità educative.

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Poesia

Prendi la rocca e il fuso e andiamo in California…

di Emilio Villa

…A nivale di nebbie dei re longobardi,
si partiva per le cene, con le torce,
coi letti arrugginiti, sulle spalle,
a fare una pasqua, per i morti,
senza fine. Poi tramontava il giubilo
di pentecoste, a picco
sopra il torrente del mio paese, o giovane Strona:
grigia, quanto la tunica dei giorni:
le donne ci hanno vigilato
han volto, a capo in giù, le sacre torce. Continua a leggere “Prendi la rocca e il fuso e andiamo in California…”

Poesia

16 dicembre

di Anne Sexton

C’eri una volta tu
il bambino che crebbe in una stanza grande quanto una lira
da dividere con sua sorella. Accadeva in West End Avenue
a Manhattan. Murato in città sognava la campagna,
scrutando Palisades Park sull’altra riva dell’Hudson.
Il ragazzo che giocava a stickball fino all’imbrunire.

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Poesia

[Tale avventura – una paura spinge] 1/6

di Caterina Saviane

Nessuna descrizione disponibile.1
Tale avventura – una paura spinge
sulle tempie gravide è il sudore
antico – d’un antico odio:
anima mia non t’incanaglire nella
spiegazione di questa terra fredda:
ormai
anima mia, discola, tenera, paurosa! Continua a leggere “[Tale avventura – una paura spinge] 1/6”

Arte, Poesia

2002-2022: per non dimenticare, per Carmelo Bene

di Carmine Lubrano

 

… dimessa cosmogonia elegiaca esterrefatta

composita epos per istantanee

tragedie quotidiane miniature rapsodica delle grandi

formazioni nel tempo

avvenute senza traccia o eventuali: il grande sangue …

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Arte, Pittura

Echi della pittura controriformista nella Chiesa del Ss. Rosario di Copertino

di Giovanni Greco

La ricorrenza della festa della Vergine del Rosario mi ha spinto a ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, la presenza a Copertino di Gian Domenico Catalano, straordinario pittore gallipolino, indiscusso protagonista della vita artistica salentina vissuto tra la seconda metà del ‘500 e la prima del ‘600. Fu discepolo del nostro Gianserio Strafella e a sua volta maestro dei noti pittori gallipolini Andrea Coppola e Giuseppe Ribera. Continua a leggere “Echi della pittura controriformista nella Chiesa del Ss. Rosario di Copertino”

Poesia, Saggio

#febbraio_dante

di Luigina Dongiovanni

Luca Signorelli, Dante, affresco, 1499-1502, particolare tratto dalle Storie degli ultimi giorni, cappella di San Brizio, Duomo di Orvieto

Voliamo adesso a mo’ di volo pindarico nel Cielo di Saturno per parlare proprio oggi del santo che la Chiesa cattolica di Roma ricorda, san Pier Damiani. Se fosse vissuto nell’era social, sarebbe stato il monaco camaldolese più influencer del suo tempo, con migliaia di monaci follower.Lo avrebbero conosciuto, seguito ed imitato tutti. Tutti, tranne Dante. 🤭Dante di lui non sa nulla, o quasi. Quello che sa, glielo fa dire in pochi versi, come appunto nei 30″ di un video di TikTok o di uno stato di WhatsApp. E allora perché incontrarlo? Non semplicemente e non solo perché era famoso, diciamo “molto” famoso, ma perché può introdurre un argomento che ancora oggi genera discussioni. La predestinazione. Ma andiamo con ordine. Siamo con Beatrice nella “candida rosa”, in Paradiso, più esattamente nel Cielo di Saturno, nel canto XXII della terza cantica in un posto luminosissimo e silenzioso. Allo stesso modo pieno di movimento e contemplativo. Continua a leggere “#febbraio_dante”