cultura meridionale, Cultura salentina, gastronomia

Il pane e la puccia salentina

di Elena Tamborrino

puccia salentina

Andavo in Salento in vacanza, da nonna Consiglia e zia Maria. Appena finiva la scuola, la zia veniva in Toscana a prendermi e mi portava giù, a casa della nonna, dove trascorrevo due mesi pieni di sole e di mare, con la controra afosa che trascorrevo leggendo di nascosto, perché in famiglia si sosteneva che dopo mangiato si dovesse dormire. Per forza. Io non ci riuscivo, per quanto mi concentrassi sul frinire delle cicale, ma non c’era nulla da fare: allora sgattaiolavo fuori dal letto sistemato ai piedi del lettone della nonna e della zia e mi rifugiavo nella sala da pranzo, su un divano, dove mi stendevo con un libro tra le mani. Poi la zia si alzava e dalla cucina sentivo diffondersi l’odore del caffè. La casa si risvegliava dal sonno pomeridiano, troppo presto ancora per sperare che l’aria rinfrescasse con il calar del sole e così si restava ancora, per almeno un’altra ora, nella penombra delle serrande a metà. Continua a leggere “Il pane e la puccia salentina”

cultura meridionale, gastronomia

Consumi autunnali

di Lorenzo De Donno

Giuseppe Mallia: La zucca, olio su tela

ZUCCA & CIOCCOLATO

CIOCCOLATO – Non so… Aspetto il fresco ma anche l’autunno avrà i suoi effetti collaterali, ora il divano diventerà ancora più accogliente e l’ozio sarà morbido e avvolgente come i plaid di pile, con stampa natalizia o leopardata, ricevuti in omaggio dal supermercato lo scorso inverno. Il televisore sincronizzato su un canale tematico, con un documentario di panorami boschivi, lacustri o fluviali, dove i passerotti cacciano i vermetti e si rintanano nel nido, con gli scoiattoli assonnati nel cavo dei tronchi e gli uccelli migratori che partono per svernare in Africa, farà il resto. Sarà meno faticoso muoversi ma sarà più bello poltrire e, allora, rimettere su qualche chilo sarà fatale. Continua a leggere “Consumi autunnali”

cultura meridionale, Cultura salentina, gastronomia

U Cannarutu!

di Lorenzo De Donno

Cappuccino freddo alla magliese. Scusate se nomino le marche (che non mi sponsorizzano) ma certe specialità sono obbligatorie per garantire l’eccellenza del risultato. Continua a leggere “U Cannarutu!”

Cultura salentina, Opinioni, Saggio

L’assurda presunzione

di Rocco Aldo Corina

Pompeo Batoni, Apollo istruisce le Muse Euterpe e Urania, ca. 1741, Varsavia, Museo Nazionale

Stupenda l’invocazione del filosofo alla Musa: «Ti desidero Musa dalle bianche braccia. Permetti ai mortali momenti di gloria, confortali col tuo dire tutto puro. Guidami verso la Santità. E voi, dèi, aiutatemi in questo cammino terreno, rendete caste le mie labbra, perché possa concedere al mondo fiumi di purezza» (fr.1). Vi è qui in Empedocle desiderio di purezza onde coinvolgere altri nella purezza? Sì e no se lo seguo nelle sue dichiarazioni non sempre nitide di troppo: «Io non son più – dice – nelle spoglie mortali, io, dio immortale onorato e venerato da tutti, cinto di bende e corone di fiori, seguito a migliaia dai più e dai più invocato per avere responsi e pur anche per ottenere guarigioni» (fr. 112). Continua a leggere “L’assurda presunzione”

Cultura salentina, Saggio

Anime dell’antica filosofia

di Rocco Aldo Corina

Quanti nomi negli anni mi sono passati sotto gli occhi, nomi di anime tristi, nomi di vati dal «variato canto»[1], come l’Orfeo divino che un tempo ci svelò i misteri. Ma «io, grazie alle Muse mi portai in alto», dice Euripide[2]. Perciò forse mi sfuggì Epimenide che innalzò, ahimè!, in Atene «altari alla Superbia» ed alla «Sfrontatezza»[3] con mancanza di ritegno purtroppo, ma nei confronti di chi, degli altri? Perciò forse mi sfuggì, perciò non mi piacque. Come poté allora – secondo Pausania – purificare varie città, fra cui Atene[4], dal sacrilegio di Cilone – per Suidas –, con che cosa?, con versi lodatori di enigmatici misteri, eleusini non di certo, per cui secondo alcuni due giovani morirono (per mano di chi?) per motivi di espiazione, se è vero che fu allontanata dalla città la terribile sventura?, la pestilenza – insomma – di cui si disse? Meglio Ferecide di Siro che per primo scrisse sulla natura e l’origine degli dèi. Sostenne anche che l’anima umana fosse immortale. Teopompo scrive che invitò i Lacedemoni a stare lontani dall’oro e dall’argento, dalla ricchezza, insomma, onde onorare la povertà figlia di amore. Ma ciò – secondo Pitagora, suo discepolo – gli era stato ordinato in sogno da Eracle. Continua a leggere “Anime dell’antica filosofia”

Cultura salentina, Saggio

Se l’amore può tutto… (sulla scrittura di Matteo Carecci)

di Rocco Aldo Corina

A volte, e non solo a volte, dico che la poesia può salvare il mondo, quella buona però. E Matteo è «davvero pronto a voler cambiare – come lui sostiene – qualcosa nella vita». Come? «Prima di tutto – dice – non odiare, perché odiare è il primo passo verso la morte». E qui mi ricorda Saffo, pronta a dire in ogni istante che solo l’amore può tutto nel senso buono, naturalmente. «Non odio nessuno io perché la mia anima è buona», è detto in un frammento dell’antica poetessa greca. «T’era caduto un fiore dai capelli, lo raccolsi io», è dunque nell’estro di Matteo Carecci, e «sopra un soffice letto il desiderio» e magari «molte corone intrecciate di fiori», come vuole Saffo, la cui «luna dalle dita di rosa vince tutte le stelle» mi riporta alla luna di Matteo «che illumina», però, «per quel che può» – per l’umiltà che ha in sé – i suoi passi nel «sapore di un nuovo azzurro» in una vita «al di là della notte». Dunque «azzurro» e «notte» e notte non come fine nella mente di Hikmet, per dire della gioia che può esser di tutti perché «lo splendore dalle acque nere del passato» apparve, dice Wilde. Continua a leggere “Se l’amore può tutto… (sulla scrittura di Matteo Carecci)”

Cultura salentina, Saggio

Conoscenza è saggezza

di Rocco Aldo Corina
Anassagora
Non si può ritenere che la materia, possa – come dice Anassagora – dividersi all’infinito per essere considerata anch’essa infinito e neanche attribuire alla divisibilità all’infinito «l’esistenza di parti prevalentemente invisibili» che, unendosi, permetterebbero di essere percepite. Disperdendosi le quali – nel possibile loro processo di separazione – scomparirebbero pur nella considerazione del filosofo, del tutto nel tutto, dell’invisibile cioè nel visibile, invisibile – badiamo bene – percettibile mediante l’unione di parti invisibili, impercettibili dunque, cosa che non può essere. Continua a leggere “Conoscenza è saggezza”

Cultura salentina, Saggio

Progetto didattico-educativo per le Scuole

Progetto didattico-educativo per le Scuole di ogni ordine e grado e per la Ricerca
di Rocco Aldo Corina

I poteri della poesia che è “catarsi” alla luce del filosofico sapere, “la metafisica bellezza”

1. La poesia quale fonte di bellezza per la vita nella volontà dell’anima di creare bellezza
Trattasi, in fondo, della vera poesia quale alimento primario o essenziale per la vita dell’uomo, frutto di necessaria spiritualità come prerogativa del poetare nei termini stabiliti e dettati dall’anima che con cura e prestezza risponde alle varie e innumerevoli sollecitazioni stimolanti l’immagine come manifestazione dell’anima creatrice nella volontà dell’uomo di realizzare l’utile risorsa (nella vita per la vita) mediante la ricerca interiore che è meditazione nell’anima, per l’anima, nell’immanente sensibile mondo terreno. Continua a leggere “Progetto didattico-educativo per le Scuole”

Cultura salentina, Saggio

I dialoghi del silenzio -la poesia di Bruna Malinzi Caroli-

di Mimì Mastria

-pagina a cura dell’Osservatorio Poetico Salentino-

Pasquale Urso: Colori e sapori (olio su tela)

A prima vista l’opera di Bruna Caroli si presenta come un prosimetro che alterna pensieri di riflessione a testi poetici. Di fatto, in una sorta di Zibaldone, l’autrice raccoglie e dipana il proprio pensiero attraverso “percorsi tematici” facenti capo a singole voci (Vita e Morte – Giudizio – Perdono …) che accompagnano la sua poesia, o meglio, il suo canto, frutto ed espressione profonda del suo sentire. Continua a leggere “I dialoghi del silenzio -la poesia di Bruna Malinzi Caroli-“

Cultura salentina, Saggio

La verità nella realtà del suo essere

di Rocco Aldo Corina

Jackson Pollock: Action Painting 12, 1949

«Chi non dà amore merita più amore di chi ama veramente». È Platone che qui parla anticipando qualcosa che poi avrebbe trovato consapevolezza nel Cristianesimo come rivelazione dello Spirito, bellezza del mondo, verità divina. Continua a leggere “La verità nella realtà del suo essere”

Cultura salentina, Saggio

La poesia di Alberto Signore

di Tina Cesari

pagina a cura dell’osservatorio Poetico Salentino


Mi è capitato qualche volta di ammirare la bellezza, gustando, ad esempio, la visione di un’opera d’arte, ma non ero ancora pronta a vederla sgorgare in rivoli dagli occhi e dal naso di un uomo a cui ho asciugato gocce stillanti da fogli manoscritti che ancora non hanno visto la luce in un corpus ordinato di poesie. Continua a leggere “La poesia di Alberto Signore”

cultura meridionale, gastronomia

Croccantezza un corno!

di Lorenzo De Donno

Piatto tipico della cucina salentina: la frisella

MasterChef ha bruciato il cervello a tanti aspiranti cuochi. Un amico, una volta, mi disse che, davanti a una pietanza preparata dalla moglie e non venuta bene, si era dovuto sforzare di non buttare cibo e piatto nella spazzatura. E stava per dirle di consegnare il grembiule e di abbandonare la cucina. Se stare a tavola è anche educazione, quello che accade in cucina sembra debba essere un porto franco, dove l’esperienza e la professionalità non bastano se non sono accompagnate dall’arroganza, da un linguaggio irrispettoso, dalla derisione e dall’umiliazione esplicita verso chi sbaglia. Continua a leggere “Croccantezza un corno!”