cultura meridionale, Scrittori salentini

Per Fenomenologia del Silenzio, Musicaos ed. 2022

di Anna Rita Merico

Ed era nelle strade rasenti i centri. Per emancipare le figlie. Per evitare che stessero nelle lune nuove, nelle piogge, nelle albe a faticare nelle terre, le si mandava dalla Mescia ad apprendere l’arte del ricamo e del taglio. Strada d’emancipazione per molte di loro. Nelle stanze-laboratorio s’apprendeva tutto all’interno di un silenzio marcato solo dalle richieste delle Mesce. Le relazioni erano da “luogo separato” e ferrea la gerarchia tra tutte e i ruoli legati alla realizzazione di un capo fosse di corredo o d’abbigliamento. Continua a leggere “Per Fenomenologia del Silenzio, Musicaos ed. 2022”

cultura meridionale, Poesia

Come è triste questo nostro mare d’agosto…

di Carmine Lubrano

come è triste questo nostro mare d’agosto

pazziando pazziando nella piazza

pazziamo

in-pazziamo pazzarielli e pullecenielli

come è triste

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cultura meridionale, Poesia

INDOVINA CHI INTINGE NEL PIATTO DEL RAGÙ

di Franco Intini

MARC ROTHKO

Premessa:

“Parole che hanno un nucleo instabile, su cui è scritto “FRAGILE”

Viaggiano da un paese all’altro. Piccoli neutroni fermano alle frontiere

Si mostrano gentili, rovistano tra i quark. Nel portabagagli le provviste:

Pacchi di odio legati con lo sputo.

-Tutto in ordine però-, rassicura l’airbag.” Continua a leggere “INDOVINA CHI INTINGE NEL PIATTO DEL RAGÙ”

cultura meridionale, Opinioni

Il napoletano di Sorrentino

di Titti De Simeis

È stata la mano di Dio’, l’ultimo film di Sorrentino, oltre alle attesissime e variopinte critiche (e polemiche) da parte del pubblico e degli esperti di settore ha suscitato, anche, alcuni malcontenti sulla scelta della lingua: il dialetto napoletano. In un film di tale ritorno culturale ci si aspettava, cioè, l’uso dell’italiano. A difesa di ciò si motiva: il napoletano non si comprende bene e, di conseguenza, ci rimettono i dialoghi. Continua a leggere “Il napoletano di Sorrentino”

gastronomia, Scrittori salentini

Affettare i funghi

di Lorenzo De Donno

Giovan Francesco Gonzaga (1921-2007) Funghi in un interno 30×40 cm Olio su tela

Andare nei boschi, per funghi, sarà pur bellissimo e rigenerante, anche per lo spirito, ma non é questo il mio tema. Oggi andrò sul minimale, sui gesti di tutti i giorni, sui fatti banali che diventano piccoli piaceri della vita, come lo stuzzicarsi il lobo dell’orecchio con il cottonfioc. Continua a leggere “Affettare i funghi”

cultura meridionale, Saggio

Santa Lucia, la cchiù ccurta dìa

di Emilio Panarese (1925/2014)

Di Giovanni Battista Salvi

“Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia” e parimenti nei proverbi salentini1. Santa Lucia la nuttata cchiù llonga ca nci sia (la nottata più lunga dell’anno); Santa Lucia lleva a lla notte e mmina a lla dìa (toglie minuti alla notte e li aggiunge al giorno); De santa Lucia llunghisce la dia quantu lu pete de la caddina mia (da santa Lucia i giorni si allungano solo di pochissimo).

In realtà sappiamo bene che nel nostro emisfero è il 22 dicembre il giorno in cui il sole raggiunge il punto più basso dell’orizzonte, che il 22 dicembre (solstizio invernale) è il giorno più corto dell’anno. Continua a leggere Santa Lucia, la cchiù ccurta dìa

cultura meridionale, Saggio

Sulle orme del passato

di Rocco Aldo Corina

Ammiro Tucidide per il sapor che dette all’opera sua di ammirevole struttura pedagogica. La storia, prima di tutto, nella verità dei fatti, tale da esser da tutti compresa. Era per lui necessario mezzo onde raggiungere la desiderata meta della saggezza come Esiodo pur sosteneva. «Piena di mali è la terra, anche il mare – diceva – ne ha tanti! Molte malattie di giorno e di notte vanno a trovar la gente, per loro volere, recando gravi sofferenze ai mortali nel più assoluto silenzio». Dinanzi a questo terrificante aspetto, visione d’un mondo soggetto al male, affidarsi alla storia per renderla maestra della vita, come qualcuno disse nel cuore di Roma antica, significava cambiare in positivo le sorti dell’umane genti. E Tucidide a questo aveva pensato, perciò lo esalto. Prima di dire sulle cose usava a fondo il suo pensiero per ragionar sulle arcane vicende dei suoi giorni onde trovar nei fatti il giusto conforto desiderato: la verità da trasmettere agli altri. Perciò ragionò sui soli suoi tempi convinto di non aver certezza sulla storia remota per cui era meglio non dirla, ma soprattutto «per mostrare come anche intorno alla storia contemporanea sia indispensabile una paziente opera di ricerca e di analisi critica, onde si vaglino le diverse informazioni ricevute: poiché anche i testimoni oculari spesso sono poco attendibili, fuorvianti (egli dice) ora da difetto di memoria ora da passione»[1]. Continua a leggere “Sulle orme del passato”

cultura meridionale, Saggio

Con l’aiuto di poesia

di Rocco Aldo Corina

Henri de Toulouse-Lautrec: Il letto (1892)

Ricerca, prima di tutto, per conoscere il bello che è in noi per la verità con l’aiuto di poesia. Il nostro progetto, quindi, nasce per il cambiamento come servizio per la vita.

Ecco perché bisogna anzitutto dare spazio al filosofico sapere al di là di inopportuni stereotipi deleteri nei vasti campi del percorso conoscitivo. È il motivo per cui magnifichiamo la ricerca con l’uso della buona poesia e – lo diciamo umilmente – di quella poesia che per Aristotele vale più della storia perché è più vera per il fatto che si basa su ciò che non è, come la storia, particolare e contingente.

E poiché poesia porta verso il bene, il bello come qualità di anima pura, avremo il bello come virtù dell’anima per cui l’intelligibile si mostra al mondo alla maniera di amore che crea amore, spirito oggettivato. Continua a leggere “Con l’aiuto di poesia”

cultura meridionale, gastronomia

Il pisello nano di Zollino

di Lorenzo De Donno

Nel Salento il pisello nano lo hanno solo a Zollino (ed è un legume). Come ogni preparazione di qualità, ha bisogno di premeditazione (almeno 12 ore di ammollo e due di cottura con carota, cipolla e sedano). Continua a leggere “Il pisello nano di Zollino”

Saggio

Nikos Kazantzakis, poeta della Visione

di Anna Rita Merico

Cretese di Iraklio, visionario oltre ogni dire, scavatore degli abissi dell’animo umano, finissimo conoscitore della cultura europea, cultore superbo della lingua greca e delle sue radici ultramillenarie. Colto ma sprofondato nella parola popolare, quella che più conserva la connessione con l’antico del significato. Archeologo attento del suono e del ritmo portato da ogni accento e da ogni caduta, per lui e con lui la parola danza al ritmo delle onde più fonde. Anni e anni di ricerca intorno e dentro i termini dell’idioma greco per distillarne parola atavica. Continua a leggere “Nikos Kazantzakis, poeta della Visione”

Poesia, Saggio

#febbraio_dante

di Luigina Dongiovanni

Luca Signorelli, Dante, affresco, 1499-1502, particolare tratto dalle Storie degli ultimi giorni, cappella di San Brizio, Duomo di Orvieto

Voliamo adesso a mo’ di volo pindarico nel Cielo di Saturno per parlare proprio oggi del santo che la Chiesa cattolica di Roma ricorda, san Pier Damiani. Se fosse vissuto nell’era social, sarebbe stato il monaco camaldolese più influencer del suo tempo, con migliaia di monaci follower.Lo avrebbero conosciuto, seguito ed imitato tutti. Tutti, tranne Dante. 🤭Dante di lui non sa nulla, o quasi. Quello che sa, glielo fa dire in pochi versi, come appunto nei 30″ di un video di TikTok o di uno stato di WhatsApp. E allora perché incontrarlo? Non semplicemente e non solo perché era famoso, diciamo “molto” famoso, ma perché può introdurre un argomento che ancora oggi genera discussioni. La predestinazione. Ma andiamo con ordine. Siamo con Beatrice nella “candida rosa”, in Paradiso, più esattamente nel Cielo di Saturno, nel canto XXII della terza cantica in un posto luminosissimo e silenzioso. Allo stesso modo pieno di movimento e contemplativo. Continua a leggere “#febbraio_dante”