Poesia, Recensioni

La poesia della denuncia: Cartolina del Salento di Cristina Carlà

di Mimì Mastria

Ogni volta che si parla del Salento non si può fare a meno di vederlo rappresentato secondo un modello “inflazionato” de “lu sule lu mare lu jentu”. Un’immagine creata per un turismo di massa desideroso di immergersi nelle acque del mare, nei canti delle piazze e nella pizzica che di tradizione hanno ormai poco e lontana dalla grande arte e cultura che ne sono i fondamenti della sua civiltà.
Le “Cartoline dal Salento” di Cristina Carlà avvicinano il lettore ad un’immagine ben diversa, quella che vivono i cittadini di questa terra che sulla loro pelle hanno vissuto e vivono condizioni di fatica e di dolore che tante volte li hanno costretti a fuggire via, lontano “addù nc’ete la fatìa”, mantenendo negli occhi e nell’animo i colori, gli odori e i sapori che in ogni modo hanno cercato di conservare e ritrovare.
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Recensioni, Scrittori salentini

Giuseppe Semeraro: Da qui a una stella

di Luca Crastolla

Ho lasciato decantare a lungo questi versi di Giuseppe Semeraro (che io sia lento, poi si sa), contenuti nella silloge Da qui a una stella, e mi piace l’idea di una restituzione di quanto mi hanno lasciato, di quanto mi ha invitato tornare e a ritornare munito di matita e temperamatite. Continua a leggere “Giuseppe Semeraro: Da qui a una stella”

cultura meridionale, Recensioni

Due parole sulla poesia di Alfonso Guida

di Luca Crastolla

Edward Hopper, 1927

I versi che seguiranno sono di Alfonso Guida e ritengo compongano uno dei suoi testi più complessi e affascinanti; ne faccio occasione per parlare della figura del poeta e della poesia.

Non sono un critico, sono uno che tenta versi nel duplice significato che possiamo rinvenire nel verbo “tentare”: il primo mette al riparo dal prendermi troppo sul serio; il secondo dice della relazione seduttiva che ho con la parola, del tentativo che faccio di portarla dalla mia parte.

Non sono un critico e non posso nemmeno dire che questa poesia l’abbia analiticamente fatta mia (poco male), tuttavia mi accompagna da un po’. Del resto credo che la parola poetica non debba essere una parola di facile consumo ma una parola con cui cimentarsi (se ci ammalia/ammala). Credo che, in questo nostro tempo in cui tutto si consuma in fretta, la poesia debba essere la sospensione, l’arresto, il sabot. Continua a leggere “Due parole sulla poesia di Alfonso Guida”

Cultura salentina, Recensioni

La poesia colloquiale e persistente di Marirò Savoia

di Anna Stomeo

Una raccolta di poesie densa di suggestioni inattese, di evocazioni e di metafore che, sin dall’immagine di copertina, introducono ad un percorso riflessivo giocato sulle stagioni della vita e della parola poetica come ‘fatto esistenziale’. Continua a leggere “La poesia colloquiale e persistente di Marirò Savoia”

Recensioni

I settant’anni del poeta salentino Giuseppe (Peppino) Conte: la poesia come incanto e come relazione

di Anna Stomeo

Lo scorso 26 maggio il poeta salentino Giuseppe (Peppino) Conte, ideatore e direttore artistico per oltre 25 anni della manifestazione l’Olio della Poesia, ha compiuto settant’ anni e li ha festeggiati con un prezioso libretto di poesie stampato in una tiratura limitata di settanta esemplari, numerati a mano e dedicati ad personam, che ha consegnato (personalmente) a settanta amici: Giuseppe Conte, La vita, aprila in un canto, Edizioni minime del pescecapone, Serrano (Le), 2022. In copertina un altrettanto prezioso  acquerello del 2010 dell’artista salentino Sandro Greco raffigura un vaso da fiori e una farfalla. Continua a leggere “I settant’anni del poeta salentino Giuseppe (Peppino) Conte: la poesia come incanto e come relazione”

Recensioni

Un romanzo ancora attuale: il “DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA”

di Dino Licci

Salvator Dalì: Don ChisciotteIl “Don Chisciotte” di Cervantes nasce come critica alla mania invalsa alla fine del ‘500 in Europa e soprattutto in Spagna di immergersi nella lettura dei romanzi cavallereschi importati dalla Francia. Il fenomeno dei “Lettori impazziti” veniva così sottolineata da Cervantes che, inventandosi questo strano personaggio, voleva appunto fare uno spaccato della società del tempo. Ma il personaggio acquista valore e spessore quando l’autore, forse suo malgrado, ne fa l’emblema della capacità tutta umana di compendiare realtà e fantasia, quella fantasia che interviene a correggere i mali di una realtà a volte troppo cruda per essere accettata supinamente. Così il lettore viene trascinato dalla simpatia che il personaggio ispira, seguendolo nei suoi voli pindarici, che gli fanno scambiare i mulini a vento per malefici giganti o un branco di pecore per un esercito nemico. Il suo fido scudiero Sancho Panza lo riporta continuamente a scontrarsi con la realtà in un gioco apparentemente semplice ma carico di significati psicologici di alto valore morale. Il romanzo risente inoltre delle disavventure del suo autore e, come sempre accade, acquista un vago sapore autobiografico. Cervantes infatti aveva partecipato alla battaglia di Lepanto e, pur essendosi comportato da eroe, era stato dimenticato da tutti finendo in carcere gli ultimi anni della sua vita. Nel “Don Chisciotte” quindi egli volle evidenziare l’assurdità invalsa in quell’epoca, di glorificare gli eroi immaginari della letteratura cavalleresca, dimenticando la realtà quotidiana di chi valorosamente compiva semplicemente il proprio dovere. Ma se queste erano le intenzioni iniziali dell’autore, il suo romanzo acquisisce sempre maggiore spessore ed il personaggio grottesco dell’anziano hidalgo, presto si trasforma in una tragica parodia dell’umanità delusa da una realtà tanto penosa da costringerlo a rifugiarsi nel sogno o nella pazzia. Continua a leggere “Un romanzo ancora attuale: il “DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA””

Recensioni

Introduzione alla raccolta di poesie GIACULERIE di Paolo Vincenti

di Cristina Martinelli

…perch’io, che nella notte abito solo, / anch’io di notte, […] anch’io scrivo / e riscrivo in silenzio e a lungo il pianto / che mi bagna la mente… (G. Caproni, Poesie 1932-1986, Milano 1989, Garzanti, p. 195).

Come in questi versi di Giorgio Caproni, sembra lavorare Paolo Vincenti. Questo racconta il suo lavoro di creazione in Giaculerie, titolo che condensa il nucleo tematico, tra soliloquio e dialogo. Poesia notturna, nell’accezione di solitudine dell’io, solitudine interiore e analisi esistenziale alla ricerca di senso e di una via per il superamento della sofferenza che, pur nel colmo del conflitto tra reale e utopia (Repleto), traguarda la capacità di reagire alle cose che accadono, mediante il significato da dare alla propria vita. Si tratta di trasformare la morte in vita, in poesia, la vita della poesia: è risaputo che Sofferenza e Bellezza sono le due esperienze decisive di ogni esistenza umana. Continua a leggere “Introduzione alla raccolta di poesie GIACULERIE di Paolo Vincenti”

Recensioni

Anna Rita Merico: Era un raggio…entrò da Est

di Anna Stomeo

La scrittura che Anna Rita Merico ci consegna in questo suo Era un raggio…entrò da Est (Postfazione di Annalucia Cudazzo, Musicaos Editore, 2020) non è propriamente ‘soltanto’ una scrittura poetica, ma anche un dire poliedrico in cui si intrecciano ritagli di anima scomposti e affidati ad una attenta e minuziosa ‘ricostruzione del sé’ condotta con consapevolezza estrema e con metodo rigoroso. Continua a leggere “Anna Rita Merico: Era un raggio…entrò da Est”

Recensioni

Marirò Savoia: d’autunno le parole

di Anna Rita Merico

(Marirò Savoia a Maglie, 28 maggio 2022, presso Galleria Capece)

Come foglie. Foglie nel momento in cui si avventurano nel volo leggero senza dritta traiettoria. Foglie appaiate al soffio di un vento di dentro che le fa volteggiare, le mette in comunicazione tra loro, le inabissa nell’ultimo passo di danza, le accende di tinte furiose. Il regista ne vivifica i fuochi. Il regista: un autunno di intenti che chiude solo per aprire. Un autunno di pieni che sorprende il sé e l’altro appaiandoli in una comunicazione di gesti intensi capaci di dire. Dire oltre ogni parola. Continua a leggere “Marirò Savoia: d’autunno le parole”

Recensioni, Scrittori salentini

Marcello Buttazzo: La poesia che si fa cercare

di Titti De Simeis

Giuseppe Diso: Casolare Salentino

La poesia di Marcello Buttazzo sa di bello. Un bello che si fa vedere, non si legge soltanto. Tra i suoi versi vivono immagini: è un lento avvicendarsi di piccoli fotogrammi dai colori intensi ma delicati, un racconto semplice ma di emozioni decise. Continua a leggere “Marcello Buttazzo: La poesia che si fa cercare”

Recensioni

Il Volo Alto della libellula, Marianna Filomarino di Gabriella Russo

di Mimì Mastria

Il Volo Alto Della Libellula - Russo Gabriella | Libro Europa Edizioni  08/2021 - HOEPLI.itQuando leggiamo un romanzo storico ambientato nel nostro territorio salentino spesso veniamo inondati da una serie di avvenimenti, di date, di nomi più o meno noti, di riferimenti a dati amministrativi e tanti altri elementi che in qualche modo distruggono il racconto trasformandolo in un saggio dentro il quale si muovono personaggi senza anima. Continua a leggere “Il Volo Alto della libellula, Marianna Filomarino di Gabriella Russo”

Recensioni

Anna Leo. L’armonia come bellezza

di Rocco Aldo Corina

Appena mio padre s’avvicinava a me, nella mia mente trovavo tesori incredibili, penso alle sue piccole rughe sul volto e all’affascinante «coleottero della luna» – direbbe Neruda – presente nei miei sogni strani. Era «un lampo vestito di arcobaleno. Il rosso e il viola, il verde e il giallo abbacinavano sul suo guscio e come un lampo mi sfuggì di mano e ritornò nella selva»[1]. Il tempo faceva sfumare ogni cosa e ognuno tornava nel suo stato di lacrime guarite, nell’ansia – a volte – che irritava i miei occhi stanchi, incastonati nelle vetrate dei castelli, meravigliose assai, abbaglianti, travolgenti passioni di quei giorni passati purtroppo. «I miei occhi vuoti vedevano solo l’ansia che ancor li opprime» anche se «le nostre menti nulla sanno di ciò che accade all’uomo nella vita, perché nulla vogliono sapere». Grande Wilde!, «i tuoi regni di terrore, le tue anarchie/ come il mare rispecchiano le mie passioni selvagge… solo per questo le tue urla sgraziate/ mi sono gradite»[2]. Continua a leggere “Anna Leo. L’armonia come bellezza”