Poesie, Scrittori salentini

Al dio ignaro della mia sorte…/ I rutili calcagni sollevi…

di Annarita Nutricati

Chiesa Greca a Otranto
Pasquale Urso: Otranto, litografia

Al dio ignaro della mia sorte,

a chi mi generò senza colpe

demando il pugnale d’Idrusa

e dai dubbi le notti non sciolte. Continua a leggere “Al dio ignaro della mia sorte…/ I rutili calcagni sollevi…”

Poesie, Scrittori salentini

Soneria

di Cesare Minutello

Egidio Marullo: Macchia (acquerello)

-E’ una soneria costante; un micidiale compromettersi

                         una didascalia infruttuosa – ( Amelia Rosselli)*

 

antagonista dell’andare in rovina

di traverso cominci da capo

nel barlume di anno in anno

sempre più incerto

:

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Poesie, Scrittori salentini

Sullo stesso mare

di Adriana Pulití

Edward Hopper - Scriptum
Edward Hopper (1882-1967)

[alla “casa nella palude”]

T’amo per le piazze fiorate,

gli spazi aperti contesi dal vento,

i tuoi inverni duri,

mia città.

Che mai so se

repentino s’accende e

dardeggia

il sole,

dopo la pioggia.

Repentina.

Silenziosa.

Continua.

Fitta.

Ostinata.

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Poesie, Scrittori salentini

e sul labiale…/le freatiche faccende

di Luca Crastolla

Jackson Pollock: Action Painting 12, 1949

e sul labiale fermandosi, non retrocedendo

ad alcuna forma intelaiata dell’idea

non dire, diluire: fioritura algale

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Poesie, Scrittori salentini

Non rubiamo alla sposa e altre poesie

di Biagio Liberti

Jackson Pollok: Composition with pouring

NON RUBIAMO ALLA SPOSA

Non rubiamo alla sposa

la ferocia dell’abito

l’inclinazione dello specchio

il rituale della solitudine riflessa

di là appena del ventaglio di ali di libellula

e sia che non ricordi impronte

sulle rive di scogli

o increspatura di vento di terra notturna

di luna nuova di Giugno

non rubiamo alla sposa i codici.

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VISITA SPECIALISTICA

Il policlinico lindo

della bassa assurge a un semidio

adiacente alle traverse calavatriane di Valencia

una chiacchierata seduti sul marciapiede

aspettando un taxi

il dottore mi scruta: cammini

si aspetta forse un’andatura anserina

uno scarto da subappenino dauno verso Pianerottolo di Ariano

(i rapidi verso Napoli attraversavano gerani da galleria verso l’alba)

il luminare se ne esce con la sindrome della cicogna

beh! Si! In fondo ho gambe sottili

tali e quali a zia Annunziata.

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AN A-VISION IN VILNIUS

Dovessi leggere gli elenchi

alessandrini con un occhio solo

e che fior di mandorlo

nei Febbrai di costa a Nova Siri

forse potevo avere una gamba

forse due

alla guida verso Vilnius

le pareti di legno

le travi di gardenie e tek

il telefono e le ossa sparse

e davvero non so

che colore abbiano i necrologi sul Baltico.