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Archive for the ‘Racconti’ Category

di Titti De Simeis

Titti De Simeis: Sud

Noi del sud ci sediamo sulle scale, nei pomeriggi di pietra calda, i pantaloni dal risvolto distratto e i piedi scalzi. Ci sediamo sulla soglia delle case, nelle ore buie e piccole di racconti, nelle notti insonni dei salotti di strada.

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di Lucio Causo

“Une salle de classe” – Robert Doisneau, 1957

Colpiva, in quella stanza che fungeva da salotto-tinello, una grande fotografia incorniciata sul caminetto: non era che uno dei soliti gruppi di laurea o di ultimo anno di collegio, un po’ sbiadito perché risaliva ad oltre cinquanta anni, ma in vistosa cornice. (altro…)

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Aleksandr Dejneka, Le poesie di Majakovskij, 1955 – olio su tela, cm 130×200

Mio unico grande amore, quando ti giungerà questa lettera io non sarò più su questa terra. Non restare sorpresa dalla grafia molto diversa dalla mia: è quella del dottor Oleg Ivanov, che si è prestato a trascrivere questi miei pensieri, nati in un terribile contesto di guerra e di dolore. Sono stato investito in pieno dalle schegge di un colpo di mortaio dell’armata napoleonica e sto cercando di resistere alla morte il tempo necessario per farti sapere quanto ti amo. (altro…)

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C’era una volta, in un tempo indefinito, ma assai recente, una fanciulla brava e tenace, che voleva apparire a tutti i costi assolutamente agnostica. In un pomeriggio d’inverno, la fanciulla, che era di origini mediorientali e si chiamava Nime Aggali, si trovò per caso ad ascoltare, al bar del porto di Otranto, il racconto del più anziano e noto pescatore del Salento, tal Michele Serafini. (altro…)

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di Lucio Causo

da-ladri-di-biciclette

Dietro il paese, lungo la via provinciale, c’è Villa Isabella, in fondo a un vecchio giardino di conifere. Questa villa apparteneva ad una nobile e ricca famiglia di origine spagnola, molto rispettata dai compaesani.

– Chi ci abita ora? – chiese Anselmo alla signora Maria, proprietaria di un negozio di merceria all’inizio del paese.

– Più nessuno. Non sapete che sono tutti morti? La villa è chiusa – (altro…)

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Autore Edvard Munch Data 1892 Tecnica olio su tela Dimensioni 73×92 cm Ubicazione National museet for kunst, Oslo (da Wikipedia)

di Lorenzo De Donno

Ora erano uno di fronte all’altra, nell’oscurità quasi assoluta. (altro…)

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di Lorenzo De Donno
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Mio padre era un lavoratore dipendente. Una famiglia “tipo” degli anni 60/70, con la certezza del reddito e la presenza di “punti cardinali”, sparsi nelle fronde “viventi” dell’albero genealogico, a cui fare sempre riferimento e da cui trarre esempi.
La mamma a casa, a sfaccendare, noi figli a giocare in cortile e a  fare i compiti. Lo stipendio ci consentiva di avere un appartamento in una palazzina di pietra bianca, quasi un paio di scarpe nuove a stagione e abiti decorosi che, quando non vestivano più, si passavano ai fratelli minori, oppure a un parente prossimo. La fortuna di essere nati vicino ad un mare bellissimo e amico ci consentiva di avere lunghe estati, divertenti ed economiche, trascorse in una casetta in affitto, proprio alle spalle del porto, ma io non sapevo cosa fosse una montagna vista dal vero, anche se sapevo disegnarla, a scuola, con un unico arco di matita. Tante volte, crescendo, mi sono chiesto se l’abilità che mi riconoscevano tutti nel saper disegnare fosse veramente un talento naturale o se scaturisse, piuttosto, dall’ esigenza inconscia di materializzare le mie aspirazioni di bambino.

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