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Archive for the ‘Racconti’ Category

C’era una volta, in un tempo indefinito, ma assai recente, una fanciulla brava e tenace, che voleva apparire a tutti i costi assolutamente agnostica. In un pomeriggio d’inverno, la fanciulla, che era di origini mediorientali e si chiamava Nime Aggali, si trovò per caso ad ascoltare, al bar del porto di Otranto, il racconto del più anziano e noto pescatore del Salento, tal Michele Serafini. (altro…)

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di Lucio Causo

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Dietro il paese, lungo la via provinciale, c’è Villa Isabella, in fondo a un vecchio giardino di conifere. Questa villa apparteneva ad una nobile e ricca famiglia di origine spagnola, molto rispettata dai compaesani.

– Chi ci abita ora? – chiese Anselmo alla signora Maria, proprietaria di un negozio di merceria all’inizio del paese.

– Più nessuno. Non sapete che sono tutti morti? La villa è chiusa – (altro…)

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Autore Edvard Munch Data 1892 Tecnica olio su tela Dimensioni 73×92 cm Ubicazione National museet for kunst, Oslo (da Wikipedia)

di Lorenzo De Donno

Ora erano uno di fronte all’altra, nell’oscurità quasi assoluta. (altro…)

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di Lorenzo De Donno
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Mio padre era un lavoratore dipendente. Una famiglia “tipo” degli anni 60/70, con la certezza del reddito e la presenza di “punti cardinali”, sparsi nelle fronde “viventi” dell’albero genealogico, a cui fare sempre riferimento e da cui trarre esempi.
La mamma a casa, a sfaccendare, noi figli a giocare in cortile e a  fare i compiti. Lo stipendio ci consentiva di avere un appartamento in una palazzina di pietra bianca, quasi un paio di scarpe nuove a stagione e abiti decorosi che, quando non vestivano più, si passavano ai fratelli minori, oppure a un parente prossimo. La fortuna di essere nati vicino ad un mare bellissimo e amico ci consentiva di avere lunghe estati, divertenti ed economiche, trascorse in una casetta in affitto, proprio alle spalle del porto, ma io non sapevo cosa fosse una montagna vista dal vero, anche se sapevo disegnarla, a scuola, con un unico arco di matita. Tante volte, crescendo, mi sono chiesto se l’abilità che mi riconoscevano tutti nel saper disegnare fosse veramente un talento naturale o se scaturisse, piuttosto, dall’ esigenza inconscia di materializzare le mie aspirazioni di bambino.

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© Silvia Recchia: I colori dell'anima (olio su tela 110x160)

© Silvia Recchia: I colori dell’anima (olio su tela 110×160)

C’era una volta un tenero bimbo sognatore, che voleva travasare con un secchiello tutta l’acqua del mare in una buca nella sabbia e ci provò per un intero giorno, dall’alba al tramonto. Non ci riuscì. Il bambino rimase molto deluso e la sera, indispettito, decise di smettere di essere un tenero sognatore e, con un ghigno malvagio, rinchiuse tutte le stelle del cielo nella gelida cella del frigorifero di casa. Ne restò di fuori solo una, la più piccina, ma ormai era stanco e non riuscì a portare a termine la sua impresa. (altro…)

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romano

Alessandro Romano, leccese classe 1975, è alla sua prima esperienza letteraria col romanzo intitolato “L’alba del difensore degli uomini” (AltroMondo Editore, Vicenza). Il titolo non è del tutto rivelatore del tema narrato ma l’immagine della copertina – un fotomontaggio che mostra una scogliera con sant’Antonio da Padova genuflesso spalle al mare – palesa un richiamo alla sfera del sacro e del miracolo. L’autore, invero, attraverso i fatti e i personaggi del suo racconto ha condensato, lavorando su storie umane inizialmente parallele ma infine convergenti in una, sia la sua conoscenza dei temi storici e di cronache attinenti al Salento e sia una personale maturazione interiore che l’ha portato ad avere una visione cristiano-cattolica del suo vivere quotidiano. (altro…)

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Ghetonìa (Il vicinato) 2012 rame 95 x 108; carta ficus carica; acquaforte, m. zucchero, acquatinta, puntasecca; XI esemplari

Ghetonìa (Il vicinato) 2012 rame 95 x 108; carta ficus carica; acquaforte, m. zucchero, acquatinta, puntasecca; XI esemplari

C’era una volta – correva l’anno 1966 – una bella bimba dai lunghi codini e dal faccino tanto dolce, quanto sempre imbronciato. Aveva 4 anni e il suo nome era Ullina. Dovunque si muovesse, tutto, intorno a lei, magicamente acquisiva colori vividi e lucenti: persino l’erba avvilita e le foglie rinsecchite dell’autunno parevano riacquistare nuova vita.
Tutto il mondo intorno a Ullina si illuminava, ma lei restava sempre triste e solitaria.

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