Racconti, Scrittori salentini

Il 2000

di Lorenzo De Donno

– Quanti anni avremo nel 2000?- Mi domandò, all’improvviso, il mio amico Salvatore mentre, con i grembiuli neri addosso e le cartelle in mano, ci recavamo, come ogni mattina, alla scuola elementare, distante oltre un chilometro dalle nostre rispettive case. I nostri percorsi individuali si incrociavano nei pressi di un giardinetto spartitraffico e da, quel punto, continuavamo insieme. Ed era lì che ci salutavamo, al ritorno, non prima di aver ricordato, l’uno all’altro, i programmi più belli da vedere, nel pomeriggio, alla TV dei ragazzi. Continua a leggere “Il 2000”

Racconti, Scrittori salentini

…il gatto dei vicini / …in un cesto di lana

di Titti De Simeis

Cesare Dandini, Madonna col Bambino e cardellino, olio su tela, 72 x 56 cm. Collezione privata
Jacob Victor, Gatto nel pollaio, olio su tela, 103 x 87 cm. Collezione privata

‘… il gatto dei vicini si appallottola in un vaso di fiori annaffiato da poco, la coda penzolante e il musetto su foglie bagnate. A tratti socchiude un occhio, mi guarda e miagola appena, quasi per farmi un saluto. Accanto ha un peluche e una pallina di carta messi a riposo da una notte afosa, troppo stanca per rincorrersi. Un fiore gli carezza un orecchio: le fusa riprendono il sonno e i sogni, freschi di latte e croccanti leccornie, in scatole grandi e giochi di tana …’

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Racconti, Scrittori salentini

Nei caldi pomeriggi

di Lorenzo De Donno

Pomeriggio d’estate nel giardino di Claude Monet

Nei caldi e assolati pomeriggi d’estate, il mio nonno materno, stanco dai lavori in campagna, ci invitava perentoriamente a riposare perché solo dormendo, e con gli scuri delle finestre ben chiusi, avremmo potuto evitare i malefici delle “macare” (o striare: le streghe salentine) che, alla piena luce del giorno, solevano vagare – secondo le sue storie – per le terrazze e i giardini delle case per rapire i bambini insonni.

Non c’era barriera che potesse fermarle, ci raccontava. Potevano volare, saltare di casa in casa, arrampicarsi su un muro senza appigli, scendere in un baleno dalla tromba di una scala fin dentro alla casa. Cosa ne facevano dei bambini rapiti? Non era dato di sapere la loro sorte, circostanza che ne accresceva il mistero e il nostro terrore, anche perché la sua narrazione violava la convinzione atavica che la luce tenesse lontane dalle persone tutte le presenze malefiche. Oppure era la sua cintura di cuoio a spaventare le macare, quella che lui appendeva alla pediera del letto e che tante volte aveva minacciato di sfilarsi dai pantaloni per dirimere un litigio o per porre termine a un capriccio insistente. Quella cintura aveva anche un nome: “Ubbidienza”, ma non fu mai sfilata dai passanti per motivi diversi dalla sua funzionalità, né mai utilizzata per colpire qualcuno. Continua a leggere “Nei caldi pomeriggi”

Racconti, Scrittori salentini

…si chiacchiera dai balconi

di Titti De Simeis

Piero Marussig, Figure al balcone (1920; olio su tela, 90 x 75 cm; collezione privata)
Piero Marussig, Figure al balcone (1920; olio su tela, 90 x 75 cm; collezione privata)

‘… si chiacchiera dai balconi. L’aria è ferma, qualcuno sorseggia ghiaccio tintinnante. Si sventola la dirimpettaia su un divanetto in giunco, senza scarpe, ripassa il pranzo per domani da preparare al fresco, appena alzata. Continua a leggere “…si chiacchiera dai balconi”

Racconti, Scrittori salentini

Giardini segreti salentini

di Lorenzo De Donno

Com’erano i giardini segreti delle vecchie case salentine? Certamente non avevano prati inglesi, perché l’acqua era preziosa com’è preziosa, ancor di più, adesso. Nei contemporanei, evidentemente, è venuta meno la consapevolezza della sua preziosità. Basta aprire un rubinetto: è facilissimo e l’acqua sgorga a prescindere se è un acquedotto a fornirla o un pozzo, legale o abusivo. Non ci vuol un grande ingegno per capire che pompare acqua dolce dalla falda per irrigare un prato sia un atto che ha poco senso nell’arido Salento, luogo che dovrebbe essere apprezzato per le sue peculiarità naturali e non per l’imitazione di ambientazioni nordeuropee che non gli appartengono. Continua a leggere “Giardini segreti salentini”

Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

I ricordi più vivi…

di Paolo Montefrancesco

Torre Sant’Emiliano – De Donno

I ricordi più vivi sono nell’occhio del luccio, in posizione obliqua all’ombra del salice che si specchiava nella cava azzurra.

Sono nel vago ghirigoro dell’acquilone, dall”argento che ricopriva le uova pasquali. Sono sul campo privo di tetti ricoperto dei millefiori prima del miele.

Sono del sapore dei ciliegi che ci rampicavano al cielo, furtivi.

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Cultura salentina, Racconti, Scrittori salentini

Sintomi inequivocabili d’estate

di Lorenzo De Donno

G. Diso: La casa in collina, olio su tela, cm 70×80, 2018

Stasera lo scirocco si è trasformato in un vento proveniente da nord est, fresco ma saturo l’umidità. Ho indossato una felpa e sono uscito senza una meta. Sulla stradina di campagna che ho percorso, il buio è diventato presto totale. La bellissima piana di Corigliano offre spazi aperti ormai rari, senza confini fisici invadenti e, inoltre, non inquinati dall’illuminazione urbana. Continua a leggere “Sintomi inequivocabili d’estate”

Racconti, Scrittori salentini

Squarci

di Titti De Simeis

Camille Pissarro, Due giovani contadine (1891-1892); olio su tela, Metropolitan Museum of Art, New York (da Wikipedia)

Ci sono posti che ti seguono ovunque. Che sanno aspettarti, ti tengono testa, non si lasciano dimenticare. E i loro colori ti vestono, ti accolgono. Ci sono posti che non smetti mai di cercare, ogni volta nuovi, veri, familiari come le storie da bambino, come le fiabe della notte. Continua a leggere “Squarci”

Racconti, Scrittori salentini

LA FIJA TE LU RE STA SE MARITA

di Annamaria Gustapane

G.Diso: “Il mare “, olio su cartone telato, 2020

Ho macinato tra i denti le parole battendo il tempo sulla chitarra la notte intera, ora piove dalla persiana una lama di pulviscolo dorato, solleva dal grigiore uniforme della stanza uno spicchio bislungo di mattoni rosso/arancio: il giorno è questo, la fija te lu re, la zita mia, se sta marita. A piedi nudi esco nel giardino aggrappato alle mura, alto sul vicolo; la pietra porosa conserva ancora l’umido della notte, e oltre la piazza vuota la cattedrale nella tramontana mi guarda con il suo unico occhio indifferente, leziosi angeli barocchi ignorano le stagioni e i fiori bianchi ai loro piedi, fiori di sposa. Continua a leggere “LA FIJA TE LU RE STA SE MARITA”

Racconti, Scrittori salentini

Paesaggio

di Pino Refolo

(Al tempo in cui partire era l’unica speranza….)

        Il terreno si estendeva per un raggio di circa trecento metri, spaccato in giochi geometrici nelle forme più svariate che i raggi del sole penetravano. Secco. Lì era più facile, scavando, trovare il petrolio che l’acqua. Di fronte una serie di sassi di varie grandezze ora tondi, ora ovali, ora spigolosi nelle punte delle selci che sicuramente saranno state usate come armi di offesa erano stati ammassati in due, a volte tre file, e sovrapposti sino a formare una sorta di muricciolo che separava e delimitava il maggese da un bosco fitto di querce e di pini. Continua a leggere “Paesaggio”

Racconti, Scrittori salentini

Meritocrazia

di Mimì Mastria

Concorsi pubblici in digitale: così la PA garantisce trasparenza,  imparzialità e tutela dei diritti | Agenda Digitale 

Ferdinando Russo era un giovane uomo di trentacinque anni quando si era sposato con Assunta e nel giro di quattro anni la coppia aveva avuto due bambini. Di famiglia contadina, aveva fatto solo la quinta elementare e sin da ragazzo aveva aiutato il padre a lavorare in campagna e a vendere al mercato la verdura. Quando aveva un po’ di tempo libero, soprattutto la sera, andava a lavorare in qualche pizzeria a fare il cameriere. Continua a leggere “Meritocrazia”